IL COLOMBIERE

Nella RRS Discovery (me anche in quasi tutti i velieri) il colombiere è la parte terminale dell’albero ed è di sezione quadrata.

La RRS Discovery presenta un piano velico completo ma ribassato rispetto alla media dei velieri di inizio ‘900.
Il motivo principiare è dato dalla difficile navigazione in regioni fredde (antartiche) accompagnata da condizioni meteorologiche difficili.

 

In arsenale veniva realizzato semplicemente sagomando con l’ascia la parte finale dell’albero proseguendo verso il basso con una forma cilindrica o più precisamente conica in quanto l’albero è più largo alla base per restringersi verso l’estremità superiore.

PS la porzione dei fusi maggiori allocata sotto i ponti di coperta terminavano sulla chiglia e non necessariamente erano solo di sezione rotonda ma potevano avere sezioni quadrate, ottagonali e non di rado vicino alla chiglia diminuivano il diametro.

 

Il primo lavoro consiste nel misurare la lunghezza del colombiere.

Per sicurezza ci aggiungo un centimetro che verrà tagliato alla fine.

 

I colombieri dei pennoni della RRS Discovery hanno una sezione quadrangolare e venivano ricavati da una sezione rotonda lavorata opportunamente.

I colombieri dei pennoni della RRS Discovery hanno una sezione quadrangolare e venivano ricavati da una sezione rotonda lavorata opportunamente.

Per facilitare le operazioni successive lo delimito con alcuni giri di carta da carrozziere.

La carta da carrozziere assolve anche alla funzione di protezione della sezione rotonda che non deve essere intaccata o rovinata dal lisciatoio.

 

Per ricavare una sezione quadrata partendo da una rotonda si appiattisce con un lisciatoio e della carta vetrata fine un primo lato.

Per ricavare una sezione quadrata partendo da una rotonda si appiattisce con un lisciatoio e della carta vetrata fine un primo lato.

 

Con un raschietto ricavo una prima faccia piana dal cilindro del listello.

Proseguo in modo analogo e ricavo le quatto facce piane.

Utilizzando solo il lisciatoio si asporta una quantità eccessiva di legno e la sezione quadrata è sottodimensionata rispetto al resto dell’albero a sezione rotonda.

 

Per ricavare una sezione quadrata partendo da una rotonda si appiattiscono con un lisciatoio e della carta vetrata fine i quattro lati.

Per ricavare una sezione quadrata partendo da una rotonda si appiattiscono con un lisciatoio e della carta vetrata fine i quattro lati.

Utilizzo dei listelli di legno che ho selezionato in modo tale che abbiano sia la stesa essenza (noce) sia lo stesso colore e la stessa intensità.

Scelti i listelli avrò la certezza che a lavoro ultimato non si noterà affatto la differenza.

 

Per aggiungere dello spessore alla sezione quadrata del colombiere della RRS Discovery incollo dei listelli di legno di noce.

Per aggiungere dello spessore alla sezione quadrata del colombiere della RRS Discovery incollo dei listelli di legno di noce.

Incollo (con la vinavil) un primo listello, lo serro con un morsetto ed aspetto che si asciughi.

 

Incollo quatto listelli sulle quattro facce del colombiere in modo da aggiungere dello spessore.

Incollo quatto listelli sulle quattro facce del colombiere in modo da aggiungere dello spessore.

Procedo incollando gli altri tre listelli.

Ottengo una forma sì quadrata ma grezza che una parete dei listelli che sborda di lato.

 

Lo spessore in eccesso va eliminato con della carta vetrata e le eventuali fughe vanno eliminate con lo stucco

Lo spessore in eccesso va eliminato con della carta vetrata e le eventuali fughe vanno eliminate con lo stucco

Con un lisciatoio elimino le eccedenze e con lo stucco realizzato ad hoc elimino ogni fessura ed imperfezione.

NB lo stucco steso in uno strato sottilissimo e poi lisciato con una carta vetrata a grana fine permette anche di modificare il colore del legno in quanto lo stucco è composto da colla aliphatica mescolata con la polvere ottenuta rastremando il tondino dell’albero.

 

Preferisco lavorare con un certo margine di sicurezza e di conseguenza realizzo un colombiere più lungo del necessario ma, alla fine del lavoro lo taglio a misura esatta.

Preferisco lavorare con un certo margine di sicurezza e di conseguenza realizzo un colombiere più lungo del necessario ma, alla fine del lavoro lo taglio a misura esatta.

 

Giunti a questo punto rivesto il colombiere con del nastro di carta e lo taglio alla misura corretta.

Come utilizzare lo stucco per modificare il colore del legno

Lo stucco per chiudere eventuali fessure o correggere piccoli difetti sulle parti in legno delle alberature deve avere lo stesso colore del legno altrimenti si noterà la differenza.

In linea generale lo stucco va preparato di volta in volta utilizzando della polvere dello stesso legno che si andrà a correggere amalgamato con la colla aliphatica.

Per realizzare lo stucco per il legno delle alberature si impasta della polvere di listello con la colla aliphatica.

Per realizzare lo stucco per il legno delle alberature si impasta della polvere di listello con la colla aliphatica.

Nelle immagini qui sopra si nota una goccia di colla aliphatica e della polvere ricavata da un avanzo di lavorazione.

 

Si deve utilizzare unicamente la colla aliphatica perché quando si asciuga diventa dura e può essere lavorata e carteggiata senza creare grumi o residui di alcun genere, al contrario la colla vinilica quando è asciutta diventa “gommosa” e durante la levigatura rilascia continuamente piccoli grumi elastici.

  • Riporto qui sotto un esempio reale tratto dalla lavorazione del colombiere dell’albero di Maestra della RRS Discovery.
  • Il colombiere verrà rivestito con dei listelli di lego che non hanno lo stesso colore e la medesima tonalità del tondino ma si avvicinano soltanto!

 

Per ricavare una sezione quadrata partendo da una rotonda si appiattisce con un lisciatoio e della carta vetrata fine un primo lato.

Per ricavare una sezione quadrata partendo da una rotonda si appiattisce con un lisciatoio e della carta vetrata fine un primo lato.

Con un raschietto ricavo tutte le quatto facce piane.

La polvere di legno così ottenuta verrà adoperata nello step successivo per realizzare lo stucco.

Utilizzando solo il lisciatoio si asporta una quantità eccessiva di legno e la sezione quadrata è sottodimensionata rispetto al resto dell’albero a sezione rotonda regione per cui si incolleranno quattro listelli per aumentarne lo spessore totale.

Eliminato l’eccesso con della carta vetrata il colombiere è finito ma presenta un leggera differenza cromatica che deve essere corretta.

 

La densità dello stucco deve essere simile a quella dei vasetti per muratura già pronti.

La densità dello stucco deve essere simile a quella dei vasetti per muratura già pronti.

Nell’immagine qui sopra ho cerchiato in ROSSO lo stucco finito.
Al centro invece si vede una fase della miscelazione.

La preparazione dello stucco prevede di mescolare la polvere di legno fino ad ottenere densità simile allo stucco per muratore acquistato già pronto in vasetti.

 

Per correggere il colore del legno si cosparge lo stucco con una piccola spatola.

Per correggere il colore del legno si cosparge lo stucco con una piccola spatola.

Osservando attentamente questa immagine si nota come il tondino di legno tenuto in mano sia di tonalità più chiara rispetto alla sezione quartata evidenziata dalle frecce ROSSE.

 

La correzione del colore del legno si ottiene cospargendo di stucco le aree interessate.

La correzione del colore del legno si ottiene cospargendo di stucco le aree interessate.

Lo stucco così preparato (con la polvere del tondino più chiaro) viene steso sui listelli più scuri.

Le frecce ROSSE evidenziano come il colore sia diventato più chiaro.

 

La correzione del colore del legno si ottiene cospargendo di stucco le aree interessate.

La correzione del colore del legno si ottiene cospargendo di stucco le aree interessate.

Con un lisciatoio elimino le eccedenze e con lo stucco realizzato ad hoc elimino ogni fessura ed imperfezione.
Alla fine il leggero strato di stucco che è rimasto “incollato” ha uniformato il colore e la tonalità dell’albero nel suo insieme.

NB lo stucco steso in uno strato sottilissimo e poi lisciato con una carta vetrata a grana fine permette anche di modificare il colore del legno in quanto lo stucco è composto da colla aliphatica mescolata con la polvere ottenuta rastremando il tondino dell’albero.

 

Il piede d’albero

 

Il piede d’albero è la giunzione tra il ponte di coperta e il fuso maggiore, la sua funzione è principalmente quella rendere impermeabile la giunzione foro-fuso.

Nei galeoni più antichi era costituita da cunei di legno avvolti in stoffa catramata ed incastrati lungo la circonferenza dell’albero.

Nei velieri più moderni invece è costituita da un telo cerato imbullonato sul ponte e stretto sul tronco.

Alla base dell’albero erano presenti diversi occhielli necessari alle manovre.

 

Un modo semplice per simulare il piede d’albero della RRS Discovery è adoperare del cartoncino di colore nero.

Un modo semplice per simulare il piede d’albero della RRS Discovery è adoperare del cartoncino di colore nero.

Per simulare il telo utilizzo del cartoncino NERO incollato su una base di carta millimetrata.

In questo modo riesco a ritagliare con precisione il quadrato (o il rettangolo) necessario.

 

Il piede d’albero di Maestra è quadrato mentre quello di Trinchetto e di Mezzana sono rettangolari.

Il piede d’albero di Maestra è quadrato mentre quello di Trinchetto e di Mezzana sono rettangolari.

Per proteggere il tavolato del ponte utilizzo del nastro da carrozziere sul quale segno con una matita la mezzeria del telo.

Uso della semplice colla vinilica.

Nell’immagine qui sopra le frecce ROSSE indicano rispettivamente i piede d’albero di Trinchetto, Mezzana e Maestra.

 

Per evitare che un occhiello del ponte di coperta si sfili durante l’allestimento delle manovre è necessario infilarlo con una angolazione di circa 30 gradi.

Per evitare che un occhiello del ponte di coperta si sfili durante l’allestimento delle manovre è necessario infilarlo con una angolazione di circa 30 gradi.

Per allestire gli occhielli e garantire allo stesso tempo una maggiore resistenza alla tensione pratico il foro di ingresso con un’angolazione di circa 30 gradi.

Infilo il gambo dell’occhiello per circa un terzo della sua lunghezza.

 

Gli anelli della RRS Discovery sono posizionati alla base dell’albero seguendo un preciso schema.

Gli anelli della RRS Discovery sono posizionati alla base dell’albero seguendo un preciso schema.

Aiutandomi con uno stuzzicadenti deposito un goccia di colla ciano-acrilica alla base dell’occhiello e lo spingo in fondo.

Una parte della colla penetrerà nel foro di invito ma la maggioranza rimarrà al di sotto dell’occhiello ed indurendosi simulerà efficacemente la ferramenta di fissaggio.

Nella RRS Discovery ci sono sei occhielli alla base di ogni aberro angolati come visibile nell’immagine qui sopra.

 

Il piede d’albero di Mesata è ora completato dagli occhielli.

Il piede d’albero di Mesata è ora completato dagli occhielli.

La freccia ROSSA indica la posizione del piede d’albero di Maestra.

In una fase successiva si procederà a forare il ponte per permettere in passaggio dell’albero.

Montaggio dell’albero di Gabbia

 

Come si assemblano gli alberi superiori (Gabbia, Velaccio …)

I fusi maggiori di Trinchetto, Maestra e Mezzana venivano assemblati in arsenale e in genere partivano dalla chiglia ed attraversando tutti i ponti uscivano dalla coperta.

Per il loro assemblaggio era necessario utilizzare potenti gru presenti solo nelle darsene e nei bacini di carenaggio.

Gli alberi superiori non potevano essere allestiti con delle gru perché erano troppo alti ed inoltre venivano smontati nei periodi invernali ed erano soggetti a modifiche e migliorie.

Ad eccezione dei fusi maggiori tutte le altre componenti (alberi, alberetti, antenne, coffe, crocette, teste di moro, attacchi dei pennoni …) erano bloccati solo con sistema di INCASTRI e potevano essere smontati all’occorrenza.

Spesso sui ponti delle navi si trovavano i ricambi per sostituire gli alberi di Parrocchetto e di Gabbia per affrontare eventuali rotture durante la navigazione.

Spesso sui ponti delle navi si trovavano i ricambi per sostituire gli alberi di Parrocchetto e di Gabbia per affrontare eventuali rotture durante la navigazione.

Spesso sui ponti delle navi si trovavano i ricambi per sostituire gli alberi di Parrocchetto e di Gabbia per affrontare eventuali rotture durante la navigazione. (Osserva la freccia GIALLA).
Ricordo infatti una nave senza vele è alla deriva delle correnti e non è manovrabile.

 

PREMESSA:

 

Durante la costruzione della RRS DISCOVERY ho voluto ricostruire il processo per innalzare l’albero di Gabbia sopra l’albero di Maestra, tuttavia stavo costruendo il modellino per cui durante gli scatti fotografici mancano alcuni elementi fondamentali ed essenziali sull’albero di Maestra e precisamente:

  • A)   Le sartie.
  • B)   Lo strallo.
  • C)   La testa di moro.

Inoltre sull’albero di Gabbia sono già state incollate le “maschette” o guance per il sostegno delle barre costiere delle coffe che invece dovevano essere assenti in questa fase.

 

L’allestimento dell’albero di Gabbia si compone di varie fasi:

 

Fase 1)
Si posiziona l’albero di Gabbia sul ponte di coperta e si fissano delle funi nella parte superiore in modo da poterlo sollevare in verticale

 

La crocetta dell’albero di Gabbia è smontata ed è appoggiata sul ponte di coperta per permettere il sollevamento sopra all’albero di Maestra.

La crocetta dell’albero di Gabbia è smontata ed è appoggiata sul ponte di coperta per permettere il sollevamento sopra all’albero di Maestra.

In questa foto si nota come la crocetta della Gabbia sia smontata ed appoggiata sul ponte di coperta.

 

Le cime delle manovre per il sollevamento dell’albero di Gabbia passano per il buco del gatto.

Le cime delle manovre per il sollevamento dell’albero di Gabbia passano per il buco del gatto.

L’albero di Gabbia viene sollevato in verticale tramite le funi fissate sulla sua parte terminale e fatte passare per il buco del gatto centrale identificate nell’immagine qui sopra dalle frecce ROSSE.

I buchi del gatto sono delle piccole aperture sul pavimento della coffa e sono necessarie sia per accedervi dalle sartie sia per fare passare una parte delle manovre correnti.

 

Per sollevare l’albero di Gabbia della RRS Discovery la cima passa attraverso la puleggia presente nella parte inferiore del piede.

Per sollevare l’albero di Gabbia della RRS Discovery la cima passa attraverso la puleggia presente nella parte inferiore del piede.

In questa immagine si nota molto chiaramente il perché l’albero di Gabbia deve essere più corto dell’albero di Maestra.

In modo analogo anche l’albero di Velaccio sarà più corto di quello di Gabbia.

Nella parte inferiore del piede dell’albero di gabbia (cerchiato in ROSSO) si vede una puleggia leggermente inclinata all’indietro.
Questa Puleggia è necessaria per il sollevamento dell’albero come illustrerò nella fase successiva.

 

Fase 2)
Il sollevamento dell’albero di Gabbia

 

cima parte dalla testa di attraversa la puleggia del piede d’albero e risale verso la tesata di moro.

cima parte dalla testa di attraversa la puleggia del piede d’albero e risale verso la tesata di moro.

Per sollevare l’albero di gabbia si procede in questo modo:

  1. Si fissa una cima alla testa di moro dell’albero di Maestra.
  2. Si fa scendere la cima verso il ponte.
  3. La cima entra nella puleggia dell’albero di gabbia e lo attraversa (segmento ROSSO tratteggiato).
  4. La cima risale verso la testa di moro dell’albero di Maestra.
  5. La cima ridiscende verso il ponte di coperta.
  6. Per sollevare un peso così notevole ci si avvale dell’ausilio di un argano verticale.

 

Durante il sollevamento l’albero di Gabbia attraversa il foro (conico) della testa di moro.

Durante il sollevamento l’albero di Gabbia attraversa il foro (conico) della testa di moro.

L’albero di Gabbia ATTRAVERSA il foro (CONICO) della testa di moro.

Tutti gli alberi hanno forma conica cioè sono dei cilindri rastremati con l’eccezione della parte terminale del colombiere che invece è di sezione quadrata.

Per passare attraverso il foro della tesata di moro le maschette o guance per il sostegno delle barre costiere delle coffe erano assenti o in alcuni casi erano presenti solo degli incastri (esempio nella HMS Victory).

 

Fase 3)
L’allestimento del colombiere di Gabbia

 

Per mantenere in equilibro l’albero di Gabbia durante il sollevamento si tirano uno strallo e due paterazzi.

Per mantenere in equilibro l’albero di Gabbia durante il sollevamento si tirano uno strallo e due paterazzi.

L’albero di gabbia si trova ora “sospeso” a mezz’aria con il colombiere che sporge dalla testa di moro.

In questa posizione si allestiscono:

  1. Le maschette.
  2. Le barre costiere.
  3. La testa di moro della Gabbia.
  4. Si fissa lo strallo di Gabbia.
  5. Si fissano i due paterazzi.

Affinché l’albero di Gabbia rimanga in verticale sono necessari almeno tre trinati composti da uno strallo che tira nel senso longitudinale e uno (o due) paterazzi per lato che tirano vero poppa.

Lo strallo è di lunghezza fissa e non può essere variata, al contrario invece, i paterazzi venivano stroppati sulle parasartie tramite un sistema di paranchi che permettevano di inclinare l’albero verso babordo o tribordo.

 

Durante sollevamento dell’albero di gabbia l’equilibri viene garantito dalla tensione dello strallo e dai paterazzi.

Durante sollevamento dell’albero di gabbia l’equilibri viene garantito dalla tensione dello strallo e dai paterazzi.

Allestita la parte superiore dell’albero di Gabbia si ricomincia il sollevamento tenendolo in equilibrio tramite la tensione dello strallo e dei due paterazzi.

Man mano che si sale in verticale si completa l’allestimento con i supporti per i pennoni e le carrucole di deviazione delle manovre che di norma si trovano nella sezione poppiera del fuso.

 

Vista alterale di una fase del sollevamento dell’albero di Gabbia.

Vista alterale di una fase del sollevamento dell’albero di Gabbia.

L’immagine qui sopra mostra una fase intermedia del sollevamento.

 

Le cavigliere alla base degli alberi.

 

Ogni veliero possiede numerose caviglie dove vengono stoppate le manovre correnti.

Alcune sono poste sulle mura dello scafo altre invece sono collocate alla base degli alberi e raccolte in strutture molto resistenti chiamate cavaliere.

La RRS Discovrey è equipaggiata con due cavaliere poste alla base degli alberi di maestra e di trinchetto mentre l’albero di mezzana ne è sprovvisto.

 

L’osservazione dell’originale

Le devo ricostruire come sono nella realtà e quindi la prima cosa da fare è documentarsi con alcune immagini trovate su internet.

Gli imbandi avviluppati sulle cavigliere dell’albero di mezzana.

Gli imbandi avviluppati sulle cavigliere dell’albero di mezzana.

Nella fotografia qui sopra ho evidenziato alcuni dettagli che andrò a riprodurre.

  • La freccia BLU mostra lo smusso superiore delle colonnine portanti
  • La freccia ROSSA mostra l’incastro “sovrapposto” delle tre assi longitudinali che accolgono le caviglie e, infine
  • La freccia VERDE (in basso a sinistra) vuole evidenziare una carrucola incassata nel montante.

 

La costruzione delle mensole

Le mensole sono in tutto tre una posta a poppavia e due laterali. (Manca quella posizionata verso la prua).

Come ho visto prima (freccia ROSSA) le mensole hanno un incastro ad angolo retto profondo 1/3 dello spessore.

Costruisco le mensole incollando un listello da un millimetro di spessore sopra ad uno alto la metà cioè mezzo millimetro.
In tutto ottengo un listello spesso 1,5 mm e largo 3.

Per realizzare l’incastro con altezze diverse ho incollato due listelli uno sull’altro.

Per realizzare l’incastro con altezze diverse ho incollato due listelli uno sull’altro.

Nella foto a sinistra si vedono gli spessori dei due listelli che incollerò uno sull’altro.

In centro si vede uno step dell’incollaggio.

Infine a destra si nota come i due listelli abbiano formato l’incastro.

NB Avrei potuto limare l’incastro da un listello più spesso ottenendo lo stesso risultato e in minore tempo MA… (c’è sempre un “ma”… ) incollando due listelli ottengo di fatto un legno stratificato che NON si fessurerà o spezzerà negli step della foratura e dell’inserimento delle caviglie.

 

Dopo avere incollato le tre mensole procedo a forare i passaggi per le caviglie.

Dopo avere incollato le tre mensole procedo a forare i passaggi per le caviglie.

Incollo quindi i tre listelli ed eseguo i fori per il passaggio delle caviglie.
I fori devono essere equidistanzianti e centrati sulla mezzeria delle mensole, per ottenere ciò ho utilizzato una dima perforata.

La freccia ROSSA vuole evidenziare come le assi siano sovrapposte.

 

Le colonnine portanti

Le colonnine sono delle robuste assi di legno che penetrano nei ponti inferiori e diventano parte integrante della struttura.
Nel modellismo ci si limita a riprodurre solo la parte che sporge dal ponte di coperta.

Allineo le colonnine che sorreggeranno le mensole delle caviglie e rifinisco con la carta vetrata.

Allineo le colonnine che sorreggeranno le mensole delle caviglie e rifinisco con la carta vetrata.

Con del nastro di carta blocco otto spezzoni di listello a sezione quadrata da 2 mm.
L’importante è che siano più lunghi della struttura delle cavigliere.
Rifinisco un’estremità con la carta vetrata. Questa sarà la parte superiore delle cavigliere.

Per accogliere le mensole è necessario realizzare non uno ma due intagli dove verranno incastrate le suddette mensole.

 

Per realizzare lo scasso dell’incastro con le mensole utilizzo un seghetto a denti fitti.

Per realizzare lo scasso dell’incastro con le mensole utilizzo un seghetto a denti fitti.

Nella foto a sinistra la freccia ROSSA mostra un tratto di penna che indica sia la quota sia l’altezza del primo intaglio.
A destra si vedono i listelli in una dima mentre taglio (per meglio dire incido) 1/3 dello spessore cioè circa 0,6 mm.

 

Con una lima piatta allargo e rifinisco l’intaglio dello step precedente.

Con una lima piatta allargo e rifinisco l’intaglio dello step precedente.

Con una lima piatta allargo e rifinisco l’intaglio.

 

Il nastro di carta tiene uniti gli otto montanti e la lavorazione simultanea su di essi garantisce un incastro uguale per tutti.

Il nastro di carta tiene uniti gli otto montanti e la lavorazione simultanea su di essi garantisce un incastro uguale per tutti.

Utilizzando del nastro di carta che blocca i montanti della struttura delle cavigliere garantisco che tutti gli incastri siano alla medesima altezza ed abbiano la medesima profondità.

Nella fotografia a sinistra la freccia ROSSA mostra come il listello delle cavigliere entri alla perfezioni nell’incastro.

NB È importante che l’incastro non sforzi assolutamente altrimenti la parte superiore del montante si staccherà nello step successivo.

Dopo questo primo incastro taglio all’altezza esatta gli otto montanti.
Quattro di questi sono finiti e vanno messi da parte.

 

I fori delle caviglie

Sulle caviglie vengono stoppate alcune manovre prevalentemente quelle delle vele ma anche quelle necessarie ad issare i pennoni.
Queste manovre fanno TUTTE leva verso l’alto cioè “tirano” la struttura.
Per ridurre il carico è necessario che alcune di esse tirino verso il basso.

Per questo motivo alla base dei montanti, che sono delle strutture integrate nello scafo e quindi molto resistenti, si trovano spesso delle carrucole che servono per invertire il vettore di forza di alcune manovre.

In questo modo i progettisti sono riusciti ad alleggerire il carico totale che le mensole e le caviglie devono sopportare.

 

Fori per permettere il passaggio delle manovre e simulare la presenza di una o più carrucole.

Fori per permettere il passaggio delle manovre e simulare la presenza di una o più carrucole.

Si tratta di intagli ricavati alla base dei supporti dove sono  inserite all’interno una o più carrucole.
Nel modellismo saranno nascoste dal passaggio della relativa manovra.
Non trovo necessario quindi intagliare ed inserire una carrucola che tra l’altro è fuori scala in quanto troppo grossa.

Mi limito ad eseguire i fori (inferiore e superiore).

Per garantire un allineamento perfetto dei fori mi avvalgo di un trapano a colonna e foro soltanto metà listello, quindi lo giro e foro l’altra metà.

In questo modo i fori su entrambi i lati del listello sono sicuramente allineati anche nel caso la punta del trapano non lo fosse perfettamente.

 

Il secondo intaglio dei montanti

Le mensole sono sovrapposte e di conseguenza è necessario ricavare un secondo intaglio.

I capitelli delle strutture portanti sono rifiniti con un semplice ma elefante smusso.

I capitelli delle strutture portanti sono rifiniti con un semplice ma elefante smusso.

Il listello a sezione quadrata di questo ingrandimento misura solo 2 due millimetri per lato.

La freccia ROSSA evidenzia l’incastro eseguito in precedenza.
La freccia BIANCA invece mette in risalto il secondo intaglio eseguito solo con l’ausilio di una lima piatta. Questo “gradino” deve essere posto più in alto rispetto al precedente. Anch’esso deve però calzare alla perfezione con l’angolo delle mensole senza sforzare.
Infine la freccia GIALLA mostra la testa del montante con gli spigoli smussati utilizzando una lima.

 

Dopo avere realizzato i componenti basta assemblarsi le strutture.

Dopo avere realizzato i componenti basta assemblarsi le strutture.

Nella fotografia qui sopra si vedono i componenti necessari ad assemblare le cavigliere di trincetto e di maestra.
Differiscono sia per la lunghezza sia per il numero delle caviglie.

NB la freccia ROSSA a sinistra evidenzia una carrucola con il bordo intagliato a simulare la gola che accoglie la carrucola.

 

L’assemblaggio è ora molto facile da realizzare.

L’assemblaggio è ora molto facile da realizzare.

L’assemblaggio delle strutture è relativamente semplice, le mensole già incollate a formare delle “U” vanno incollate negli incastri dei quattro montanti.
A destra si vedono le due strutture finite.

 

La caviglie

Nei velieri le caviglie sono dei cilindri di legno con la parte superiore leggermente bombata e quella inferiore conica per permettere un inserimento nel foro della cavigliera.

Nei velieri più moderni alcune di queste sono sostituite con barre di ferro.

 

Le caviglie commerciali sono disponibili in diversi materiali e dimensioni.

Le caviglie commerciali sono disponibili in diversi materiali e dimensioni.

In commercio si trovano, purtroppo sempre con maggiore difficoltà, in diverse misure e materiali.

Quelle in legno sono più economiche ma anche più tozze e grosse, mentre quelle in metallo sono più snelle ma più care e di colore dorato.

I prezzi sono decisamente alti e possono raggiungere perfino 2 euro per una bustina da 10 pezzi. In un veliero medio ne vanno inserite alcune centinaia.

Ho scartato le caviglie in legno perché sono troppo grosse e fuori scala e una volta inserite nei fori delle cavigliere lo spazio nella parte superiore è troppo poco e non permette un corretto ancoraggio delle manovre e dei relativi imbandi.

Quelle in metallo sono valide per spessori e dimensioni ma sono care e quindi le escludo (almeno fin che non passa questa crisi economica).

Decido di costruirle con dei tondini di “plasticar” da 0,5 mm. di dimetro.

 

Provo ad inserire una prima caviglia in un foro per vedere come verrebbe il lavoro.

Provo ad inserire una prima caviglia in un foro per vedere come verrebbe il lavoro.

Taglio un pezzo di tondino e ne aggiusto l’altezza. Vedi freccia ROSSA.
Siccome devo ritagliare decine e decine di caviglie tutte alla medesima altezza mi devo costruire una dima.

 

Mi costruisco una dima per tagliare tutte lem caviglie alla medesima altezza.

Mi costruisco una dima per tagliare tutte lem caviglie alla medesima altezza.

Per garantire la medesima altezza a tutte le caviglie mi costruisco una dima da taglio.
Come si può ben vedere dall’immagine qui sopra ho utilizzato dei mattoncini di Lego.
Su uno di questi è posto uno spessore (visibile dal colore bianco).

 

Per aumentare gradualmente lo spessore della dima aggiungo degli strati di nastro di carta.

Per aumentare gradualmente lo spessore della dima aggiungo degli strati di nastro di carta.

Ho realizzato lo spessore incollando sul pezzetto di Lego del nastro da carrozziere.
Nella figura “A” si vede uno step con del nastro che attacco sul mattoncino.
Ritaglio l’eccesso e aggiungo un altro pezzo di nastro, e ancora uno e poi ancora e ancora fino ad arrivare alla quota desiderata.
Sovrapponendo quindi diversi starti di nastro di carta aumento lo spessore con una precisione impressionante.

 

Sulle struttura delle cavigliere di trinchetto e maestra della RRS Discovery Incollo le caviglie di plasticar e le dipingo di marrone.

Sulle struttura delle cavigliere di trinchetto e maestra della RRS Discovery Incollo le caviglie di plasticar e le dipingo di marrone.

Inserisco le caviglie nei fori e le fisso con una punta di colla.

Per finire dipingo di marrone le caviglie che così sembrano essere di legno.

NB già nell’immagine a sinistra si fa difficoltà a riconoscere il materiale delle caviglie perché ora sono mimetizzate, quando su di esse verranno stoppate le manovre ed avvolte le matasse di rife verranno di fatto quasi “sommerse” e si vedranno appena.

 

 

Il foro del bompresso

L’albero di bompresso sporge dalla prua con una inclinazione generalmente compresa tra i 20 ed i 35 gradi.

La difficoltà consiste nel forare la punta della prua con l’inclinazione corretta.

Se eseguo il foro a mano libera rischio seriamente di ottenere un angolo leggermente diverso da quanto richiesto dal modellino che costruisco; inoltre il foro deve rimanere anche in linea con la mezzeria dello scafo altrimenti il bompresso verrà posizionato fuori asse.

Osservando o i piani di costruzione (che io non ho !!!) oppure le fotografie reperite su internet è relativamente semplice e facile ricavare l’angolo di attacco e segnare su un foglio di carta quadrettata (o millimetrata) la relativa retta.

Con dei mattoncini di Lego mi costruisco una semplice dima che mi garantisce l’esatto angolo di innesto del bompresso.

Con dei mattoncini di Lego mi costruisco una semplice dima che mi garantisce l’esatto angolo di innesto del bompresso.

La difficoltà consiste nel ricavare un supporto o una dima che mantenga detto angolo.

Nell’immagine qui sopra si possono notare come le due frecce ROSSE (una relativa alla linea dell’angolo di attacco e l’altra alla matita) risputino parallele.

Per ottenere ciò averi potuto ritagliare da una tavoletta di compensato da 5 mm di spessore la suddetta sagoma oppure ingegnarsi e costruirla in modo alternativo.

In casa ho moltissimi mattoncini di Lego con i quali ormai in miei figli non ci giocano più e quindi ho deciso di adoperarli assemblando una struttura con una matita (a costo zero).

 

Per ottenere la corretta altezza oltre ad aggiungere degli spessori (sempre di Lego) avvicino o allontano la dima dalla punta della nave.

Per ottenere la corretta altezza oltre ad aggiungere degli spessori (sempre di Lego) avvicino o allontano la dima dalla punta della nave.

Dopo avere ottenuto e garantito l’angolo corretto devo anche garantire l’altezza esatta.

Per fare ciò ho alzato la base con la matita utilizzando altri componenti di Lego. (freccia ROSSA in basso).
Appoggio quindi il minitrapano sulla matita ed avvicino o allontano il tutto fino a fare toccare la punta del trapano sulla prua della RRS Discovery. (Vedi la freccia ROSSA doppia in centro).

Il segno GIALLO evidenzia il corretto angolo per forare ed inserire il bompresso.

 

Avvalendomi della dima appena costruita foro la punta della RRS Discovery.

Avvalendomi della dima appena costruita foro la punta della RRS Discovery.

Questa seconda immagine evidenzia molto bene il concetto espresso.

NB quando si esegue il foro si deve mantenere FERMA la struttura di sostegno e muovere in avanti solo il minitrapano.

Con questa piccola accortezza si riesce ad eseguire un foro con la corretta angolazione .