REALIZZARE LE CORNICI ALLA BASE DELLE SOVRASTRUTTURE DEL PONTE

Una volta segnati i punti sul ponte essi vanno uniti a formare le zone quadrangolari da preparare anticipatamente.
Con l’uso di un compasso si verifica l’esattezza delle linee appena tracciate ed eventualmente si correggono.
Si tracciano pure una linea guida mediana e due linee ad essa parallele che aiuteranno a posizionare correttamente le cornici.

Partendo dagli spilli si tracciano le linee che demarcano le principali sovrastrutture del ponte.

Partendo dagli spilli si tracciano le linee che demarcano le principali sovrastrutture del ponte.

Si tracciano con una matita le linee che demarcano le principali sovrastrutture del ponte.

Per simulare al calafatura il bordo esterno va incollato su un comune foglio di carta nera.

Per simulare al calafatura il bordo esterno va incollato su un comune foglio di carta nera.

Per preparare i contorni della base delle sovrastrutture si prendono dei listelli da 1,5 mm di spessore per 3-5 mm di larghezza.
Il bordo sterno va incollato su un comune foglio di carta nera che simulerà la calafatura tra le singole tavole.
Siccome le dimensioni delle singole parti possono essere assai simili è opportuno marcarle ed incollarle in gruppo.

Si segna con una freccia anche la direzione del quadrilatero.

Si segna con una freccia anche la direzione del quadrilatero.

Si incolla una sottile striscia ci carta nera anche su un lato obliquo.

Si incolla una sottile striscia ci carta nera anche su un lato obliquo.

Si incolla una sottile striscia ci carta nera anche su un lato tagliato a 45°.
Per evitare qualsiasi possibilità di errore si incollano i singoli componenti un foglio di carta millimetrata.
Si segna con una freccia anche la direzione verso la prua del quadrilatero.

OSSERVAZIONE DEL PONTE

Prima di illustrare la tecnica per realizzare le cornici delle maggiori sovrastrutture del ponte è opportuno documentarsi osservando le immagini scattate a Londra nel 2006 (prima dell’incendio che ha distrutto il ponte originale).

Dalle foto originali si notano perfettamente le cornici attorno alle strutture maggiori.

Dalle foto originali si notano perfettamente le cornici attorno alle strutture maggiori.

In questa foto originale scattata a Londra si nota perfettamente come il tavolato sia interrotto dalle suddette “cornici” che hanno lo scopo di dare maggiore resistenza.
Basta osservare sopra la linea rossa.
Le cornici non sono sempre presenti, si osservi la potenza delle caviglie a destra nella foto (dove sono invece assenti).

Per essere il più fedeli possibile all’originale è di fondamentale importanza osservare la documentazione fotografica.

Dalle foto originali si notano gli incastri tra il tavolato del ponte ed il trincarino.

Dalle foto originali si notano gli incastri tra il tavolato del ponte ed il trincarino.

In questa foto si nota come il tavolato ai bordi dello scafo non sia tagliato in modo rettilineo ma viene invece sagomato con dei gradini.
Altro particolare importante è la sagoma della tavola di dimensioni maggiori (trincarino) che funge un po’ come i cerchi nelle botti tenendo ferme tutte le assi ed impedendo il movimento longitudinale.
Lo scafo del Cutty Sark è realizzato in parte in legno e in parte in ferro, qui è evidente il punto di passaggio; lo scafo superiore che è in metallo abbisogna di una sua struttura autoportante visibile (di colore rosso antiruggine).

Nel modello in scala 1:72 il singolo listello ha una larghezza di 1,5 mm e l’intaglio antispostamento sarebbe al massimo di soli 0,3 mm. troppo pochi per potere essere realizzato con successo ed è quindi meglio non riprodurre gli incastri.

Dalle foto originali si notano come le assi a prua assumano una larghezza maggiore.(king planks)

Dalle foto originali si notano come le assi a prua assumano una larghezza maggiore (king planks).

In questa foto si nota come le assi a prua (i king planks) assumano una larghezza maggiore.
Per meglio valutare le dimensioni effettive sono riportate le misure in scala.
La freccia rossa mostra la corretta posizione dei supporti dell’argano.
Osservate le frecce gialle e noterete il sistema di chiodatura dei ponti, le viti o bulloni vengono protette da un tappo in legno e sono assai poco visibili.

A volte è difficile identificare le aggiunte per i visitatori.

A volte è difficile identificare le aggiunte per i visitatori.

Qui si vede un particolare della prua: sbarre e reti chiudono uno spazio angusto.
La domanda che un modellista si pone riguarda il fatto che esse siano originali od aggiunte in seguito quale misura antinfortunistica per i visitatori?

Certi elementi quali targhe commemorative (sulla Vicory “qui fu colpito Nelson”), impianti antincendio (estintori a pioggia), uscire di scurezza od ancora faretti, lampadine ed impianti elettrici esterni per l’illuminazione notturna sono facilmente identificabili come “aggiunta turistica”, ma altri (come l’esempio qui sopra) sono molto difficili da identificare in quanto si tratta di un vano tecnico che può essere destinato per esempio a pollaio per la produzione di uova fresche che erano molto apprezzate in mare aperto.

 

PREPARAZIONE AL RIVESTIMENTO DEL PONTE

ome i tutti i velieri anche il ponte del Cutty Sark è arcuato a schiena d’asino.

ome i tutti i velieri anche il ponte del Cutty Sark è arcuato a schiena d’asino.

In questa foto si nota come il ponte del Cutty Sark non sia più parallelo ma leggermente arcuato, a schiena di asino.
La freccia BLU rappresenta la linea che si vede nelle tavole di costruzione che molto spesso erroneamente è disegnata parallela.
Le linee rosse segnano il punto di contatto tra il ponte e lo scafo  e risultano più basse di alcuni millimetri.

Il paiolato del Cutty Sark presenta delle cornici attorno alle cabine ed attorno ad alcune sovrastrutture, che dovranno essere realizzate prima di posare i singoli listelli che rivestiranno il ponte.

Traccio con una matita le sagome delle sovrastrutture del ponte.

Traccio con una matita le sagome delle sovrastrutture del ponte.

Ho realizzato due falsi ponti, uno è stato incollato allo scafo, l’altro invece mi serve verificare il posizionamento delle singole sovrastrutture e quindi vi è stato incollato sopra una fotocopia del ponte allestito.
Sopra di questo fisso con del nastro da carrozziere dei fogli di acetato semitrasparente.
È necessario riportare con la matita le sagome dei boccaporti, delle cabine e in genere di tutte le sovrastrutture.

Il foglio di acetato viene allineato al ponte.

Il foglio di acetato viene allineato al ponte.

Fisso il foglio di acetato sul ponte e verifico che sia in asse, una linea di mezzeria è stata tracciata sul ponte, un’ altra invece sul foglio e devono sovrapporsi perfettamente.

Punto degli spilli agli angoli delle sovrastrutture in modo da delimitare le cornici.

Punto degli spilli agli angoli delle sovrastrutture in modo da delimitare le cornici.

Agli angoli delle sovrastrutture che presenteranno una cornice pianto degli spilli.

Agli angoli delle cornici delle sovrastrutture rimangono piantati degli spilli

Agli angoli delle cornici delle sovrastrutture rimangono piantati degli spilli

Rimosso il foglio di acetato mi rimangono gli spilli in corrispondenza degli angoli delle cornici.

PROVA PRELIMINARE PER LA CALAFATURA DEL PONTE

Prima di procedere con il rivestimento dei ponti si deve valutare quale sistema utilizzare per simulare la calafatura delle tavole.

Qui sotto elenco i principali metodi:

  • – Colorare un bordo del listello di nero.
  • – Distanziare i listelli e riempire le fessure con dello stucco.
  • – Interporre tra i listelli del filo di refe nero.
  • – Usare per la calafatura un listello nero dallo spessore di 0,5 mm.
  • – Non usare nessuna calafatura.

Il sistema da me scelto è invece:

  • – Rivestire un bordo del listello con della carta nera.

Nel rivestire i ponti di una nave si usano dei listelli la cui dimensione deve essere il più vicina alla realtà.

Tra i listelli è interposto uno strato impermeabile composto da catrame e cordame.
Nel Cutty Sark la larghezza del fasciame dei ponti è di circa 12 cm a cui si deve aggiungere un altro centimetro per la calafatura.
Queste misure sono state acquisite dalle foto per cui potrebbero essere anche leggermente diverse.
La scala che ricordo è di 1:72 prevede una larghezza di 1,66 mm che arrotondo a 1,50 perché in commercio si trovano dei listelli da 1,5 x 1,5.
Per simulare il cm della calafatura (in scala è 0,1 mm) utilizzo della comune carta colorata di nero, ho scelto dei fogli leggermente più grossi.

La soluzione viene spiegata in modo esaustivo con le foto seguenti.

Su un foglio di carta nera si incollano dei listelli di tiglio

Su un foglio di carta nera si incollano dei listelli di tiglio

Il primo passaggio consiste nell’incollare i listelli sul foglio di carta nera. Una volta spalmata la colla sulla carta si adagiano dolcemente un gruppetto di 8, 10 listelli e si preme con le dita molto dolcemente ed una sola volta.

I listelli sono solo affiancati ma non incollati tra i loro

I listelli sono solo affiancati ma non incollati tra i loro

Si deve prestare attenzione a non incollare anche i singoli listelli altrimenti non si potranno separare e andranno scartati.

Con un cutter affilato separo i singoli listelli

Con un cutter affilato separo i singoli listelli

Con un cutter affilato separo i singoli listelli, la lama deve essere sempre affilata e va cambiata non appena incomincia a “strappare” il sottostante foglio di carta nera.

Si deve prestare attenzione a non rovinare i lati dei listelli, in quanto sono di legno di tiglio e quindi molto delicati.

Ecco come si presentano i listelli: il lato “nero” è ricoperto dalla carta colorata.

La carta colorata di nero che simula la calafatura è presente solo su un lato

La carta colorata di nero che simula la calafatura è presente solo su un lato

Eseguo una prova tecnica per verificare il risultato nel suo insieme.
Incollo i listelli facendo attenzione che il lato con la carta nera sia rivolto sempre dalla stessa parte.
Questa foto è stata scattata prima della carteggiatura.

Verifica delle misure su un rivestimento del test

Verifica delle misure su un rivestimento del test

In questo ingrandimento ho riportato le misure reali del listello di tiglio di sezione quadrata e misura 1,5 mm per lato.
Anche questa foto è stata scattata prima della carteggiatura.

Si verifica, anche visivamente, che l’effetto d’insieme sia realistico

Si verifica, anche visivamente, che l’effetto d’insieme sia realistico

Questa foto è invece stata scattata dopo la carteggiatura.

Questa prova visiva è indispensabile per valutare sul “a colpo d’occhio sul campo” e se un tipo di lavorazione è praticabile o meno considerando:

  • – I tempi di lavorazione.
  • – I costi da sostenere.
  • – Gli attrezzi da utilizzare.
  • – La pianificazione del lavoro.

Il test per la calafatura ha dato un esito positivo, le proporzioni tra il legno e la calafatura sono coerenti e proporzionate.

Quando si eseguono delle prove tecniche non si spreca mai il proprio tempo, infatti le difficoltà e gli errori che emergeranno saranno limitati al solo test di prova e saranno risolti prima di procedere  con il lavoro reale.

RIVESTIMENTO SECONDO FASCIAME:

LA PRUA

Le aree a prua vengono chiuse con listelli sagomati

Le aree a prua vengono chiuse con listelli sagomati

A prua lo scafo si alza e l’aera compresa tra l’opera viva e il listello guida va chiusa con dei listelli sagomati.
Le frecce gialle indicano i punti di partenza del listello ad altezza intera.
Si noti anche il nastro di carta che serve per fissare i singoli listelli mentre la colla si asciuga.

La prua è rivestita, manca solo il castello che verrà completato dopo la posa del relativo ponte

La prua è rivestita, manca solo il castello che verrà completato dopo la posa del relativo ponte

Per conferire una maggiore profondità alle varie sezioni dello scafo utilizzo due diverse essenze di noce, quello più chiaro con le venature più grezze viene adoperato al di sotto del ponte di batteria, mentre il noce più scuro e con le venature più compatte è utilizzato per la parte superiore che arriva fino al bordo del ponte di coperta.

 

RIVESTIMENTO SECONDO FASCIAME

LA POPPA

La chiusura dello specchio di poppa richiede un impegno maggiore

La chiusura dello specchio di poppa richiede un impegno maggiore

Rivestire lo specchio di poppa è più complesso a causa della doppia curvatura di quest’area dello scafo ed è necessario un impegno maggiore.
In questa foto si può notare anche il rivestimento aggiuntivo nella parte superiore dello scafo che è ancora in fase di lavorazione.

La chiusura dello specchio di poppa richiede una curvatura particolare dei listelli

La chiusura dello specchio di poppa richiede una curvatura particolare dei listelli

Altro particolare della lavorazione della poppa dove i listelli assumono una curvatura particolare ed impegnativa.

I listelli vanno incollati uno alla volta senza fretta.

Quest’area assume una curvatura convessa e si renderà necessario asportare maggiore materiale dai listelli, tuttavia lo spessore dei listelli è lo stesso del resto dello scafo cioè di 1 mm.

Vista della poppa con il secondo fasciame ultimato

Vista della poppa con il secondo fasciame ultimato

Si noti come la curva dello scafo abbia richiesto a poppa un trattamento di carteggiatura più invasivo del previsto con la conseguenza di una maggiore asportazione di materiale che ha portato alla luce lo strato di listelli sottostante.
Siccome il tutto verrà colorato non si noterà questa anomalia.

IL LISTELLO GUIDA DEL SECONDO FASCIAME

La parte dello scafo che rimane sommersa nell’acqua prende il nome di “opera viva” mentre la parte che ne rimane fuori si chiama “opera morta”.

Lo scafo nell’opera viva è stato rivestito con listelli da 5 mm di larghezza per 0,5 mm di spessore in due essenze diverse ottenendo un effetto zebrato che mi aiuterà nella delicata fase del successivo rivestimento con delle lastre di rame.
L’opera morta cioè la parte emersa dello scafo invece va rivestita con una listellatura finale, la larghezza del listello è calcolata su 2 mm che corrispondono a circa 15 cm reali, una larghezza assai vicina al vero.
L’andamento dei corsi di fasciame tende a salire rispetto al rivestimento in rame in quanto segue la naturale insellatura dello scafo e non la linea di galleggiamento.

IL LISTELLO GUIDA DEL SECONDO RIVESTIMENTO

Anche per il secondo rivestimento ci si deve avvalere dell’ausilio di un listello guida che andrà incollato con molta attenzione facendolo combaciare con l’andamento di un ponte posto sotto coperta.

Siccome il ponte non è visibile dall’esterno dello scafo e, nei Clipper da trasporto quali il Cutty Sark nemmeno era presente, lo si dovrà posare un po’ ad occhio assecondando la linea armoniosa dell’imbarcazione.

L’opera morta andrà in seguito colorata di nero ed ho utilizzato quale listello guida uno di noce ma di colore più scuro.

Questo trucco permette di controllare visivamente l’insellatura di uno scafo

Questo trucco permette di controllare visivamente l’insellatura di uno scafo

Per allineare i corsi di fasciame con un andamento a salire ho optato per incollare degli spezzoni di listello nei punti in cui partono ad altezza intera.
Le Frecce blu indicano i punti dove questi vanno incollati.

Ingrandimento dei punti da dove partono i corsi ad altezza intera

Ingrandimento dei punti da dove partono i corsi ad altezza intera

Nell’ingrandimento (aimè sfocato) sono visibili le quote da due e tre listelli sovrapposti evidenziati dai puntini azzurri.
La freccia rossa invece indica l’andamento a salire del listello guida.

Il listello guida a centro nave corre parallelo allo scafo

Il listello guida a centro nave corre parallelo allo scafo

Il listello guida per il secondo rivestimento va posato assecondando la linee armoniose dello scafo, al centro scorre parallelo alla linea di demarcazione tra l’opera viva e quella morta mentre sale verso la poppa e la prua.

Curva parabolica a prua dell’insellatura del Cutty Sark

Curva parabolica a prua dell’insellatura del Cutty Sark

Le diverse quote dell’insellatura vengono evidenziate dalle frecce azzurre.
Le frecce azzurre indicano i punti di partenza dei listelli ad altezza intera. Nello scafo del Cutty Sark sono in tutto cinque:
Si deve notare come la distanza tra due punti tenda a diminuire seguendo una linea parabolica.

LE FASI PRELIMINARI ALLA POSA DEI PONTI

Le dime dei ponti del Cutty Sark

Le dime dei ponti del Cutty Sark

Per realizzare i ponti utilizzo del compensato di betulla da 1 mm di spessore, la lastra misura 100 cm di lunghezza per 20 cm di larghezza.
Ritaglio le fotocopie dei disegni raffiguranti i ponti e le incollo sul compensato, l’unica attenzione va posta sul mantenere l’allineamento dei vari disegni.
Le dime per la realizzazione dei ponti sono così concluse.

La dima del ponte di poppa

La dima del ponte di poppa

Inizio dalla poppa, incollo per primo un foglio di compensato spesso due millimetri che funge da falso ponte e sopra ad esso blocco con degli spilli la dima appena realizzata.

È importante che il ponte sia perfettamente parallelo e perfettamente centrato rispetto alla mezzeria. A tale proposito ho effettuato le misurazioni con un compasso anziché con un più comune righello. La classica curva a schiena d’asino verrà ricreata in uno step successivo.

CORREZIONE DEL PONTE DI COPERTA

correzione delle quote per il di coperta

correzione delle quote per il di coperta

Quando si commettono degli errori nelle fasi iniziali della costruzione questi devono essere SUBITO individuati e corretti altrimenti produrranno altri errori a cascata.

Nella fattispecie è presente una differenza di circa 0,8 mm tra i due lati dello scafo che con ogni probabilità è derivato dall’errore di simmetria della chiglia che a sua volta ha creato un leggero dislivello nella zona poppiera.

La correzione non è difficile ma presenta alcune criticità che non devono essere sottovalutate.
Per prima cosa metto a bolla il bordo dello scafo rivestito utilizzando un listello (freccia BLU) che viene fissato solo con degli spilli.
Sopra di questo viene posato un secondo listello (freccia ROSSA) che viene incollato sul bordo della murata quale estensione dei listelli applicati in precedenza.

Affinché la colla non blocchi tutti e due i listelli viene interposto del nastro da carrozziere.

Infine con la cartavetro pareggio il livello del ponte in modo che le due murate abbiano la medesima altezza.
Anche se l’errore è inferiore al millimetro va comunque aggiustato.
Il tempo speso per questo ritocco si aggira attorno alle tre ore.

IL SECONDO FASCIAME

Per rivestire lo scafo con il secondo fasciame utilizzo due essenze differenti quali il noce e il tiglio, ambedue hanno una larghezza di circa 5 mm e uno spessore di 0,5 mm, a dire il vero i listelli di tiglio sono leggermente più larghi.

L’opera viva verrà ulteriormente rivestita con lastre di rame, ho trovato in commercio dei rotoli di strisce di rame da 5,4 mm di larghezza per 33 metri di lunghezza che si adattano perfettamente alla scala del modello.
Ho alternato le essenze in modo da avere delle linee chiaro scure che mi aiutino negli step successivi.

La linea guida di galleggiamento

La linea guida di galleggiamento

Fissando una matita ad un blocchetto di legno di altezza adeguata traccio la linea di galleggiamento su ambedue i lati dello scafo. Nella foto è evidenziata dalle frecce BLU.

La listello guida sulla linea di galleggiamento

La listello guida sulla linea di galleggiamento

Fisso il primo IMPORTANTISSIMO listello al di sotto della linea di galleggiamento che sarà successivamente rivestito da una striscia continua di lastre di rame.
Per bloccare i listelli il tempo necessario all’asciugatura della colla utilizzo del comune nastro da carrozziere.
La colla vinilica va spalmata sul listello facendo attenzione che nessuna parte ne sia scoperta altrimenti si solleverà e formerà una bolla difficile da eliminare.

Non si deve aver fretta e si deve aspettare il tempo necessario affinché la colla si asciughi.
In pratica si posa il listello successivo dopo almeno 0 o 12 ore.

Lo scafo zebrato

Lo scafo zebrato

A lavoro quasi ultimato si notano le strisce di diverso colore che formano un bizzarro effetto zebrato dell’opera viva.

Ricordo che questo NON si vedrà assolutamente perché verrà rivestito con delle lastre di rame.

CORREZIONE DELLA CHIGLIA

Prima di iniziare il rivestimento del secondo fasciame è opportuno effettuare tutte le verifiche alla struttura dello scafo nel suo insieme per poter correggere eventuali piccole imperfezioni in quanto a rivestimento ultimato la sagoma rimarrà pressoché uguale e i difetti non saranno eliminabili successivamente.

piccola correzione della chiglia

piccola correzione della chiglia

Da questi controlli è emerso che la poppa è più bassa di mezzo millimetro, metto quindi a bolla la chiglia e correggo il difetto aggiungendo un piccolo spessore.

IL PRIMO FASCIAME DELLA POPPA

La poppa presenta una curva differente rispetto al resto dello scafo.
Infatti tende sia ad alzarsi sia a sporgere verso l’esterno per consentire l’aggancio del timone.

La zona della poppa ancora scoperta

La zona della poppa ancora scoperta

Essendo una curva particolarmente impegnativa ho preferito lasciare questo spazio scoperto per velocizzare la fase di rivestimento del primo fasciame del resto dello scafo.

Vista dal basso dopo il rivestimento con listelli di tiglio

Vista dal basso dopo il rivestimento con listelli di tiglio

Inizio la chiusura della poppa incollando degli spezzoni di listello.

Vista dall'alto dopo il rivestimento con listelli di tiglio

Vista dall’alto dopo il rivestimento con listelli di tiglio

Dopo questa prima fase, a dire il vero un po’ spartana, il rivestimento visto dall’alto si presenta come visibile nella foto qui sopra.

La zona della poppa da rivestire viene demarcata con un curvilinee

La zona della poppa da rivestire viene demarcata con un curvilinee

Il rivestimento iniziale serve principalmente per chiudere gli spazi vuoti, poi con l’ausilio di un curvilinee segno l’esatta posizione che andrà coperta con un successivo strato di listelli.

Nella zona della poppa si devono aggiunger altri listelli

Nella zona della poppa si devono aggiunger altri listelli

Si armonizza anche la zona di congiunzione tra lo specchio di poppa e lo scafo.