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  • #3015

    arinf
    Moderatore

    IL SECONDO FASCIAME

    Per rivestire lo scafo con il secondo fasciame utilizzo due essenze differenti quali il noce e il tiglio, ambedue hanno una larghezza di circa 5 mm e uno spessore di 0,5 mm, a dire il vero i listelli di tiglio sono leggermente più larghi.

    L’opera viva verrà ulteriormente rivestita con lastre di rame, ho trovato in commercio dei rotoli di strisce di rame da 5,4 mm di larghezza per 33 metri di lunghezza che si adattano perfettamente alla scala del modello.
    Ho alternato le essenze in modo da avere delle linee chiaro scure che mi aiutino negli step successivi.

    La linea guida di galleggiamento

    La linea guida di galleggiamento

    Fissando una matita ad un blocchetto di legno di altezza adeguata traccio la linea di galleggiamento su ambedue i lati dello scafo. Nella foto è evidenziata dalle frecce BLU.

    La listello guida sulla linea di galleggiamento

    La listello guida sulla linea di galleggiamento

    Fisso il primo IMPORTANTISSIMO listello al di sotto della linea di galleggiamento che sarà successivamente rivestito da una striscia continua di lastre di rame.
    Per bloccare i listelli il tempo necessario all’asciugatura della colla utilizzo del comune nastro da carrozziere.
    La colla vinilica va spalmata sul listello facendo attenzione che nessuna parte ne sia scoperta altrimenti si solleverà e formerà una bolla difficile da eliminare.

    Non si deve aver fretta e si deve aspettare il tempo necessario affinché la colla si asciughi.
    In pratica si posa il listello successivo dopo almeno 10 o 12 ore.

    Lo scafo zebrato

    Lo scafo zebrato

    A lavoro quasi ultimato si notano le strisce di diverso colore che formano un bizzarro effetto zebrato dell’opera viva.

    Ricordo che questo NON si vedrà assolutamente perché verrà rivestito con delle lastre di rame.

    #3043

    arinf
    Moderatore

    PREPARAZIONE ALLA POSA DEI PONTI

    Le dime dei ponti del Cutty Sark

    Le dime dei ponti del Cutty Sark

    Per realizzare i ponti utilizzo del compensato di betulla da 1 mm di spessore, la lastra misura 100 cm di lunghezza per 20 cm di larghezza.
    Ritaglio le fotocopie dei disegni raffiguranti i ponti e le incollo sul compensato, l’unica attenzione va posta sul mantenere l’allineamento dei vari disegni.
    Le dime per la realizzazione dei ponti sono così concluse.

    La dima del ponte di poppa

    La dima del ponte di poppa

    Inizio dalla poppa, incollo per primo un foglio di compensato spesso due millimetri che funge da falso ponte e sopra ad esso blocco con degli spilli la dima appena realizzata.

    È importante che il ponte sia perfettamente parallelo e perfettamente centrato rispetto alla mezzeria. A tale proposito ho effettuato le misurazioni con un compasso anziché con un più comune righello. La classica curva a schiena d’asino verrà ricreata in uno step successivo.

    CORREZIONE DEL PONTE DI COPERTA

    correzione delle quote per il di coperta

    correzione delle quote per il di coperta

    Quando si commettono degli errori nelle fasi iniziali della costruzione
    questi devono essere SUBITO individuati e corretti altrimenti
    produrranno altri errori a cascata.

    Nella fattispecie è presente una differenza di circa 0,8 mm tra i due lati dello scafo che con ogni probabilità è derivato dall’errore di simmetria della chiglia che a sua volta ha creato un leggero dislivello nella zona poppiera.

    La correzione non è difficile ma presenta alcune criticità che non devono essere sottovalutate.
    Per prima cosa metto a bolla il bordo dello scafo rivestito utilizzando un listello (freccia BLU) che viene fissato solo con degli spilli.
    Sopra di questo viene posato un secondo listello (freccia ROSSA) che viene incollato sul bordo della murata quale estensione dei listelli applicati in precedenza.

    Affinché la colla non blocchi tutti e due i listelli viene interposto del nastro da carrozziere.

    Infine con la cartavetro pareggio il livello del ponte in modo che le due murate abbiano la medesima altezza.
    Anche se l’errore è inferiore al millimetro va comunque aggiustato.
    Il tempo speso per questo ritocco si aggira attorno alle tre ore.

    #3091

    arinf
    Moderatore

    CRITICHE RICEVUTE

    Dal 3 ottobre 2008 ho iniziato a postare il mio lavoro sul sito della DEA e da subito sono intervenuti numerosi altri utenti per esprimere i loro pareri oppure per richieste o ragguagli sullo volgimento.
    Ma dopo aver postato gli articoli sulla costruzione dello scafo ho ricevuto una serie di segnalazioni, commenti e critiche che per onore di cronaca riporto qui di seguito.
    In particolare questi post si sono concentrati nelle giornate del 29 e 30 ottobre 2008.

    jack.aubrey
    Moderatore

    stellina utente DEA

    stellina utente DEA

    stellina utente DEA

    stellina utente DEA

    stellina utente DEA

    Regione: Lombardia
    Prov.: Milano
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    Inserito il – 29/10/2008 : 12:16:01

    Caro arinf1963,
    sto seguendo con estremo interesse il tuo diario sulla costruzione del Cutty Sark […] Dico questo perché ho intenzione di essere un poco critico e polemico sul modo in cui stai portando avanti la costruzione dello scafo del Cutty Sark.

    Sinceramente non ti riconosco più: credo in te esista una sorta di dottor Jekyll e di mister Hide che si manifesta in modi e comportamenti completamente differenti.

    Ti conosco come il bravo Jekyll che dispensa consigli quasi maniacali su come colorare la torretta della Yamato con non ricordo più quante mani di vernice applicata con tecniche innovative o come quello che convince a fare certi particolari come se dovessero essere grandi al naturale …

    e mi ritrovo ad osservare questo tuo lavoro, eseguito da mister Hide, utilizzando strumenti “grossolani”, sovradimensionati, forse anche inutili (garza, blocchi di legno enormi), senza quella delicatezza che un modellista dovrebbe avere anche per i particolari che poi saranno nascosti.

    Per non parlare del primo fasciame, tutto pieno di buchi da riempire. E del secondo fasciame zebrato .. E poi scoprire che tutto quel lavoro di rinforzo, fatto per avere lo scafo indeformabile e diritto non ha ottenuto lo scopo desiderato …

    […]

    fam
    Utente Senior

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    Inserito il – 29/10/2008 : 14:28:59

    Mi spiace ma non sono d’accordo con JA, quello che conta è il risultato finale! Quando Arinf avrà finito col 2° fasciame non resterà più nulla di quello che c’è sotto e sono sicuro che la finitura finale sarà perfetta.
    Quanto al disallineamento della chiglia, non credo che i rinforzi interni abbiano qualcosa a che farci: probabilmente gli è sfuggito durante l’assemblaggio a secco dello scheletro che è, secondo me, solidissimo.
    I listelli bicolore del 2° fasciame non li vedo ma, se non ricordo male, il Cutty Sark aveva lo scafo verniciato e quindi qualunque legno si usi poi sparirà sotto la vernice (mentre l’opera viva sarò coperta dalle piastrine di rame). Spero di aver capito bene le intenzioni del nostro Arinf.[…]

    steverc
    Moderatore

    stellina utente DEA

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    Inserito il – 29/10/2008 : 22:26:51

    Carissimo Fam,mi intrometto nel discorso NON da moderatore ma da modellista […] premetto che costruivo yacht di ultima generazione […] La pignoleria che c’era in me invece mi diceva che se una cosa deve essere fatta deve essere fatta bene al 100%,quindi,come le parti a vista dovevano essere fatto a regola d’arte pure le cose e particolari non a vista dovevano essere fatti in ugual misura. […] Il modellista DOC cura tutta la sua opera per intero ,diventa una cosa quasi maniacale. Credo proprio che il buon vecchio JA intendesse dire prevalentemente questo,poi vedendo i modelli perfetti di Arinf non posso che averne conferma! […]

    fam
    Utente Senior

    Regione: Lombardia
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    Inserito il – 30/10/2008 : 10:32:19

    Beh, Steverc, non escludo che il mio commento nasca dalla mia scarsa esperienza.
    Capisco quanto dici ma penso che quello che c’è dentro un modello lo sa solo chi l’ha costruito […] E poi? Chiuso lo scafo non mi rimane che qualche misera foto e il ricordo della faticaccia.

    Vale la pena? E’ una questione del tutto personale.
    Comunque non ho detto che JA ha torto ma semplicemente che forse gli obiettivi di Arinf erano diversi e non gli interessava che si vedessero gli interni dello scafo.

    Comunque lascio ad Arinf1963 stesso una risposta, se se la sente.

    jack.aubrey
    Moderatore

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    Inserito il – 30/10/2008 : 13:18:37

    Vorrei chiarire meglio quanto ho scritto.

    Sono arcisicuro che il Cutty Sark del nostro Arinf1963 sarà un capolavoro ma, da quanto mi è dato di vedere dal suo diario, mi ritrovo a dover riconsiderare l’opinione che mi ero fatta di lui.

    Mi spiego meglio: leggendo i sui messaggi (nei quali spazia tra mille argomenti con grande adattabilità e padronanza) mi sono fatto un’idea di lui, del suo carattere e della sua personalità di modellista che contrasta con le fotografie pubblicate e il modo di procedere descritto in questo diario.

    Lo facevo un modellista SENZA COMPROMESSI dal quale non mi sarei mai aspettato il ragionamento “tanto poi questo non si vede”. Probabilmente Arinf è SENZA COMPROMESSI per tutto ciò che è visibile e quasi l’opposto negli altri casi. Da qui il mio accostamento alla doppia personalità di Jekyll e Hide.

     

     

    QUESTA È STATA LA MIA RISPOSTA

    arinf1963
    Utente Senior

    Regione: Friuli-Venezia Giulia
    Prov.: Trieste
    Città: Trieste
    675 Messaggi
    Inserito il – 30/10/2008 : 19:52:10

    Carissimi,
    colgo con attenzione e con lo spirito costruttivo tutte le vostre annotazioni e critiche e di questo vi ringrazio in anticipo.

    Rispondo ora alle vostre domande.

    Elementi nascosti o non in vista.
    La costruzione di un modello auto-costruito comporta un notevole impegno anche dal punto di vista del tempo libero, che non nascondo per me è limitato, e gli step lavorativi avanzano assai più lentamente di quanto prevedessi; basti pensare che ora applico un listello per fiancata al giorno, due se riesco a lavorare anche alla sera, questo perché la vinavil impiega alcune ore ad asciugare, ed ovviamente il rivestimento del secondo fasciame deve essere perfetto.

    Non costruisco navi da 1 milione di euro [come faceva stevec ndr] e sinceramente mai andrò ad aprire lo scafo una volta che questo sarà terminato; preferisco avere una struttura doppiamente solida e spartana che una scarsamente resistente ma elegante al NON vedersi, in pratica credo di essere concreto, non mi perdo sui particolari non visibili. […]

    Listelli zebrati
    Per il secondo fasciame dell’opera viva vanno utilizzati dei listelli da 0,5 mm di spessore per 5 mm di larghezza.
    Avrei potuto utilizzare solo un’essenza ed ottenere in questa fase un’estetica maggiore ma inutile perché questa zona è destinata ad essere ulteriormente rivestita dalle lastre di rame (anch’esse auto-costruite). […]

    Chiglia disallineata
    Il disallineamento della chiglia è minimo, solo 1,2 mm che su una lunghezza di 900 mm sono invisibili ad occhio nudo, infatti me ne sono accorto solo fotografando lo scafo per posare le foto sul forum.
    Ma una volta accortomi dell’errore ho deciso che esso andava corretto e non occultato, con l’ausilio di un compasso ho verificato di quanto le due metà longitudinali dello scafo fossero differenti e come si sarebbero potute allinearle.
    Sappiate che se ho impiegato meno di 10 minuti ad eliminare la chiglia difettosa ho impiegato più di 10 ore a simulare e pianificare il lavoro.

    Costi
    Un modello in Kit ha un costo inferiore alla somma dei singoli componenti se acquistati separatamente, ma ha dei limiti notevoli, la scala, i piani costruttivi ADATTATI alle necessità della ditta che commercializza il kit, la limitatezza delle decorazioni, la soppressione di particolari quali i bulloni sugli alberi in metallo,… ma sopratutto non è la stessa cosa dell’auto-coastruzione.

    #4907

    arinf
    Moderatore

    RIVESTIMENTO SECONDO FASCIAME : Il listello guida

    La parte dello scafo che rimane sommersa nell’acqua prende il nome di “opera viva” mentre la parte che ne rimane fuori si chiama “opera morta”.

    Lo scafo nell’opera viva è stato rivestito con listelli da 5 mm di larghezza per 0,5 mm di spessore in due essenze diverse ottenendo un effetto zebrato che mi aiuterà nella delicata fase del successivo rivestimento con delle lastre di rame.
    L’opera morta cioè la parte emersa dello scafo invece va rivestita con una listellatura finale, la larghezza del listello è calcolata su 2 mm che corrispondono a circa 15 cm reali, una larghezza assai vicina al vero.
    L’andamento dei corsi di fasciame tende a salire rispetto al rivestimento in rame in quanto segue la naturale insellatura dello scafo e non la linea di galleggiamento.

    IL LISTELLO GUIDA DEL SECONDO RIVESTIMENTO

    Anche per il secondo rivestimento ci si deve avvalere dell’ausilio di un listello guida che andrà incollato con molta attenzione facendolo combaciare con l’andamento di un ponte posto sotto coperta.

    Siccome il ponte non è visibile dall’esterno dello scafo e, nei Clipper da trasporto quali il Cutty Sark nemmeno era presente, lo si dovrà posare un po’ ad occhio assecondando la linea armoniosa dell’imbarcazione.

    L’opera morta andrà in seguito colorata di nero ed ho utilizzato quale listello guida uno di noce ma di colore più scuro.

    Questo trucco permette di controllare visivamente l’insellatura di uno scafo

    Questo trucco permette di controllare visivamente l’insellatura di uno scafo

    Per allineare i corsi di fasciame con un andamento a salire ho optato per incollare degli spezzoni di listello nei punti in cui partono ad altezza intera.
    Le Frecce blu indicano i punti dove questi vanno incollati.

    Ingrandimento dei punti da dove partono i corsi ad altezza intera

    Ingrandimento dei punti da dove partono i corsi ad altezza intera

    Nell’ingrandimento (aimè sfocato) sono visibili le quote da due e tre listelli sovrapposti evidenziati dai puntini azzurri.
    La freccia rossa invece indica l’andamento a salire del listello guida.

    Il listello guida a centro nave corre parallelo allo scafo

    Il listello guida a centro nave corre parallelo allo scafo

    Il listello guida per il secondo rivestimento va posato assecondando la linee armoniose dello scafo, al centro scorre parallelo alla linea di demarcazione tra l’opera viva e quella morta mentre sale verso la poppa e la prua.

    Curva parabolica a prua dell’insellatura del Cutty Sark

    Curva parabolica a prua dell’insellatura del Cutty Sark

    Le diverse quote dell’insellatura vengono evidenziate dalle frecce azzurre.
    Le frecce azzurre indicano i punti di partenza dei listelli ad altezza intera. Nello scafo del Cutty Sark sono in tutto cinque:
    Si deve notare come la distanza tra due punti tenda a diminuire seguendo una linea parabolica.

    #4908

    arinf
    Moderatore

    RIVESTIMENTO SECONDO FASCIAME:

    LA PRUA

    Le aree a prua vengono chiuse con listelli sagomati

    Le aree a prua vengono chiuse con listelli sagomati

    A prua lo scafo si alza e l’aera compresa tra l’opera viva e il listello guida va chiusa con dei listelli sagomati.
    Le frecce gialle indicano i punti di partenza del listello ad altezza intera.
    Si noti anche il nastro di carta che serve per fissare i singoli listelli mentre la colla si asciuga.

    La prua è rivestita, manca solo il castello che verrà completato dopo la posa del relativo ponte

    La prua è rivestita, manca solo il castello che verrà completato dopo la posa del relativo ponte

    Per conferire una maggiore profondità alle varie sezioni dello scafo utilizzo due diverse essenze di noce, quello più chiaro con le venature più grezze viene adoperato al di sotto del ponte di batteria, mentre il noce più scuro e con le venature più compatte è utilizzato per la parte superiore che arriva fino al bordo del ponte di coperta.

     

    RIVESTIMENTO SECONDO FASCIAME

    LA POPPA

    La chiusura dello specchio di poppa richiede un impegno maggiore

    La chiusura dello specchio di poppa richiede un impegno maggiore

    Rivestire lo specchio di poppa è più complesso a causa della doppia curvatura di quest’area dello scafo ed è necessario un impegno maggiore.
    In questa foto si può notare anche il rivestimento aggiuntivo nella parte superiore dello scafo che è ancora in fase di lavorazione.

    La chiusura dello specchio di poppa richiede una curvatura particolare dei listelli

    La chiusura dello specchio di poppa richiede una curvatura particolare dei listelli

    Altro particolare della lavorazione della poppa dove i listelli assumono una curvatura particolare ed impegnativa.

    I listelli vanno incollati uno alla volta senza fretta.

    Quest’area assume una curvatura convessa e si renderà necessario asportare maggiore materiale dai listelli, tuttavia lo spessore dei listelli è lo stesso del resto dello scafo cioè di 1 mm.

    Vista della poppa con il secondo fasciame ultimato

    Vista della poppa con il secondo fasciame ultimato

    Si noti come la curva dello scafo abbia richiesto a poppa un trattamento di carteggiatura più invasivo del previsto con la conseguenza di una maggiore asportazione di materiale che ha portato alla luce lo strato di listelli sottostante.
    Siccome il tutto verrà colorato non si noterà questa anomalia.

    #5007

    arinf
    Moderatore

    PROVA PRELIMINARE PER LA CALAFATURA DEL PONTE

    Prima di procedere con il rivestimento dei ponti si deve valutare quale sistema utilizzare per simulare la calafatura delle tavole.

    Qui sotto elenco i principali metodi:

    • – Colorare un bordo del listello di nero.
    • – Distanziare i listelli e riempire le fessure con dello stucco.
    • – Interporre tra i listelli del filo di refe nero.
    • – Usare per la calafatura un listello nero dallo spessore di 0,5 mm.
    • – Non usare nessuna calafatura.

    Il sistema da me scelto è invece:

    • – Rivestire un bordo del listello con della carta nera.

    Nel rivestire i ponti di una nave si usano dei listelli la cui dimensione deve essere il più vicina alla realtà.

    Tra i listelli è interposto uno strato impermeabile composto da catrame e cordame.
    Nel Cutty Sark la larghezza del fasciame dei ponti è di circa 12 cm a cui si deve aggiungere un altro centimetro per la calafatura.
    Queste misure sono state acquisite dalle foto per cui potrebbero essere anche leggermente diverse.
    La scala che ricordo è di 1:72 prevede una larghezza di 1,66 mm che arrotondo a 1,50 perché in commercio si trovano dei listelli da 1,5 x 1,5.
    Per simulare il cm della calafatura (in scala è 0,1 mm) utilizzo della comune carta colorata di nero, ho scelto dei fogli leggermente più grossi.

    La soluzione viene spiegata in modo esaustivo con le foto seguenti.

    Su un foglio di carta nera si incollano dei listelli di tiglio

    Su un foglio di carta nera si incollano dei listelli di tiglio

    Il primo passaggio consiste nell’incollare i listelli sul foglio di carta nera. Una volta spalmata la colla sulla carta si adagiano dolcemente un gruppetto di 8, 10 listelli e si preme con le dita molto dolcemente ed una sola volta.

    I listelli sono solo affiancati ma non incollati tra i loro

    I listelli sono solo affiancati ma non incollati tra i loro

    Si deve prestare attenzione a non incollare anche i singoli listelli altrimenti non si potranno separare e andranno scartati.

    Con un cutter affilato separo i singoli listelli

    Con un cutter affilato separo i singoli listelli

    Con un cutter affilato separo i singoli listelli, la lama deve essere sempre affilata e va cambiata non appena incomincia a “strappare” il sottostante foglio di carta nera.

    Si deve prestare attenzione a non rovinare i lati dei listelli, in quanto sono di legno di tiglio e quindi molto delicati.

    Ecco come si presentano i listelli: il lato “nero” è ricoperto dalla carta colorata.

    La carta colorata di nero che simula la calafatura è presente solo su un lato

    La carta colorata di nero che simula la calafatura è presente solo su un lato

    Eseguo una prova tecnica per verificare il risultato nel suo insieme.
    Incollo i listelli facendo attenzione che il lato con la carta nera sia rivolto sempre dalla stessa parte.
    Questa foto è stata scattata prima della carteggiatura.

    Verifica delle misure su un rivestimento del test

    Verifica delle misure su un rivestimento del test

    In questo ingrandimento ho riportato le misure reali del listello di tiglio di sezione quadrata e misura 1,5 mm per lato.
    Anche questa foto è stata scattata prima della carteggiatura.

    Si verifica, anche visivamente, che l’effetto d’insieme sia realistico

    Si verifica, anche visivamente, che l’effetto d’insieme sia realistico

    Questa foto è invece stata scattata dopo la carteggiatura.

    Questa prova visiva è indispensabile per valutare sul “a colpo d’occhio sul campo” e se un tipo di lavorazione è praticabile o meno considerando:

    • – I tempi di lavorazione.
    • – I costi da sostenere.
    • – Gli attrezzi da utilizzare.
    • – La pianificazione del lavoro.

    Il test per la calafatura ha dato un esito positivo, le proporzioni tra il legno e la calafatura sono coerenti e proporzionate.

    Quando si eseguono delle prove tecniche non si spreca mai il proprio tempo, infatti le difficoltà e gli errori che emergeranno saranno limitati al solo test di prova e saranno risolti prima di procedere con il lavoro reale.

    #6147

    arinf
    Moderatore

    PREPARAZIONE AL RIVESTIMENTO DEL PONTE

    ome i tutti i velieri anche il ponte del Cutty Sark è arcuato a schiena d’asino.

    ome i tutti i velieri anche il ponte del Cutty Sark è arcuato a schiena d’asino.

    In questa foto si nota come il ponte del Cutty Sark non sia più parallelo ma leggermente arcuato, a schiena di asino.
    La freccia BLU rappresenta la linea che si vede nelle tavole di costruzione che molto spesso erroneamente è disegnata parallela.
    Le linee rosse segnano il punto di contatto tra il ponte e lo scafo e risultano più basse di alcuni millimetri.

    Il paiolato del Cutty Sark presenta delle cornici attorno alle cabine ed attorno ad alcune sovrastrutture, che dovranno essere realizzate prima di posare i singoli listelli che rivestiranno il ponte.

    Traccio con una matita le sagome delle sovrastrutture del ponte.

    Traccio con una matita le sagome delle sovrastrutture del ponte.

    Ho realizzato due falsi ponti, uno è stato incollato allo scafo, l’altro invece mi serve verificare il posizionamento delle singole sovrastrutture e quindi vi è stato incollato sopra una fotocopia del ponte allestito.
    Sopra di questo fisso con del nastro da carrozziere dei fogli di acetato semitrasparente.
    È necessario riportare con la matita le sagome dei boccaporti, delle cabine e in genere di tutte le sovrastrutture.

    Il foglio di acetato viene allineato al ponte.

    Il foglio di acetato viene allineato al ponte.

    Fisso il foglio di acetato sul ponte e verifico che sia in asse, una linea di mezzeria è stata tracciata sul ponte, un’ altra invece sul foglio e devono sovrapporsi perfettamente.

    Punto degli spilli agli angoli delle sovrastrutture in modo da delimitare le cornici.

    Punto degli spilli agli angoli delle sovrastrutture in modo da delimitare le cornici.

    Agli angoli delle sovrastrutture che presenteranno una cornice pianto degli spilli.

    Agli angoli delle cornici delle sovrastrutture rimangono piantati degli spilli

    Agli angoli delle cornici delle sovrastrutture rimangono piantati degli spilli

    Rimosso il foglio di acetato mi rimangono gli spilli in corrispondenza degli angoli delle cornici.

    #6178

    arinf
    Moderatore

    OSSERVAZIONE DEL PONTE

    Prima di illustrare la tecnica per realizzare le cornici delle maggiori sovrastrutture del ponte è opportuno documentarsi osservando le immagini scattate a Londra nel 2006 (prima dell’incendio che ha distrutto il ponte originale).

    Dalle foto originali si notano perfettamente le cornici attorno alle strutture maggiori.

    Dalle foto originali si notano perfettamente le cornici attorno alle strutture maggiori.

    In questa foto originale scattata a Londra si nota perfettamente come il tavolato sia interrotto dalle suddette “cornici” che hanno lo scopo di dare maggiore resistenza.
    Basta osservare sopra la linea rossa.
    Le cornici non sono sempre presenti, si osservi la potenza delle caviglie a destra nella foto (dove sono invece assenti).

    Per essere il più fedeli possibile all’originale è di fondamentale importanza osservare la documentazione fotografica.

    Dalle foto originali si notano gli incastri tra il tavolato del ponte ed il trincarino.

    Dalle foto originali si notano gli incastri tra il tavolato del ponte ed il trincarino.

    In questa foto si nota come il tavolato ai bordi dello scafo non sia tagliato in modo rettilineo ma viene invece sagomato con dei gradini.
    Altro particolare importante è la sagoma della tavola di dimensioni maggiori (trincarino) che funge un po’ come i cerchi nelle botti tenendo ferme tutte le assi ed impedendo il movimento longitudinale.
    Lo scafo del Cutty Sark è realizzato in parte in legno e in parte in ferro, qui è evidente il punto di passaggio; lo scafo superiore che è in metallo abbisogna di una sua struttura autoportante visibile (di colore rosso antiruggine).

    Nel modello in scala 1:72 il singolo listello ha una larghezza di 1,5 mm e l’intaglio antispostamento sarebbe al massimo di soli 0,3 mm. troppo pochi per potere essere realizzato con successo ed è quindi meglio non riprodurre gli incastri.

    Dalle foto originali si notano come le assi a prua assumano una larghezza maggiore.(king planks)

    Dalle foto originali si notano come le assi a prua assumano una larghezza maggiore (king planks).

    In questa foto si nota come le assi a prua (i king planks) assumano una larghezza maggiore.
    Per meglio valutare le dimensioni effettive sono riportate le misure in scala.
    La freccia rossa mostra la corretta posizione dei supporti dell’argano.
    Osservate le frecce gialle e noterete il sistema di chiodatura dei ponti, le viti o bulloni vengono protette da un tappo in legno e sono assai poco visibili.

    A volte è difficile identificare le aggiunte per i visitatori.

    A volte è difficile identificare le aggiunte per i visitatori.

    Qui si vede un particolare della prua: sbarre e reti chiudono uno spazio angusto.
    La domanda che un modellista si pone riguarda il fatto che esse siano originali od aggiunte in seguito quale misura antinfortunistica per i visitatori?

    Certi elementi quali targhe commemorative (sulla Vicory “qui fu colpito Nelson”), impianti antincendio (estintori a pioggia), uscire di scurezza od ancora faretti, lampadine ed impianti elettrici esterni per l’illuminazione notturna sono facilmente identificabili come “aggiunta turistica”, ma altri (come l’esempio qui sopra) sono molto difficili da identificare in quanto si tratta di un vano tecnico che può essere destinato per esempio a pollaio per la produzione di uova fresche che erano molto apprezzate in mare aperto.

     

    #6182

    arinf
    Moderatore

    LE CORNICI DELLE SOVRASTRUTTURE DEL PONTE

    Una volta segnati i punti sul ponte essi vanno uniti a formare le zone quadrangolari da preparare anticipatamente.
    Con l’uso di un compasso si verifica l’esattezza delle linee appena tracciate ed eventualmente si correggono.
    Si tracciano pure una linea guida mediana e due linee ad essa parallele che aiuteranno a posizionare correttamente le cornici.

    Partendo dagli spilli si tracciano le linee che demarcano le principali sovrastrutture del ponte.

    Partendo dagli spilli si tracciano le linee che demarcano le principali sovrastrutture del ponte.

    Si tracciano con una matita le linee che demarcano le principali sovrastrutture del ponte.

    Per simulare al calafatura il bordo esterno va incollato su un comune foglio di carta nera.

    Per simulare al calafatura il bordo esterno va incollato su un comune foglio di carta nera.

    Per preparare i contorni della base delle sovrastrutture si prendono dei listelli da 1,5 mm di spessore per 3-5 mm di larghezza.
    Il bordo sterno va incollato su un comune foglio di carta nera che simulerà la calafatura tra le singole tavole.
    Siccome le dimensioni delle singole parti possono essere assai simili è opportuno marcarle ed incollarle in gruppo.

    Si segna con una freccia anche la direzione del quadrilatero.

    Si segna con una freccia anche la direzione del quadrilatero.

    Si incolla una sottile striscia ci carta nera anche su un lato obliquo.

    Si incolla una sottile striscia ci carta nera anche su un lato obliquo.

    Si incolla una sottile striscia ci carta nera anche su un lato tagliato a 45°.
    Per evitare qualsiasi possibilità di errore si incollano i singoli componenti un foglio di carta millimetrata.
    Si segna con una freccia anche la direzione verso la prua del quadrilatero.
     


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