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GLI INCASTRI DEI GUIDE PLANKS DEL PONTE

Il taglio a “Z” è chiamato anche “unione di testa a mezzo spessore di sbieco”.

Su un tipico modellino esso è composto da due tratti paralleli di circa un millimetro ed un tratto inclinato lungo circa sette , la distanza tra i singoli incastri dovrà coincidere con la lunghezza dei listelli utilizzati per ricoprire il ponte.

Prima di intraprendere il lavoro si deve affrontare il problema di come realizzare decine e decine di incastri che poi dovranno combaciare perfettamente.

La soluzione ideale consiste nel costruire una lama a “Z” affilarla ed infine adoperarla come un cutter a scalpello, ovviamente è più facile a dirsi che a farsi perché piegare l’acciaio ed affilarlo non è alla portata di tutti.

Si devono allora realizzare tutti gli intagli a mano ed uno alla volta, il primo ausilio consiste nel realizzare una dima in legno che in definitiva rappresenta un incastro completo, sono necessarie alcune prove ed alcuni ritocchi ma alla fine il lavoro è semplice.

Tagliando uno alla volta tutti i listelli con i relativi incastri si rischia che incollandoli sul ponte questi non combacino lasciando profonde ed antiestetiche fessure.
Non è fondamentale che tutti gli incastri risultino prefetti, anzi leggerissime discrepanze danno quel tocco di vissuto all’imbarcazione, l’importante è che i due listelli attigui combacino alla perfezione.

La soluzione è in questo caso il classico uovo di Colombo, è sufficiente adoperare un listello abbastanza lungo da ricoprire tutta la distanza del ponte, segnare i punti di taglio e numerare progressivamente gli spezzoni e tagliarli a “Z”.

È importante solamente mantenerli in ordine e non mischiarli, in ogni caso essendo stati numerati è facile ricostruire la progressione iniziale.

Per ricavare le tavole dei GUIDE PLANKS si devono adoperare dei legni privi di difetti

Per ricavare le tavole dei GUIDE PLANKS si devono adoperare dei legni privi di difetti

Si adopera un lungo righello per allineare i listelli nel senso longitudinale ed evitare che siano curvi.

ATTENZIONE ogni listello dovrà essere tagliato a “Z” ma mantenere stessa lunghezza utilizzata per gli altri listelli delle tavole del ponte.

Conviene utilizzare dei listelli laghi circa 5 mm.

la dima di riferimento deve essere costruita con precisione

la dima di riferimento deve essere costruita con precisione

Si costruisce una dima in legno che funga da riferimento per potere riprodurre in serie tutti i tagli.

Sui listelli vanno riportate le linee parallele dell’inizio e della fine del taglio. Quelli laterali sono profondi un millimetro e non presentano alcuna difficoltà.

Quasi sempre è necessario ridurre la lunghezza della lama della taglierina

Quasi sempre è necessario ridurre la lunghezza della lama della taglierina

Per tagliere in diagonale si sovrappone la dima al listello come è evidenziato dalle frecce BLU (visibile anche nel riquadrino).
La freccia ROSSA mostra un listello diritto necessario per evitare di curvare il tavolato durante il taglio.
La freccia VERDE mostra la lama (troppo lunga) delle taglierina.

Generalmente la lama a scalpello di misura standard è troppo corta o troppo lunga, nel primo caso è necessario procedere al taglio diagonale in due distinte passate ma questo può provocare delle scheggiature nell’incastro,se la lama è invece troppo lunga allora non può essere adoperata perché ne taglierebbe un dente.

La lama modificata in modo da ridurre la lunghezza del taglio

La lama modificata in modo da ridurre la lunghezza del taglio

Anche se la differenza è minima si deve asportandone una parte della lama utilizzando un disco abrasivo montata su un minitrapano.

Gli incastri sono sempre perfetti

Gli incastri sono sempre perfetti

Dapprima si procede con il taglio in diagonale e solo dopo con i due perpendicolari, i listelli si devono separare senza sforzo per non rischiare che si strappino.

Numerando gli incastri è impossibile scambiare gli incastri

Numerando gli incastri è impossibile scambiare gli incastri

Si monta su una taglierina una lama a scalpello la cui faccia piatta deve essere sempre rivolta verso l’interno dell’incastro. Subito dopo si procede alla numerazione. Con questo sistema si ottengono degli incastri perfetti perché in fondo si tratta solo di eseguire un taglio netto.

L’intero listello verrà tagliato in diversi spezzoni che andranno incollati nella sequenza numerata, si devono quindi preferire legni dalla venatura fine e rettilinea e che siano ovviamente privi d’imperfezioni evidenti.

È preferibile effettuare il taglio dal lato inferiore del listello, quello che verrà incollato sul ponte, perché la svasatura dell’incastro dovuta allo spessore della lama del cutter rimane nella parte inferiore mentre sul lato a vista è visibile un taglio netto e perfetto.

 

I RINFORZI DEL PONTE:

KING PLANKS

Il castello di prua del Cutty Sark ha 4 king planks che rafforzano la struttura

Il castello di prua del Cutty Sark ha 4 king planks che rafforzano la struttura

Lungo la linea mediana del ponte corrono delle tavole particolarmente robuste chiamate “king planks” che sono caratterizzate da una maggiore larghezza, lunghezza e spessore e si incastrano in appositi scassi praticati nei bagli sottostanti.

Nella foto qui sopra si notano benissimo i 4 king planks del castello di prua del Cutty Sark.

Nelle navi da battaglia inglesi ed americane sono sempre in numero dispari in modo che uno si collochi lungo l’asse centrale.

I RINFORZI DEL PONTE:

GUIDE PLANKS

Sui due lati parallelamente alla linea centrale del ponte sono disposti altri corsi chiamati “guide planks” con le stesse caratteristiche giunzioni a “Z”, il loro numero è variabile da uno a tre per lato. Anche questi possono essere più larghi del resto del tavolato.

Non necessariamente le giunzioni devono risultare simmetriche  sui due lati del ponte ma devono sempre appoggiarsi su due bagli in modo tale che le due estremità delle giunzioni poggino su due bagli differenti.

La posizione dei guide planks sul ponte di un vascello inglese o americano

La posizione dei guide planks sul ponte di un vascello inglese o americano

I cerchietti rossi mettono in evidenza gli a “Z” chiamati anche “unione di testa a mezzo spessore di sbieco”.

Questa particolare giunzione è anche più vistosa perché necessitano di una maggiore robustezza e sono in realtà dei rinforzi della struttura che garantiscono una rigidità all’insieme, per queste caratteristiche gli anelli di ritenzione dei cannoni vanno fissati su di essi.

Ovviamente per realizzare queste tavole non è necessario disporre di una notevole conoscenza tecnica o di una spiccata capacità manuale, anche gli attrezzi utilizzati sono davvero ridotti al minimo e non è necessario acquistarne di nuovi.

L’unica cosa davvero importante è programmare e pianificare questo intervento fino dall’inizio del rivestimento del ponte.
Siccome le assi hanno una maggiore larghezza si possono utilizzare dei listelli larghi quattro o cinque millimetri, è importante però che siano della stessa tonalità o al limite anche leggermente più scuri, non devono in ogni caso essere più chiari perché comprometterebbero l’estetica finale.

I guide planks e le assi del tavolato dei ponti sempre arcuati e mai rettilinei

I guide planks e le assi del tavolato dei ponti sempre arcuati e mai rettilinei

Ad essere davvero pignoli (oltre che estremamente esperti) i “guide planks” e tutte le assi del tavolato non sono mai rettilinei e paralleli ma sempre arcuati. Questa lavorazione richiede una notevole conoscenza ed un’attrezzatura particolare che permetta di rastremare i singoli listelli con una  precisione prossima al centesimo di millimetro.

IL TRINCARINO

Il Trincarino è un’asse di legno che unisce il tavolato del ponte alle murate, di norma è più spesso verso l’esterno cioè verso le pareti verticali dello scafo mentre presenta un piccolo gradino verso il tavolato del ponte, ne consegue che la sua forma è trapezoidale ma la parte visibile che “esce” dal ponte è di forma triangolare.

Tra questo ed il tavolato del ponte vero e proprio si interpone un’asse che prende il nome di Contro Trincarino che di norma pur essendo più spesso di una tavola del ponte rimane a filo dello stesso mentre la differenza si nota solo con gli incastri dei bagli.
Da un punto di vista modellistico non essendoci delle differenze visibili guardando il ponte questo elemento viene ignorato e considerato come una comune asse del tavolato.

Disegno tecnico dello sviluppo del tavolato di un ponte di un galeone

Disegno tecnico dello sviluppo del tavolato di un ponte di un galeone

Una forma trapezoidale non è affatto semplice da sagomare perfettamente in modo che dal ponte emerga solo un triangolo sopratutto se si parte da un listello di noce di soli 2×3 mm.
Sarebbe fattibile eventualmente  adoperando una fresa da banco (macchinario peraltro assi costoso) altrimenti si rischiano grossolane ed evidentissime irregolarità lungo il bordo sagomato.
Per complicare il lavoro a prua e a poppa il Trincarino non è rettilineo ma presenta dei raccordi ad arco.

Molto semplicemente nei modellini si usa incollare un listello a sezione rettangolare anche per nascondere il non sempre perfetto contatto ponte-murata dove spesso troviamo delle fughe o degli spazi vuoti.

Qui di seguito si illustra un trucco tanto semplice quanto efficace

Tra le murate ed il ponte ci sono delle fessure che devono essere nascoste

Tra le murate ed il ponte ci sono delle fessure che devono essere nascoste

Nella fotografia qui sopra si vede la fessura ponte-murata che pur essendo piuttosto stretta rimane sempre ben visibile anche perché percorre tutta la lunghezza delle fiancate interne.

Per il Trincarino si usano due listelli di dimensioni diverse

Per il Trincarino si usano due listelli di dimensioni diverse

Per simulare un Trincarino si utilizzano dei listelli in due dimensioni diverse:

listelli da 1×1 mm (freccia ROSSA) e
listelli da 0,5×3 mm (freccia BLU), quest’ultimo rimarrà visibile e dovrà essere di un colore più scuro come per esempio di noce.

Quattro step della prima fase in cui si incolla il listello quadrato da 1x1 mm

Quattro step della prima fase in cui si incolla il listello quadrato da 1×1 mm

Se si incollasse il listellino per poi metterlo in posizione si rischierebbe di sporcare il tavolato del ponte o le murate interne, per non correre questi inutili rischi si applicano alcuni punti di colla vinilica direttamente sulle fessure della giunzione murata-ponte, vanno distanziati di circa tre centimetri, siccome le goccioline di colla devono essere piccolissime conviene utilizzare uno stuzzicadenti.

Si fa quindi aderire il listellino di legno tra la fiancata ed il ponte e si aspettano alcuni minuti affinché la colla si asciughi.

Nella seconda fase si incolla il listello di noce da 0,5x3 mm

Nella seconda fase si incolla il listello di noce da 0,5×3 mm

Il listello di legno da 0,5×3 mm viene tagliato alla stessa misura delle assi del ponte ed è quindi lungo solo 7 o 8 cm.
Si cosparge di colla vinilica solo la parte superiore che andrà a contatto con il listello quadrato posato in precedenza, si evita così di sporcare il tavolato del ponte.
Questo passaggio è ben visibile nel riquadrino ROSSO, mentre la freccia BLU mostra il risultato ottenuto.

Il Trincarino è ora in posizione finale

Il Trincarino è ora in posizione finale

Il listello deve essere posizionato in modo che aderisca sia sul bordo dello scafo sia sul tavolato del ponte.
Si deve premere delicatamente altrimenti il listellino tende a raddrizzarsi e di conseguenza ad alzarsi dalla superficie del ponte incollandosi parallelo ad esso.
Ovviamente prima di procedere con un secondo listellino si deve aspettare la completa asciugatura della colla.

La freccia VERDE mostra una giunzione ad incastro che utilizzando un altro piccolo trucco sarà estremamente facile e veloce da realizzare.

In conclusione si può considerare come il listellino quadrato da 1×1 mm funge solo da supporto per creare un gradino che permetta l’inclinazione del listellino piatto da 0,5×3 mm.
Il posizionamento inclinato e lo spessore del listello (0,5 mm) creano l’illusione che sia effettivamente trapezoidale con la base superiore inclinata verso l’interno.

LA BANDIERA Purtroppo alcune immagini che seguono sono di bassa qualità perché gli originali sono andati perduti ma riescono comunque a chiarire i passaggi necessari alla lavorazione. Un tocco di classe per arricchire la barca consiste nell’inserire una bandiera a poppa. Il problema inizia quando si considera di utilizzare della stoffa in quanto la dimensione […]

GLI ULTIMI DETTAGLI Una vista della barca finita I dettagli fanno la differenza! …nel bene …nel male! Il livello del dettaglio di una scialuppa o di altri particolari come per esempio il tambucio, l’argano o le scale deve essere rapportato a tutto l’insieme del modellino e non ci possono essere differenze significative, in pratica su […]

I PARANCHI DELLE ARTIGLIERIE:
LO STOPPO DELLA BRAGA DI RITENUTA DEL CANNONE.

Gli stoppi dei paranchi e della braga sulle mura

Gli stoppi dei paranchi e della braga sulle mura

La braga di ritenuta del cannone ha un diametro maggiore rispetto alle manovre dei paranchi e nella realtà veniva fissata saldamente alle mura della nave tramite un gancio ed un anello oppure con un nodo del tipo a gomena.

Non è semplice riprodurre questi dettagli rispettando la scala e, come spesso accade, si rischia di costruire dei dettagli troppo grandi, grossi e sproporzionati.
In questo caso è preferibile non costruirli affatto.

Il paranco anteriore è finitoIl paranco anteriore è finito

Il paranco anteriore è finito

La braga di ritenuta del cannone viene incollata sulla parte anteriore degli affusti del cannone e tagliata a filo degli stessi.

Un affusto di un cannone finito visto da destra

Un affusto di un cannone finito visto da destra

Un affusto di un cannone finito visto da sinistra

Un affusto di un cannone finito visto da sinistra

Nelle immagini qui sopra si vede un affusto finito ripreso dal lato desto e dal lato sinistro.

Sopra agli affusti si incollano le canne dei cannoni.
La ferramenta delle piastre per il blocco degli orecchioni e degli anelli delle ruote si riproducono con delle strisce di carta nera.

Un cannone finito installato sul castello di pruaUn cannone finito installato sul castello di prua

Un cannone finito installato sul castello di prua

Una volta incollati in posizione l’attacco della braga e dei paranchi non sono più visibili, tuttavia se si fossero ricostruiti questi particolari essi risulterebbero troppo grossi e grandi e quindi brutti da vedere.

Alcuni cannoni finiti posti a centro-nave

Alcuni cannoni finiti posti a centro-nave

I paranchi posteriori si assemblano utilizzando la stessa tecnica.

Cannoni finiti collocati sul castello di prua

Cannoni finiti collocati sul castello di prua

Come si può notare dall’immagine qui sopra una volta allestito il modellino con tutte le manovre e gli imbandi i cannoni si armonizzano e l’insieme non è deturpato da grossi bozzelli, nodi e manovre inutilmente articolate.

 

I PARANCHI DELLE ARTIGLIERIE:
STEP BY STEP DELL’ALLESTIMENTO DI UN PARANCO

Qui di seguito si illustra con una sequenza fotografica gli step necessari per ottenere il complesso dei paranchi anteriori senza generare antiestetici nodi.
È importante che il bozzello anteriore sia ben incollato sull’affusto, ed avendo allargato il foro risulterà semplice passare un cavo che per la cronaca ha uno spessore di 0,10 mm, in pratica il più sottile reperibile in commercio.

Scusate per la bassa qualità del disegno che illustra una fiancata di un affusto di un cannone.

Schema del paranco del cannone: Step 1

Schema del paranco del cannone: Step 1

Si annoda il bozzello centrale al golfare dell’affusto avendo l’accortezza di lasciare le estremità del cavo lunghe almeno 10 o 15 centimetri. È sufficiente un nodo semplice non occorre che sia doppio, l’importante è che sia ben stretto.

Schema del paranco del cannone: Step 2

Schema del paranco del cannone: Step 2

Si prende l’estremità del cavo del nodo che è rivolto verso l’alto lo si infila dall’alto nel foro del bozzello anteriore.

Schema del paranco del cannone: Step 3

Schema del paranco del cannone: Step 3

La stessa estremità la si fa passare poi nel bozzello posteriore dal basso verso l’alto.
Si completa così il primo passaggio del paranco.
NB) Per i paranchi a tre vie si deve fare passare una seconda volta il cavo nei bozzelli.

Schema del paranco del cannone: Step 4Schema del paranco del cannone: Step 4

Schema del paranco del cannone: Step 4

Lo stesso cavo va quindi riportato in avanti ma questa volta NON passa nel bozzello ma termina di fianco, tra il bozzello e l’affusto del cannone.

Schema del paranco del cannone: Step 5

Schema del paranco del cannone: Step 5

Infine si fa passare l’altra estremità del cavo dal basso.
Si bloccano i cavi con una punta di colla vinilica ed anche con un nodino nascosto tra il bozzello e l’affusto.
Quando la colla si è asciugata si tagliano le estremità rimanti dei cavi.
Il cannone andrà incollato in posizione facendo toccare i bozzelli alle mura.

 

I PARANCHI DELLE ARTIGLIERIE:
REALIZZARE LE MANOVRE DEI PARANCHI … SENZA NODI

In questa sezione si illustra un sistema o trucco che permette di allestire tutte le manovre dei cannoni senza generare quei fastidiosi “gnocchi” dovuti ai nodi.

I bozzelli proposti dai kit sono da 3 o 4 mm che risultano essere troppo grandi e sproporzionati se rapportati alle dimensioni effettive della scala, quelli da 3 mm equivalgono a 22 cm un po’ troppi ma comunque ancora in linea ed accettabili salvo che lo spazio intermedio dove corrono le manovre risulta molto corto, tuttavia si deve considerare anche la larghezza del bozzello e non solo la sua lunghezza.

Si devono invece utilizzare dei bozzelli da 2 mm a 1 via che nella scala tipica del modellismo rappresentano circa 15 cm un valore che si può ritenere valido, sono inoltre molto più stretti, circa 1,5 mm. il che alla fine del lavoro rende più snello tutto l’affusto.

Il primo passaggio consiste nell’allargare il foro del bozzello per potervi passare non uno ma due cavi; lo si trasforma di fatto in un bozzello da 2 mm a 2 vie e per ogni affusto del cannone servono ben 8, conviene lavorare in serie.

Come si noterà in seguito nel bozzello è stato allargato si passerà poi un solo cavo.
Perché allora deve essere allargato?

Perché uno dei problemi maggiori nell’allestire le manovre dei cannoni (ma anche delle alberature e delle vele) consiste nel tenere teso un filo senza dovere praticare una forza eccessiva.
Se il foro del bozzello è troppo stretto o scomodo da arrivarci allora la forza necessaria al solo passaggio del filo potrebbe staccare il precario gambo del golfare dall’impavesata o il bozzello dall’affusto.

COME SI CREA LO GNOCCO DI NODI?

bozzelli con manovre sovradimensionate

bozzelli con manovre sovradimensionate

Lo gnocco si crea quando si annoda un bozzello ad un anellino o golfare posto sulle mura della nave, allo spessore del golfare si deve aggiungere lo spessore necessario a realizzare un nodo doppio sia sul golfare sia sul bozzello, si può arrivare anche a toccare i 3 mm di spessore che sono antiestetici e non realistici.
Si deve limitare questo effetto cacofonico, ma come?
Eliminando il golfare e i due doppi nodi.

Le complesse manovre dei paranchi

Le complesse manovre dei paranchi

Nella foto qui sopra si vede uno degli affusti finiti.
La prima operazione consiste nel fare passare la braga di ritenuta del cannone attraverso il foro centrale dell’affusto, viene incollata all’interno in modo che non si possa muovere e sfilare. Prima di procedere oltre si lascia asciugare la colla. Questo cavo deve avere una sezione maggiore compresa tra 0,5 e 1 mm.
Si incolla un bozzello (1 nella foto) sulla punta dell’affusto, lo si fa sporgere in avanti rispetto all’affusto per circa un quarto.
Si annoda un secondo bozzello (2 nella foto) al golfare dell’affusto avendo l’accortezza di lasciare le estremità del cavo lunghe almeno 10 o 15 centimetri.

Non vanno tagliate ora.

Come sempre si attende che la colla si sia asciugata completamente.

LISTELLARE L’INTERNO DELLE MURATE

In quasi tutti i modellini siano essi scatole in kit oppure allegati ai fascicoli nelle edicole le murate sono fornite in compensato pretagliato. Dalla parte sterna vengono successivamente rivestite con i listelli del secondo fasciame mentre dalla parte interna, che rimane comunque visibile a modello ultimato, si propone di applicare un mordente scuro o una vernice (rossa, verde o bianca a seconda del modello).

interno delle murate è solo dipinto

interno delle murate è solo dipinto

Ovviamente la vernice o il mordente è molto semplice da stendere e l’effetto finale è tra il soddisfacente e il dozzinale, ma è possibile migliorare l’estetica in modo estremamente semplice.

Le murate o impavesate di norma sono fornite in compensato pretagliato dallo spessore di circa 1 mm. che rapportati alla tipica scala di costruzione rappresentano all’incirca 7 cm reali. Nello spessore totale si deve considerare anche il secondo fasciame applicato all’esterno dello scafo da 0,5 mm che porta lo spessore totale a 10-11 cm. Applicando anche uno strato di listelli interni sempre da 0,5 mm otterremmo uno spessore totale di circa 2 mm pari a 14 cm reali, una misura più credibile che è forse anche troppo sottile se rapportata allo scafo.
Infatti lo spessore è massimo delle fiancate tende a diminuire man mano che si sale verso l’alto. Grosso modo lo spessore massimo potrà essere di 25-30 cm e quello minimo di 15-20 cm.

delimitare gli spazi da listellare

delimitare gli spazi da listellare

Si fissano provvisoriamente in posizione l’impavesata allo scafo e si tracciano i contorni con una matita in modo da delimitare l’area e gli spazi che devono essere listellati.

verifica delle linee tracciate

verifica delle linee tracciate

Le linee appena tracciate delimitano l’area da rivestire.

controllo accurato visivo

controllo accurato visivo

Si verifica attentamente sia dall’interno sia dall’esterno che le linee tracciate in precedenza siano corrette e complete.

listellatura interna

listellatura interna

Si incomincia a listellare la murata prendendo quale riferimento la linea inferiore delle aperture dei sabordi. Conviene adoperare dei listelli di noce da 0,5×3 mm.
Conviene adoperare dei listelli a lunghezza intera in quanto le giunzioni delle tavole saranno coperte dalle ordinate (quelle ricostruite seguendo l’architettura delle navi reali da non confondersi con quanto proposto dai fascicoli o dai kit.)

: il compensato è stato li stellato dal lato interno

: il compensato è stato li stellato dal lato interno

Verificata l’accuratezza del lavoro si può procedere ad incollare l’impavesata sullo scafo.
I sabordi verranno aperti dall’esterno e ad assemblaggio ultimato utilizzando un cutter ben affilato, successivamente si potrà procedere ad una leggera levigatura.

listellatura ultimata dal lato interno

listellatura ultimata dal lato interno

Alcune aree possono essere rivestite anche con le murate già incollate sulle fiancate.


NB i listelli aggiuntivi si devono incastrare alla perfezione con la linea del ponte orizzontale e le paratie verticali senza lasciare spazi vuoti. La listellatura aggiuntiva NON deve mai interferire con la corretta applicazione del compensato pretagliato, vale a dire che non deve sovrapporsi alle ordinate.

Al limite si può considerare l’idea di rivestire completamente tutto l’interno di tutti i compensati pretagliati dei sabordi, l’aumento dello spessore di 0,5 mm non è rilevante ai fine dell’estetica dello scafo. L’importante è non creare delle bolle e dei rigonfiamenti dovuti alla sovrapposizione dei listelli con le ordinate della chiglia.

ERRORI DA NON COMMETTERE: LE MURATE A SCACCHIERA

Per evidenziare il tavolato e non renderlo troppo uniforme si possono utilizzare dei legni con due tonalità leggermente differenti ma comunque molto simili tra di loro.
Sulle  murate interne verranno incollati gli scalmotti e il trincarino che già da soli creeranno un certo movimento.

errori da non commettere murate a scacchiera

errori da non commettere murate a scacchiera

Non si deve però esagerare altrimenti si ottiene un cacofonico effetto a scacchiera come visibile nell’immagine qui sopra.

In caso di dubbio allora è preferibile utilizzare del legname dello stesso tipo.

Le luci e le lanterne di segnalazione rappresentano uno degli ultimi particolari da realizzare ed interrompono la linearità del bordo dello scafo. Sono spesso solo un punto di colore vivace ma attireranno l’attenzione più di altri particolari o manufatti.

Le lanterne in legno e i dettagli da aggiungere

Le lanterne in legno e i dettagli da aggiungere

Anche se ci si deve attenere ai disegni la struttura in legno è di semplice costruzione.

Il vetro della lanterna

Il vetro della lanterna

L’elemento più interessante è rappresentato dal vetro della lanterna, si possono adoperare allo scopo due piccole lampadine. In alternativa si deve sagomare dello spure o della plastica  trasparente ma il risultato finale sarebbe comunque un vetro dalla superficie opaca.
Lavorando delicatamente con un nuovo disco abrasivo montato su un minitrapano si deve asportare la parte inferiore della lampadina.

Le lanterne finite ma senza la campana di vetro

Le lanterne finite ma senza la campana di vetro

La struttura è semplice da realizzare con dei listelli di noce da 0,5 mm di spessore rinforzati all’interno con un listello quadrato da 1 mm di lato il cui bordo è stato ulteriormente assottigliato con la carta di vetro. La protezione metallica viene realizzata utilizzando tre gradini di una scala in ottone curvata a quarto di cerchio e con i piedini accorciati in modo che assuma la forma voluta e combaci con il bordo.

Il vetro della lampadina e i supporti

Il vetro della lampadina e i supporti

Per simulare il coperchio superiore della lanterna si sovrappongono due anelli in metallo nero uno più largo con sopra uno più stretto, mentre per la base si adoperano due piccoli oblo tagliati a formare un angolo retto.

Le lanterne finite con la campana di vetro inserita

Le lanterne finite con la campana di vetro inserita

Per dare profondità al colore verde o rosso si dipinge dapprima l’interno del legno e il metallo della scaletta con dell’acrilico o del primer bianco e successivamente si passano alcune mani leggere di acquerello.

La lanterna finita confrontata con l’originale

La lanterna finita confrontata con l’originale

Nonostante le dimensioni siano assai contenute l’effetto è davvero interessante.

Disponendo della documentazione adatta è facile ricostruire questi particolari come nell’esempio della foto qui sopra del Cutty Sark.