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  • #9338

    arinf
    Moderatore

    Preparare la dima per rastremare i listelli

    La superficie di uno scafo non è cilindrica ma a forma di “uovo o botte” (passatemi l’esempio) e la prua e la poppa hanno una superficie inferiore rispetto al centro della nave. Le tavole erano più larghe al centro e si restringevano quando dovevano rivestire le estremità.

    La larghezza delle tavole diminuiva in modo progressivo e i corsi del fasciame non avevano interruzioni di continuità.

    Questa caratteristica è chiamata RASTREMATURA.

     

    Nel modellismo NON è possibile rastremare decine e decine di listelli a mano libera perché sarebbero tutti diversi ed incollandoli sullo scafo si formerebbero troppe fughe difficili o impossibili da riempire.

     

    Si rende necessario un attrezzo che permetta di assottigliare in modo facile, lineare e preciso tutti i listelli che ci servono.

    Nei pochi negozi di modellismo ormai rimasti è possibile acquistare (dietro ordinazione) una attrezzo che assolve allo scopo ma purtroppo è troppo piccolo e al lato pratico non serve a nulla.

     

    BISOGNA COSTRUIRSELO DA SOLI

    Per fortuna è molto facile e in questo post spiego come fare:

    La base della dima (step 1)

    Per la base della dima utilizzo un profilato di alluminio a forma di ”U” che di norma è lungo un metro.

    Lo si trova in diverse misure, io ho scelto una che sia profonda circa mezzo centimetro.

    Per ridurre l’altezza interna appoggio sul fondo un listello di noce.

    Per ridurre l’altezza interna appoggio sul fondo un listello di noce.

    I listelli che utilizzerò nel secondo rivestimento hanno un’altezza di 3 mm. (mentre la dima è profonda 5 mm.) si rende necessario ridurre l’altezza di 2 mm.

    Inizio con l’appoggiare sul fondo della dima un listello di noce da 0,5 mm di spessore.

     

    L’inclinazione della base della dima (step 2)

     

    Per rendere variabile la profondità della dima uso dei listelli rastremati.

    Per rendere variabile la profondità della dima uso dei listelli rastremati.

    Questa fase è molto importante perché determinerà l’inclinazione del fondo della dima.

    Per rastremare i listelli in modo omogeneo è necessario che una parte di essi sporga dalla dima di alluminio.

    La cosa più semplice è ridurre lo spazio interno aumentando lo spessore sul fondo.

     

    Un listello rastremato permette di inclinare il fondo della dima.

    Un listello rastremato permette di inclinare il fondo della dima.

    Da questa immagine si vede molto bene come il listello indicato dalla freccia GIALLA sia stato assottigliato. Ho utilizzato un listello di tiglio facilmente lavorabile.

    Il listello indicato dalla freccia ROSSA è il listello di fondo.

    Infilo quanto costruito sul fondo della dima di alluminio.

     

    La preparazione dei listelli (step 3)

     

    I listelli sono accostati e legato assieme con del nastro di carta.

    I listelli sono accostati e legato assieme con del nastro di carta.

    Scarto solo i listelli storti o che presentino nodini, per il resto vanno bene tutti anche quelli che avessero le venature in diagonale e non parallele alla lunghezza.

    Ne prendo tanti quanti entrano nella dima, li accosto e li blocco con del nastro da carrozziere.

     

    I listelli sono inclinati nella dima e rimangono parzialmente esposti.

    I listelli sono inclinati nella dima e rimangono parzialmente esposti.

    Li infilo all’interno della dima.

    Siccome in precedenza avevo realizzato una base inclinata ora il gruppo di listelli sporgerà da un’estremità per circa la metà della larghezza (freccia ROSSA) mentre dopo 20 o 30 cm. di pendenza rimarranno completamente all’interno della dima.

     

    La rastrematura dei listelli (step 4)

     

    Dremel monto un cilindro abrasivo che permette di asportare il legno che sporge dalla dima di alluminio.

    Dremel monto un cilindro abrasivo che permette di asportare il legno che sporge dalla dima di alluminio.

    Sulla punta del trapano Dremel monto un cilindro di carta vetrata a grana medio grossa.

    Imposto la velocità di rotazione al massimo (30.000 giri al minuto) ed inizio ad assottigliare i listelli inseriti nella dima. Muovo velocemente il minitrapano avanti e indietro. Lavoro fino a toccare i bordi della dima che essendo di alluminio stridono ma non si rovinano.

     

    Rifinitura della rastrematura dei listelli eseguita a mano.

    Rifinitura della rastrematura dei listelli eseguita a mano.

    La rifinitura viene eseguita a mano con l’ausilio di un lisciatoio con carta vetrata a grana media.

     

    La dima di alluminio garantisce una perfetta rastrematura dei listelli.

    La dima di alluminio garantisce una perfetta rastrematura dei listelli.

    La dima essendo di alluminio garantisce una perfetta rastrematura dei listelli in essa contenuti.

    La feccia ROSSA mostra appunto di quanto l’altezza dei listelli sia stata ridotta.

     

    Con un seghetto taglio l’eccedenza della lavorazione.

    Con un seghetto taglio l’eccedenza della lavorazione.

    La parte sporgente dalla dima va ovviamente tagliata con un seghetto.

    Nella dima entrano circa solo 15 listelli e si rende necessario ripetere il procedimento diverse volte.

     

     


    Diario di bordo

    Per questo lavoro In totale
    Ore lavoro impiegate 6 196
    Costo sostenuto euro 79,10
    Note: Note: Ogni gruppo di listelli porta via circa 1 ora di lavoro

     

    #9380

    arinf
    Moderatore

    La losca del timone

    La losca è il “foro” da dove sporge il timone, di norma si tratta di un tubo cilindrico all’interno del quale passa l’asse che è la parte più in alto che da una sezione quadrata diventa rotonda.

    Una losca in acciaio di una imbarcazione moderna.

    Una losca in acciaio di una imbarcazione moderna.

    Nell’immagine qui sopra si vede la losca all’interno di uno scafo in costruzione.
    Lo scafo è moderno e non è quello della RRS Discovery, tuttavia l’esempio calza e rende molto bene il concetto.

     

    La RRS Discovery delle spedizioni antartiche ha una losca di forma rettangolare.

    La RRS Discovery delle spedizioni antartiche ha una losca di forma rettangolare.

    Si osservi la freccia ROSSA e l’aera circoscritta dai segno GIALLI e si noterà come la RRS Discovery abbia una losca di forma RETTANGOLARE.

     

    Un ingrandimento del foro rettangolare della RRS Discovery.

    Un ingrandimento del foro rettangolare della RRS Discovery.

    In questo ingrandimento (freccia GIALLA)si vede l’ombra più chiara che rappresenta appunto il foro.

    La dimensione è tale da permettere di sollevare ed estrarre completante il timone.

    Il timone è un elemento ESSENZIALE per la navigazione in quanto permette di manovrare una nave e di mantenere una rotta.

    Questo veliero è stato costruito (e non adattato) per le missioni di ricerca scientifica nell’artico e la losca è stata progettata appunto per permettere all’equipaggio di estrarre il timone quando la nave fosse rimasta bloccata nei ghiacci. In questo modo si preservava l’integrità di una struttura così importante.

    Piccola nota: anche l’elica è stata progettata per essere facilmente smontata e portata entrobordo.

     

    Traccio con una matita il contorno della losca.

    Traccio con una matita il contorno della losca.

    Detto questo ed avvalendomi delle immagini viste sopra traccio con una matita il foro rettangolare perché dovrò scavare e creare così lo spazio ad alloggiare la loca.

     

    Eseguo il foro con una fresa.

    Eseguo il foro con una fresa.

    Utilizzo una fresa ed inizio ad aprile il foro.

     

    Avvalendomi di una dima verifico le dimensioni del foro per la losca.

    Avvalendomi di una dima verifico le dimensioni del foro per la losca.

    Mi sono creato una dima delle dimensioni INTERNE della losca, in questo modo mi assicuro che il foro sarà abbastanza largo.

     

    Mi servono dei listelli di noce per costruire la cassa della losca.

    Mi servono dei listelli di noce per costruire la cassa della losca.

    Utilizzando la dima di cui sopra mi accingo a costruire una cassa. Incollo tre listelli di legno da 4 mm di larghezza.

    La parte che rimarrà a vista di questo cassone non è esterna ma bensì interna e quindi mi preoccupo di lisciare il lato interno dei listelli e non quello che rimane fuori.

     

    I morsetti garantiscono la dimensione interna della losca.

    I morsetti garantiscono la dimensione interna della losca.

    Li incollo attorno alla dima ma non sulla stessa (vedi freccia ROSSA) perché andrà sfilata per lasciare posto al foro. I due morsetti da modellismo premono i lati lunghi sulla dima costruita in precedenza e garantiscono che le pareti interne siano allineate e parallele.

     

    Chiudo un’estremità della cassa della losca.

    Chiudo un’estremità della cassa della losca.

    Chiudo un’estremità con un tappo in modo da avere un fondo regolare.

    Ovviamente nella realtà il foro rettangolare salirebbe fino al ponte di coperta ma qui è occultato alla vista da una struttura protettiva e quindi non si vede.

     

    La cassa della losca deve essere incollata a bolla.

    La cassa della losca deve essere incollata a bolla.

    Inserisco la cassa nel foro praticato sulla poppa, lascio sporgere volutamente uno spezzone abbastanza lungo perché mi permette di allineare correttamente la losca. Sarà rifilato quando la colla si sarà asciugata.


    Diario di bordo

    Per questo lavoro In totale
    Ore lavoro impiegate 3 199
    Costo sostenuto euro 79,10
    Note: Note:

     

    #9389

    arinf
    Moderatore

    Il secondo fasciame

    Non ci sono altri particolari problemi per rivestire la parte rimanete dello scafo.

    I listelli rastremati permettono una copertura uniforme e relativamente semplice, ci sono delle aree da aggiustare ma nel complesso il lavoro si esegue in modo spedito.

    Lo scafo a poppa è stato rivestito con il secondo fasciame.

    Lo scafo a poppa è stato rivestito con il secondo fasciame.

    Qui sopra si può osservare la disposizione delle assi e il tipo di rastrema tira eseguito.

     

    Il foro della losca è ora a filo dello scafo della RRS Discovery.

    Il foro della losca è ora a filo dello scafo della RRS Discovery.

    Elimino l’eccedenza della cassa della losca. Dalle fotografie in mio possesso non riesco a decifrare quali corsi siano a vista, ho scelto questa variante.

     

    Si riveste il diritto di poppa con un listello.

    Si riveste il diritto di poppa con un listello.

    La zona del diritto di poppa dietro allo spazio dell’elica va rivestita utilizzando listelli di larghezza appropriata.

     


    Diario di bordo

    Per questo lavoro In totale
    Ore lavoro impiegate 12 211
    Costo sostenuto euro 79,10
    Note: Note:

     

    #9399

    arinf
    Moderatore

    La levigatura di uno scafo dipinto

    Quando abbiamo completato il secondo rivestimento con dei listelli da 0,5 mm. di spessore lo scafo si presenta già abbastanza liscio ma presenta ancora alcuni scalini o accostamenti delle tavole con gli spigoli vivi .

    Se il modello rimane con il legno a vista è necessario passare la cartavetrata e renderlo perfettamente liscio. Alla fine va trattato con due mani di turapori.

    Se il modellino sarà colorato (in tutto o in parte) allora si deve modificare la fase di levigatura.

    Uso il tatto per individuare le zone da carteggiare.

    Uso il tatto per individuare le zone da carteggiare.

    IN QUESTO STEP NON POSSIAMO AVVALERCI DELLA VISTA.

    Dobbiamo quindi usare il tatto, passando i polpastrelli delle dita sulla superficie dello scafo e “sentire” le imperfezioni.

     

    Uso il raschietto in diagonale.

    Uso il raschietto in diagonale.

    Con un blocchetto di legno con sopra montata della carta vetrata a gran media (non fine) elimino solo gli spigoli delle giunzioni tra i corsi del fasciame che ritengo siano troppo pronunciati.

    Normalmente si liscia muovendo il raschietto in orizzontale seguendo i corsi del fasciame ma se l’imbarcazione sarà dipinta allora si muove il raschiatoio in diagonale. Dall’immagine qui sopra si deve seguire l’andamento delle frecce GIALLE , una sola volta in un senso e poi nell’altro.

    Lo scopo non e quello di rendere liscio lo scafo ma eliminare gli spigoli vivi.

    Quando lo scafo sarà stato dipinto i corsi saranno bel definiti e visibili e il loro disegno emergerà come una texture da sotto la vernice.

    Se invece lisciassi perfettamente tutto lo scafo eliminerei gran parte di questi elementi distintivi rendendo il modellino troppo piatto come se fosse di plastica.

     


    Diario di bordo

    Per questo lavoro In totale
    Ore lavoro impiegate 1 212
    Costo sostenuto euro 79,10
    Note: Note:

     

    #9536

    arinf
    Moderatore

    La lama rompighiaccio

    L’osservazione.

    Da un’attenta visione delle fotografie si ricava sia la struttura sia la trame delle lastre di ferro e dei rivetti che la ricoprono.

    La prima cosa da fare consiste nell’osservare le fotografie della RRS Discovery ormeggiata a Dundee in Scozia.
    La prua della nave per l’esplorazione dell’antartico era rinforzata con una lama rompighiaccio in lega ferrosa.

    La sua applicazione è stata pianificata in fase di progetto e non è semplicemente “inchiodata” sulle assi di legno ma bensì su una struttura sottostante integrata nello scheletro dello scafo.

    Si parte con un’attenta osservazione delle foto dalle quali si deduce la trama dei rivetti di ancoraggio.

    Si parte con un’attenta osservazione delle foto dalle quali si deduce la trama dei rivetti di ancoraggio.

    La lama rompighiaccio è composta da diverse lastre orizzontali imbullonate nella struttura sottostante.

    Ha uno spessore superiore rispetto al reato del fasciame.

    La chiodatura è più ravvicinata in verticale cioè all’inizio e alla fine di ogni lastra (frecce GIALLE) .
    Le lastre NON si sovrappongono ma si accostano e la chiodatura intermedia è sfalsata (cerchi BIANCHI).

     

     

    Preparazione preliminare

    Ritaglio una dima di carta per avere la forma esatta della prua rompighiaccio.

    Ritaglio una dima di carta per avere la forma esatta della prua rompighiaccio.

    Il primo lavoro consiste nel costruire una dima di carta che ricopra l’area interessata dal rinforzo.

    Ovviamente si dovrà ritagliare una dima per il lato sinistro e una per il lato destro.
    Le due dime saranno perfettamente simmetriche e speculari.

    In questa fase trascuro la copertura del diritto di prua.

     

    Devo adoperare una lastra perforata per garantire l’allineamento dei rivetti.

    Devo adoperare una lastra perforata per garantire l’allineamento dei rivetti.

    Il rinforzo sarà ancorato con centinaia di chiodi e bulloni che sono ben distanziati e ordinati.

    Nel modellismo non si possono riprodurre efficacemente tutte queste linee chiodate e mi devo avvalere del supporto di una piastrina perforata.

     

    Un trapano a colonna garantisce fori ben allineati.

    Un trapano a colonna garantisce fori ben allineati.

    La lastra rompighiaccio sarà costituita da un foglio di plastica evergreen dallo spessore di 0,25 mm.
    Devo trovare il modo di bloccare la lastra perforata in modo tale da allineare le numerose file di chiodini.

    Per questo lavoro mi avvallerò di un trapano a colonna.

     

    Il gambo di un golfare è prefetto per simulare un rivetto.

    Il gambo di un golfare è prefetto per simulare un rivetto.

    Per simulare il chiodo adopero il gambo di un golfare in rame perché una bustina da 100 pezzi cosata poco e la si trova ancora nei negozi.

    Il foro deve essere appena più stretto del gambo in modo che ci sia un certo attrito che lo tenga in posizione senza dovere utilizzare colle.

    #9537

    arinf
    Moderatore

    La lama rompighiaccio

    La foratura del foglio di plasticar

    Il foglio di plasticar da 0,25 mm di spessore avrà una forma romboidale ma per il momento NON lo taglio ancora.

    Prima fila di chiodini allineati.

    Prima fila di chiodini allineati.

    Nella foto qui sopra si vede la prima fila di fori perfettamente allineati.
    La freccia ROSSA mostra il segno a matita della sagoma della lastra rompighiaccio che andrò a ritagliare solo dopa avere praticato tutti i fori necessari.

     

    I rivetti orizzontali hanno un spaziatura maggiore.

    I rivetti orizzontali hanno un spaziatura maggiore.

    Per garantire una distanza costante per la chiodatura intermedia maschero alcuni fori della piastrina lasciando scoperti solo quelli necessari alla foratura.

    Le frecce ROSSE mostrano appunto i fori da utilizzare, mentre la freccia GIALLA lascia liberi due fori perché quello inferiore sarà in corrispondenza di un foro verticale (già praticato nello step precedente) e mi consentirà un corretto allineamento.

     

    Disegno la griglia che definisce la posizione dei fori per i rivetti.

    Disegno la griglia che definisce la posizione dei fori per i rivetti.

    Disegno a matita le linee orizzontali che delimitano le singole lastre di ferro.
    Riporto anche le linee verticali (che in realtà sono oblique) e ricavo la griglia dove inserire i punti di chiodatura.

    I trattini ROSSI evidenziano i bulloni inferirei delle piastre mentre quelli BLU indicano i bulloni superiori .

    Eseguo i fori (BLU) della prima lastra superiore.

     

    Con la dima eseguo i fori necessari.

    Con la dima eseguo i fori necessari.

    Per la foratura delle altre lastre mi avvalgo delle linee verticali (oblique).

    Allineo la dima con i buchi su una linea verticale ed eseguo i fori corrispondenti. (freccia ROSSA)

    Si osservi la freccia BLU e si noteranno due linee parallele molo ravvicinate; quelle esterna segna il contorno del rompighiaccio mente quella più interna segna il punto dove andranno fissati i bulloni.

     

    Dal retro del foglio di plasticar si intuisce la complessa trama dei fori eseguiti.

    Dal retro del foglio di plasticar si intuisce la complessa trama dei fori eseguiti.

    Dopo aver eseguito centinaia e centinaia di fori CAPOVOLGO il foglio di plasticar per controllare visivamente dal retro se ci sono degli errori o delle mancanze.

    #9538

    arinf
    Moderatore

    La lama rompighiaccio

    Come applicarla alla prua

    Incollo la lama rompighiaccio sulla prua delle RRS Discovery.

    Incollo la lama rompighiaccio sulla prua delle RRS Discovery.

    Ritaglio la sagoma del rompighiaccio e con la colla ciano acrilica la attacco sullo scafo in legno.
    Utilizzo del nastro di carta per fare aderire la plastica alla prua.

     

    Con un cutter separo le singole lastre.

    Con un cutter separo le singole lastre.

    Per separare le singole lastre che compongono la struttura del tagliamare utilizzo una “tessera fedeltà” di plastica ed incido la sagoma con una taglierina.

     

    Con un cutter separo le singole lastre.

    Con un cutter separo le singole lastre.

    Il taglio deve passare esattamente a metà di due file di fori.

    Dopo aver separato le singole lastre del rompighiaccio devo eseguire di nuovo tutti i fori per forare anche il legno dello scafo. Per questa operazione è sufficiente usare il foro della plastica quale invito per i listelli. I fori sono semplici e quasi tutti bucano lo strato del rivestimento.

     

    Quando si asciuga la colla vinavil lascerà un residuo rotondo attorno al gambo del golfare.

    Quando si asciuga la colla vinavil lascerà un residuo rotondo attorno al gambo del golfare.

    Intingo il gambo di un golfare nella colla vinilica e lo infilo in un foro.
    La colla formerà una piccola capocchia che simulerà alla perfezione il rivetto.

     

    Si taglia via il golfare lasciando un piccolo spuntone .

    Si taglia via il golfare lasciando un piccolo spuntone .

    Con un tronchetto elimino il gambo in eccesso.

    Siccome il modellino verrà dipinto lascio il rivetto piuttosto lungo (circa mezzo millimetro) in modo che la trama emerga dal colore che verrà dato.

     


    Diario di bordo

    Per questo lavoro In totale
    Ore lavoro impiegate 8 220
    Costo sostenuto euro 5,50 84,60
    Note: 1,00 € per i golfari e 4,50 € per un foglio di plasticar da 0,25 mm di spessore.

     

    #9604

    arinf
    Moderatore

    IL TIMONE DI POPPA

    Documentazione storica

    Come sempre per dedurre le dimensioni e la forma del timone ci si deve avvalere delle fonti storiche e documentate.

    Le tre foto sottostanti sono state ricavate da diversi siti internet. I diritti appartengono ai rispettivi proprietari ed io le modificate in minima parte al solo scopo didattico.

    Parte bassa della pala del timone della RRS Discovery tratta da Internet (tutti i diritti appartengono al proprietario della foto).

    Parte bassa della pala del timone della RRS Discovery tratta da Internet (tutti i diritti appartengono al proprietario della foto).

    Dalla foto qui sopra si vede la forma terminale della pala del timone. Si intravvede anche una linguetta volgarmente chiamata “cerniera” .

     

    Parte alta della pala del timone della RRS Discovery tratta da Internet (tutti i diritti appartengono al proprietario della foto).

    Parte alta della pala del timone della RRS Discovery tratta da Internet (tutti i diritti appartengono al proprietario della foto).

    Da questa immagine d’epoca si deduce la forma superiore della pala del timone.
    Si vede anche l’elica in una posizione fuori asse (di cui tratterò nei prossimi post).

     

    La parte alta del timone della RRS Discovery a Dundee che emerge dall’acqua (tutti i diritti appartengono al proprietario della foto).

    La parte alta del timone della RRS Discovery a Dundee che emerge dall’acqua (tutti i diritti appartengono al proprietario della foto).

    Dalle foto della RRS Discovery ormeggiata a Dundee in Scozia si ricavano molte informazioni riguardo alla posizione e alle dimensioni della ferramenta di rinforzo della zona del timone e della poppa nel suo insieme.

     

    #9605

    arinf
    Moderatore

    IL TIMONE DI POPPA

    La pala del timone

     

    Con listelli di noce realizzo la pala del timone.

    Con listelli di noce realizzo la pala del timone.

    Anche la pala del timone verrà dipinta in seguito ed allora per costruirlo NON la ricavo da una tavoletta di legno ma bensì accosto ed incollo cinque o sei spezzoni di listello di noce a sezione quadrata da 5X5 mm.

    In questo modo la trama emergerà e si vedranno le linee di giunzione .

    Pratico anche il foro per il passaggio del perno centrale.

     

    Infilo il perno nella pala del timone.

    Infilo il perno nella pala del timone.

    Per simulare il perno sul quale ruota la pala utilizzo uno stuzzicadenti opportunamente assottigliato e pulito. Lo allineo lungo l’asse di rotazione.

    Per il momento non lo incollo ancora.

     

    Parte alta della linguetta che avvolge la femminella del timone della RRS Discovery tratta da Internet (tutti i diritti appartengono al proprietario della foto).

    Parte alta della linguetta che avvolge la femminella del timone della RRS Discovery tratta da Internet (tutti i diritti appartengono al proprietario della foto).

    Dalla foto storica si vede il complesso sistema di ancoraggio tra linguette, agugliotti e femminelle.

    Per realizzarlo in modo realistico devo SCOMPORRE e SEMPLIFICARE la compensa architettura di questa cerniera.
    Il timone rimarrà statico cioè non potrà ruotare verso destra o verso sinistra sul proprio asse.

    Molti modellisti invece preferiscono utilizzare delle cerniere commerciali per potere ruotare la pala anche se poi non la ruoteranno MAI.

     
     


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