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I PARANCHI DELLE ARTIGLIERIE:
REALIZZARE LE MANOVRE DEI PARANCHI … SENZA NODI

In questa sezione si illustra un sistema o trucco che permette di allestire tutte le manovre dei cannoni senza generare quei fastidiosi “gnocchi” dovuti ai nodi.

I bozzelli proposti dai kit sono da 3 o 4 mm che risultano essere troppo grandi e sproporzionati se rapportati alle dimensioni effettive della scala, quelli da 3 mm equivalgono a 22 cm un po’ troppi ma comunque ancora in linea ed accettabili salvo che lo spazio intermedio dove corrono le manovre risulta molto corto, tuttavia si deve considerare anche la larghezza del bozzello e non solo la sua lunghezza.

Si devono invece utilizzare dei bozzelli da 2 mm a 1 via che nella scala tipica del modellismo rappresentano circa 15 cm un valore che si può ritenere valido, sono inoltre molto più stretti, circa 1,5 mm. il che alla fine del lavoro rende più snello tutto l’affusto.

Il primo passaggio consiste nell’allargare il foro del bozzello per potervi passare non uno ma due cavi; lo si trasforma di fatto in un bozzello da 2 mm a 2 vie e per ogni affusto del cannone servono ben 8, conviene lavorare in serie.

Come si noterà in seguito nel bozzello è stato allargato si passerà poi un solo cavo.
Perché allora deve essere allargato?

Perché uno dei problemi maggiori nell’allestire le manovre dei cannoni (ma anche delle alberature e delle vele) consiste nel tenere teso un filo senza dovere praticare una forza eccessiva.
Se il foro del bozzello è troppo stretto o scomodo da arrivarci allora la forza necessaria al solo passaggio del filo potrebbe staccare il precario gambo del golfare dall’impavesata o il bozzello dall’affusto.

COME SI CREA LO GNOCCO DI NODI?

bozzelli con manovre sovradimensionate

bozzelli con manovre sovradimensionate

Lo gnocco si crea quando si annoda un bozzello ad un anellino o golfare posto sulle mura della nave, allo spessore del golfare si deve aggiungere lo spessore necessario a realizzare un nodo doppio sia sul golfare sia sul bozzello, si può arrivare anche a toccare i 3 mm di spessore che sono antiestetici e non realistici.
Si deve limitare questo effetto cacofonico, ma come?
Eliminando il golfare e i due doppi nodi.

Le complesse manovre dei paranchi

Le complesse manovre dei paranchi

Nella foto qui sopra si vede uno degli affusti finiti.
La prima operazione consiste nel fare passare la braga di ritenuta del cannone attraverso il foro centrale dell’affusto, viene incollata all’interno in modo che non si possa muovere e sfilare. Prima di procedere oltre si lascia asciugare la colla. Questo cavo deve avere una sezione maggiore compresa tra 0,5 e 1 mm.
Si incolla un bozzello (1 nella foto) sulla punta dell’affusto, lo si fa sporgere in avanti rispetto all’affusto per circa un quarto.
Si annoda un secondo bozzello (2 nella foto) al golfare dell’affusto avendo l’accortezza di lasciare le estremità del cavo lunghe almeno 10 o 15 centimetri.

Non vanno tagliate ora.

Come sempre si attende che la colla si sia asciugata completamente.

LISTELLARE L’INTERNO DELLE MURATE

In quasi tutti i modellini siano essi scatole in kit oppure allegati ai fascicoli nelle edicole le murate sono fornite in compensato pretagliato. Dalla parte sterna vengono successivamente rivestite con i listelli del secondo fasciame mentre dalla parte interna, che rimane comunque visibile a modello ultimato, si propone di applicare un mordente scuro o una vernice (rossa, verde o bianca a seconda del modello).

interno delle murate è solo dipinto

interno delle murate è solo dipinto

Ovviamente la vernice o il mordente è molto semplice da stendere e l’effetto finale è tra il soddisfacente e il dozzinale, ma è possibile migliorare l’estetica in modo estremamente semplice.

Le murate o impavesate di norma sono fornite in compensato pretagliato dallo spessore di circa 1 mm. che rapportati alla tipica scala di costruzione rappresentano all’incirca 7 cm reali. Nello spessore totale si deve considerare anche il secondo fasciame applicato all’esterno dello scafo da 0,5 mm che porta lo spessore totale a 10-11 cm. Applicando anche uno strato di listelli interni sempre da 0,5 mm otterremmo uno spessore totale di circa 2 mm pari a 14 cm reali, una misura più credibile che è forse anche troppo sottile se rapportata allo scafo.
Infatti lo spessore è massimo delle fiancate tende a diminuire man mano che si sale verso l’alto. Grosso modo lo spessore massimo potrà essere di 25-30 cm e quello minimo di 15-20 cm.

delimitare gli spazi da listellare

delimitare gli spazi da listellare

Si fissano provvisoriamente in posizione l’impavesata allo scafo e si tracciano i contorni con una matita in modo da delimitare l’area e gli spazi che devono essere listellati.

verifica delle linee tracciate

verifica delle linee tracciate

Le linee appena tracciate delimitano l’area da rivestire.

controllo accurato visivo

controllo accurato visivo

Si verifica attentamente sia dall’interno sia dall’esterno che le linee tracciate in precedenza siano corrette e complete.

listellatura interna

listellatura interna

Si incomincia a listellare la murata prendendo quale riferimento la linea inferiore delle aperture dei sabordi. Conviene adoperare dei listelli di noce da 0,5×3 mm.
Conviene adoperare dei listelli a lunghezza intera in quanto le giunzioni delle tavole saranno coperte dalle ordinate (quelle ricostruite seguendo l’architettura delle navi reali da non confondersi con quanto proposto dai fascicoli o dai kit.)

: il compensato è stato li stellato dal lato interno

: il compensato è stato li stellato dal lato interno

Verificata l’accuratezza del lavoro si può procedere ad incollare l’impavesata sullo scafo.
I sabordi verranno aperti dall’esterno e ad assemblaggio ultimato utilizzando un cutter ben affilato, successivamente si potrà procedere ad una leggera levigatura.

listellatura ultimata dal lato interno

listellatura ultimata dal lato interno

Alcune aree possono essere rivestite anche con le murate già incollate sulle fiancate.


NB i listelli aggiuntivi si devono incastrare alla perfezione con la linea del ponte orizzontale e le paratie verticali senza lasciare spazi vuoti. La listellatura aggiuntiva NON deve mai interferire con la corretta applicazione del compensato pretagliato, vale a dire che non deve sovrapporsi alle ordinate.

Al limite si può considerare l’idea di rivestire completamente tutto l’interno di tutti i compensati pretagliati dei sabordi, l’aumento dello spessore di 0,5 mm non è rilevante ai fine dell’estetica dello scafo. L’importante è non creare delle bolle e dei rigonfiamenti dovuti alla sovrapposizione dei listelli con le ordinate della chiglia.

ERRORI DA NON COMMETTERE: LE MURATE A SCACCHIERA

Per evidenziare il tavolato e non renderlo troppo uniforme si possono utilizzare dei legni con due tonalità leggermente differenti ma comunque molto simili tra di loro.
Sulle  murate interne verranno incollati gli scalmotti e il trincarino che già da soli creeranno un certo movimento.

errori da non commettere murate a scacchiera

errori da non commettere murate a scacchiera

Non si deve però esagerare altrimenti si ottiene un cacofonico effetto a scacchiera come visibile nell’immagine qui sopra.

In caso di dubbio allora è preferibile utilizzare del legname dello stesso tipo.

Le luci e le lanterne di segnalazione rappresentano uno degli ultimi particolari da realizzare ed interrompono la linearità del bordo dello scafo. Sono spesso solo un punto di colore vivace ma attireranno l’attenzione più di altri particolari o manufatti.

Le lanterne in legno e i dettagli da aggiungere

Le lanterne in legno e i dettagli da aggiungere

Anche se ci si deve attenere ai disegni la struttura in legno è di semplice costruzione.

Il vetro della lanterna

Il vetro della lanterna

L’elemento più interessante è rappresentato dal vetro della lanterna, si possono adoperare allo scopo due piccole lampadine. In alternativa si deve sagomare dello spure o della plastica  trasparente ma il risultato finale sarebbe comunque un vetro dalla superficie opaca.
Lavorando delicatamente con un nuovo disco abrasivo montato su un minitrapano si deve asportare la parte inferiore della lampadina.

Le lanterne finite ma senza la campana di vetro

Le lanterne finite ma senza la campana di vetro

La struttura è semplice da realizzare con dei listelli di noce da 0,5 mm di spessore rinforzati all’interno con un listello quadrato da 1 mm di lato il cui bordo è stato ulteriormente assottigliato con la carta di vetro. La protezione metallica viene realizzata utilizzando tre gradini di una scala in ottone curvata a quarto di cerchio e con i piedini accorciati in modo che assuma la forma voluta e combaci con il bordo.

Il vetro della lampadina e i supporti

Il vetro della lampadina e i supporti

Per simulare il coperchio superiore della lanterna si sovrappongono due anelli in metallo nero uno più largo con sopra uno più stretto, mentre per la base si adoperano due piccoli oblo tagliati a formare un angolo retto.

Le lanterne finite con la campana di vetro inserita

Le lanterne finite con la campana di vetro inserita

Per dare profondità al colore verde o rosso si dipinge dapprima l’interno del legno e il metallo della scaletta con dell’acrilico o del primer bianco e successivamente si passano alcune mani leggere di acquerello.

La lanterna finita confrontata con l’originale

La lanterna finita confrontata con l’originale

Nonostante le dimensioni siano assai contenute l’effetto è davvero interessante.

Disponendo della documentazione adatta è facile ricostruire questi particolari come nell’esempio della foto qui sopra del Cutty Sark.

LO STRUMENTO PER MISURARE LA VELOCITÀ DI NAVIGAZIONE

Strumento per misurare la velocità di un veliero

Strumento per misurare la velocità di un veliero come il Cutty Sark

Questo disegno illustra uno strumento atto a misurare la velocità di navigazione di un veliero, pur essendo uno strumento fondamentale (come il sestante) è poco conosciuto al grande pubblico e non viene quasi mai inserito nei modellini.
La struttura è composta da un piatto metallico convesso e pesante dalla forma di quarto di cerchio, viene legato con una corda ad una struttura agganciata al parapetto della nave. La corda presenta dei nodi a distanze regolari ed è avvolta su di un cilindro.

Quando il piatto viene posto sulla superficie del mare il suo peso lo rende ancorato alle onde e la sua posizione non viene modificata dallo srotolamento della corda, una clessidra tarata su un tempo prefissato permetterà di valutare con precisione la velocità dello scafo semplicemente contando i nodi.

 

I pezzi di scarto necessari per costruire lo strumento atto a misurare la velocità di navigazione.

I pezzi di scarto necessari per costruire lo strumento atto a misurare la velocità di navigazione.

La realizzazione non presenta particolari problemi in quanto è piuttosto semplice, in ogni caso è meglio attenersi al disegno.
Il piatto di metallo viene realizzato utilizzando la parte terminale di un vecchio infila ago, ma andrebbe benissimo qualsiasi altro materiale di scarto.

 

Il corpo principale in legno

Il corpo principale in legno

La struttura è realizzata con due listelli di legno con lo spessore assottigliato e sagomati ad arco nella parte inferiore, sul bordo interno vengono incollati due tondini di filo di ottone dal diametro di 0,5 mm. Il perno del tamburo è realizzato con due caviglie molto piccole mentre per la sezione centrale si può utilizzare un listello cilindrico da 2 mm.

 

La struttura va posizionata all’interno del parapetto

La struttura va posizionata all’interno del parapetto

Sul tamburo si arrotola del filo di refe da 0.10 mm, è preferibile non eseguire i nodini perché una volta tradotti nella scala il loro spessore risulterebbe eccessivo, è meglio limitarsi a dare un leggero movimento al cordame.
Alla fine si incolla la struttura al parapetto.

 

Il congegno posizionato all’interno del parapetto aumenta il dettaglio e conferisce un tocco di eleganza al Cutty Sark.

Il congegno posizionato all’interno del parapetto aumenta il dettaglio e conferisce un tocco di eleganza al Cutty Sark.

Per finire si incollo con la colla ciano acrilica la parte bassa del piatto sul ponte e si collega il filo al rocchetto presente sulla struttura.