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  • #3100

    arinf
    Moderatore

    BARCA E BARCACCIA

    Come costruire una scialuppa fino nei minimi particolari

     

    Le barche, le barcacce e le scialuppe nel loro insieme rappresentano un problema difficile da risolvere per un modellista poco esperto.
    Se è vero che su internet si trovano schemi per la costruzione con la tecnica della chiglia rivestita con il  fasciame  è anche vero che è molto difficile.

    La scialuppa costruita con la chiglia e il doppio fasciame

    La scialuppa costruita con la chiglia e il doppio fasciame

    In questo forum di approfondimento viene illustrato passo-passo tutti gli step necessari per ottenere una barca come quella visibile nella foto qui sopra.

    #3117

    arinf
    Moderatore

    LA COSTRUZIONE DELLO SCHELETRO

    Per prima cosa si deve avere una tavola di costruzione o una basetta in legno pretagliata al laser.
    Di norma nei kit viene fornita solo la basetta.

    Schema per la costruzione in legno di una barca

    Schema per la costruzione in legno di una barca

    In questo post viene illustrato come si possa migliorare una scialuppa allegata ai fascicoli in edicola.

    Gli step che seguono sono relativamente semplici da realizzare ed alla fine si ottiene un risultato assai migliore ed esteticamente più valido.

    Si utilizza la tecnica del doppio fasciame.
    Si adopera solo la colla aliphatica e non la vinilica che altrimenti sarebbe impossibile da carteggiare.

    Le ordinate sono incollate sulla dima di montaggio

    Le ordinate sono incollate sulla dima di montaggio

    Si inizia separando le ordinate dalla basetta ed incollandole sulla dima di montaggio.
    In questo step si realizza lo scheletro della chiglia e delle ordinate esattamente come dalle istruzioni dei fascicoli.
    Di solito questi componenti sono forniti in compensato a base di balsa (od altro legno tenero) .

    I kit ed i fascicoli prevedono un solo rivestimento con listelli.

    La prima modifica prevede che per il rivestimento dello scheletro si usino due strati di listelli ottenendo così un doppio fasciame, per conferire una maggiore profondità alla scialuppa è consigliabile adoperare due essenze di tonalità o di colore diverso.

    Listelli rastremati a prua e a poppa

    Listelli rastremati a prua e a poppa

    Si inizia a rivestire lo scheletro utilizzando dei listelli di legno più chiaro. Devono avere non più di 2 mm di larghezza per 0,5 mm di spessore.
    È importante che questi listelli vengono rastremati sia a prua che a poppa, a prua viene tolto circa il 50% dello spessore del listello mentre a poppa ci si limita a togliere il 33%.

    Il rivestimento del primo fasciame è eseguito con il legno più chiaro

    Il rivestimento del primo fasciame è eseguito con il legno più chiaro

    Si realizza il fasciame partendo dal bordo della scialuppa, essendo lo scafo capovolto il primo listello va posato appoggiandolo sulla dima di montaggio per poi proseguire verso la chiglia.
    Si incollano per bene tutti i listelli di taglio mentre ci si limita solo a puntarli sulle ordinate perché verranno tolte in seguito quando la colla sarà asciutta.
    L’ultimo listello applicato che è quello vicino alla chiglia e viene adoperato il noce per avere una linea più scura da utilizzare per aumentare il senso di profondità dello scafo e sarà evidente solo nelle successive fasi lavorative.
    Questo strato di fasciame sarà visibile solo dall’interno dello scafo e deve essere posato con la massima cura e precisione possibile.

    #3386

    arinf
    Moderatore

    IL SECONDO FASCIAME

    Per il secondo fasciame vengono adoperati dei listelli dall’essenza più scura o di noce scuro.
    Anche questi listelli al pari del primo fasciame vanno rastremati.
    Per il secondo rivestimento di una scialuppa di solito è sufficiente acquistare un solo listello dalla tipica lunghezza di un metro, per le scialuppe più grandi ne serviranno al massimo due.
    È buona norma scegliere dei listelli con venature poco visibili e parallele, vanno assolutamente evitati dei listelli di colori differenti che creino dei giochi di colore perché a lavoro ultimato saranno visibili le singole strisce e si otterrà un’antiestetico effetto “zebrato”.

    Il secondo fasciame segue l’insellatura della scialuppa

    Il secondo fasciame segue l’insellatura della scialuppa

    Si riveste dapprima la zona della poppa con listelli posti in verticale in modo che il bordo venga coperto del rivestimento dello scafo.

    Il secondo fasciame sarà ben visibile ed è quindi opportuno posare i listelli in modo corretto.
    Si deve considerare che tutte le scialuppe non sono diritte ma presentano un profilo leggermente arcuato con un’insellatura a forma di banana.

    Il primo listello viene postato seguendo il bordo e deve corrispondere all’andamento a sella della scialuppa.
    In questa fase si utilizza la colla ciano-acrilica.
    Tutta la superficie di contatto tra i listelli deve essere incollata, non ci devono essere zone scoperte o con poca colla.
    Non ci si deve preoccupare delle macchie in quanto verranno tolte in seguito.

    #3387

    arinf
    Moderatore

    ELIMINARE LA CHIGLIE E LE ORDINATE INTERNE

    Purtroppo alcune immagini che seguono sono di bassa qualità perché gli originali sono andati perduti ma riescono comunque a chiarire i passaggi necessari alla lavorazione.

    La scialuppa rivestita con ancora scheletro interno

    La scialuppa rivestita con ancora scheletro interno (immagine a bassa qualità)

    Dopo aver incollato il secondo fasciame lo scafo visto dall’interno si presenta come visibile nella foto visibile qui sopra.
    I kit si fermano qui, lo scheletro è parte integrale della barca, e non prevedono ulteriori modifiche, nelle lavorazioni dei kit NON è possibile rimuovere l’ossatura interna perché è incollata ai listelli.

    La scialuppa è ora senza lo scheletro

    La scialuppa è ora senza lo scheletro (immagine a bassa qualità)

    Siccome la modifica prevede un doppio fasciame con i corsi leggermente sfalsati la struttura dello scafo è di per sé sufficientemente rigida e solida da non avere necessità di ulteriori supporti.
    Con una lama a scalpello si tolgono le ordinate interne e si abbassa la chiglia a livello del fasciame, si rifinisce il tutto con della carta vetrata a grana fine.

    La scialuppa con l’interno libero dalla chiglia e dalle ordiante

    La scialuppa con l’interno libero dalla chiglia e dalle ordiante

    Per evitare dei problemi strutturali allo scafo si possono mantenere le prime due ordinate a prua e l’ultima a poppa, così queste zone saranno maggiormente resistenti.

    Su quasi tutte le barche questi spazi venivano chiusi per ottenere dei vani tecnici dove riporre dell’attrezzatura o delle vivande.

    Si rivestono le paratie con listelli in verticale e si rinforza l’interno spennellando con dell’abbondante colla vinilica.

    #3388

    arinf
    Moderatore

    SIMULARE LA CHIGLIE E LE ORDINATE INTERNE

    Nella realtà tutte le barche erano costruite attorno ad un’ossatura di ordinate, queste erano molto ravvicinate ma sottili.
    Per ottenere un interno perfetto devono essere presenti e di conseguenza non potendole ricostruire devono essere simulate.

    Le ordinate della scialuppa devono essere rapportate alle dimensioni effettiveLe ordinate della scialuppa devono essere rapportate alle dimensioni effettive

    Le ordinate della scialuppa devono essere rapportate alle dimensioni effettive

    Si adoperano dei listelli di noce da 1 x 1 mm di lato, questi vengono bagnati e la forma semisferica viene conferita tramite la pressione del listello contro il manico della taglierina.
    Il primo listello viene incollato sulla paratia di poppa in modo da nascondere anche il taglio irregolare dei listelli del rivestimento.

    Come distanziare le singole ordinate

    Come distanziare le singole ordinate

    Per mantenere una perfetta equidistanza di tutte le ordinate si adopera quale distanziatore un listello di noce da 3 x 0,5 mm.

    Si incollano le ordinate usando il distanziatore

    Si incollano le ordinate usando il distanziatore

    Si interpone il distanziatore e si incolla una seconda ordinata con la colla aliphatica facendo la massima attenzione a non sbordare perché macchierebbe il legno, si fa anche attenzione a non incollare per errore anche l’elemento distanziatore.
    Si bloccano in posizione con due morsetti.

    Una seconda ordinata incollata

    Una seconda ordinata incollata

    Quando la colla si è asciugata si liberano i morsetti e si toglie il distanziatore.

     Le ordinate simulate sono incollate all’interno dello scafo

    Le ordinate simulate sono incollate all’interno dello scafo

    Dopo aver incollato una quindicina di finte ordinate ci si ritrova con lo scafo interno ben definito.
    Dopo questa fase l’allineamento di alcune ordinate deve essere corretto di qualche frazione di millimetro.
    Ricordo che le ordinate hanno una larghezza di 1 mm e lo spazio tra di loro è di 3 mm.
    La scialuppa è grande meno di dieci centimetri.

    Ogni singola ordinata si incolla abbastanza velocemente ma l’asciugatura della colla è molto lenta e per terminate questo step ci si impiega molto tempo.

    #3408

    arinf
    Moderatore

    SIMULARE LE TAVOLE SUL FONDO

    Le immagini dei prossimi step si riferiscono a due scialuppe di dimensioni leggermente diverse:
    – Quella più piccola si distingue perché la base è formata da 3 listelli.
    – Quella più grande invece ha 4 listelli.

    Ricostruire il fondo di ogni scialuppa rappresenta un passaggio importante e difficile, infatti osservando l’interno non si potrà fare a meno di notarlo.
    Essendo lo scafo di piccole dimensioni sarà pressoché impossibile riparare o mimetizzate eventuali errori di simmetria.

    Il pavimento della scialuppa con longheroni e traversine

    Il pavimento della scialuppa con longheroni e traversine

    Il pavimento o la base viene realizzata utilizzando tre o quattro listelli di noce scuro da 0,5 x 3 mm mentre le traversine vengono realizzate con dei listelli di noce più chiaro ma da 1×1 mm.
    Questi vengono incollati di traverso e distanziati in modo tale da intercalarsi ogni tre finte ordinate presenti all’interno della scialuppa.
    Le traversine vengono infine tagliate a filo dei tre longheroni del pavimento.

    Incollare il pavimento di una scialuppa piccola (i longheroni del pianale sono tre)

    Incollare il pavimento di una scialuppa piccola (i longheroni del pianale sono tre)

    La scialuppa ha una minima curvatura a sella anche nella parte inferiore e i tre longheroni del pavimento la devono assecondare.
    La scialuppa ha pure una curvatura trasversale ed anche questa deve essere mantenuta.
    Si cospargono di colla il fondo di tutte le traversine da 1 x 1 mm e si utilizzano dei blocchetti per pressare il pavimento, mentre per garantire la tenuta per almeno un paio d’ore è sufficiente bloccare con del nastro da carrozziere.

    Il pavimento finito di una scialuppa grande (i longheroni del pianale sono quattro)

    Il pavimento finito di una scialuppa grande (i longheroni del pianale sono quattro)

    Verso la prua lo scafo si restringe e di conseguenza le assi esterne del pianale vanno leggermente rastremate in modo tale da entrare senza eccessivi sforzi e combaciare con la sagoma della scialuppa.
    Le assi longitudinali devono essere leggermente distanziate e mantenere detta distanza uguale. Eventuali errori anche di pochi decimi di millimetro sarebbero sicuramente visibili.
    Vanno assolutamente evitati i tralicci dei carabottini perché sarebbero fuori scala ed appesantirebbero inutilmente l’estetica.

    Dalle fotografie qui sopra ci si fa un’idea della vista d’insieme dove le due tonalità di legno utilizzate mettono in evidenza tutti i dettagli più interessanti.
    L’uso del flash della macchina fotografica evidenzia anche degli spazi tra i listelli che ad occhio nudo non si notano affatto.

    #3421

    arinf
    Moderatore

    COME REALIZZARE L’INSELLATURA DELLO SCAFO

    Le scialuppe, le barche, le barcacce, le lance ecc. ecc. hanno tutte un profilo leggermente arcuato con le estremità più alte dalla tipica forma a banana.
    Nel concreto per potere arrivare ad un tale risultato è utile ricordare come si sono sviluppati gli step precedenti.

    Riepilogo dei passaggi più significativi:
    – Il primo fasciame (con il legno più chiaro) era stato posato in modo parallelo adagiando il primo listello sulla basetta della dima di montaggio.
    – Il secondo fasciame (con il legno è più scuro) era stato posato seguendo la naturale insellatura dello scafo.
    – Le finte ordinate (con il legno è più scuro) erano state incollate all’interno dello scafo in posizione verticale.

    Conferire un curva alla barca

    Conferire un curva alla barca

    Alla fine ci si ritrova ad avere il fasciame interno parallelo e quello esterno arcuato. In questo modo i due corsi non si sovrappongono e non ci sono fessure nello scafo da cui passa la luce.
    Seguendo l’insellatura del secondo fasciame si incolla un listello di legno chiaro a forma quadrata avente la larghezza di 1 mm per lato. Questo formerà la parte inferiore della falchetta che è il nome tecnico per identificare il bordo superiore delle fiancate.
    Con una lama ben affilata si asporta il legno del primo fasciame ottenendo la desiderata insellatura dello scafo.
    Durante questa lavorazione si deve prestare molta attenzione a non danneggiare le finte ordinate incollate all’interno dello scafo.
    Avendo aggiunto un listello esterno lo spessore del bordo superiore aumenta da 1 a 1,5 mm.

    #3422

    arinf
    Moderatore

    GLI ULTIMI DETTAGLI ALLO SCAFO

    I supporti per allestire la barca con della velatura

    I supporti per allestire la barca con della velatura

    Per terminare la barca si inseriscono i banchi cioè quelle assi trasversali dove si sedevano i marinai. Quella centrale ha un foro da circa 2 mm che serve per fare passare e fissare un eventuale albero mentre sul fondo è presente il relativo zoccolo.

    La panche aggiunte alla cialuppa

    La panche aggiunte alla scialuppa

    In precedenza si era incollato all’interno dello scafo un corrente posto a circa 3 mm dal bordo superiore. Appoggiandosi ad esso vengono aggiunti sia i banchi trasversali sia quelli dello specchio di poppa, infine si sagoma e si incolla un legnetto a simulare il diritto di prua.
    La falchetta viene levigata con della carta abrasiva a grana finissima, sempre con la stessa carta viene levigato il fasciame esterno in modo da eliminare completamente tutte le macchie della colla ciano acrilica.

    La barca con lo scafo finito

    La barca con lo scafo finito

    Si aggiunge il timone con la relativa barra.
    A tale proposito si deve considerare che nella realtà esso veniva smontato e posto entrobordo, tale operazione era molto semplice in quanto era agganciato allo specchio di poppa con un sistema femminella-agugliotto.

    Sopra la falchetta si incolla un ultimo listello di noce da 1 x 1 mm in modo da garantire la continuità dello scafo.
    Sul lato esterno invece sarà visibile solo su sottile bordo chiaro che evidenzierà la linea elegante dello scafo.

    Per fissare i remi si realizzano degli scalmotti a forma di “U”, si possono utilizzare dei tondini di plasticard della evergreen da 0,5 mm di diametro colorati di nero ed incollati sul bordo.

    #3455

    arinf
    Moderatore

    REPERIRE LA STOFFA DELLE VELE

    Tutte le barche erano dotate di remi, quelle un po’ più grandi erano predisposte per allestire anche della velatura.
    Gli allestenti erano variabili in considerazione dell’utilizzo dell’imbarcazione, della distanza da percorrere e dalle condizioni atmosferiche.
    La vela più comune era quella triangolare o latina.

    (Il termine deriva dall’aggettivo “latino” che nell’antichità assumeva il significato di “facile” ed “agevole” e non era riferita all’antica civiltà romana che invece utilizzava la vela quadrata)

    Se si vuole equipaggiare una o più barche con le vele spiegate allora la stoffa deve essere la stessa che si utilizzerà nella velatura altrimenti vi sarà sempre un certo distacco e nell’insieme non ci sarà armonia.

    La soluzione migliore consiste nell’acquistare della stoffa e cucirsi da soli tutte le vele, ma questo non sempre è possibile, non siamo tutti sarti e magari non si possiede nemmeno una macchina per cucire.

    Le vele in kit: nella foto quelle della hms Victory

    Le vele in kit: nella foto quelle della hms Victory

    Nei kit in scatola di montaggio si possono trovare le vele già confezionante che sono spesso di qualità industriale e dozzinale, le stesse sono acquistabili anche separatamente, purtroppo non si possono comperare le singole vele ma tutta la serie completa.
    Quasi sempre mancano le vele aggiuntive tipo gli scopamare.

    Le vele cucite

    Le vele cucite

    In alternativa nei kit si inserisce uno scampolo di stoffa dal quale si deve ritagliare e cucire le vele, questa situazione è sempre più rara.

    Le vele allegaste ai fascicoli e venduti nelle edicole

    Le vele allegaste ai fascicoli e venduti nelle edicole

    Nelle distribuzioni con i fascicoli venduti nelle edicole le vele sono già confezionate e pronte ed anche qui la qualità non è eccezionale, inoltre vengono distribuite verso la fine quando mancano pochi numeri per concludere l’opera editoriale. Si deve quindi aspettare anche più di un anno per potere terminare la barca.

    Se manca la stoffa vele possono essere solo raccolte

    Se manca la stoffa vele possono essere solo raccolte

    In assenza della stoffa adatta si costruirà il modello senza vele o al massimo con le vele ben serrate e raccolte sui pennoni.

    I fascicoli nelle edicole presentano un’innegabile vantaggio che consiste nel potere richiedere ed acquistare dei fascicoli arretrati, in questo modo si può disporre di una copia aggiuntiva del fascicolo comprendente alcune delle vele di maggiori dimensioni.
     


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