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  • #6477

    arinf
    Moderatore

    COMPLETAMENTO DEL PONTE

    Con dei cunei si rinforza la giunzione tra il falso ponte e il ponte di poppa.

    Con dei cunei si rinforza la giunzione tra il falso ponte e il ponte di poppa.

    Riempio gli spazi vuoti e al contempo rinforzo l’area tra il ponte di appoggio piatto e il falso ponte arcuato a schiena d’asino con il solito metodo dei cunei intrisi di colla vinavil.
    In questo modo la parte libera del ponte non sarà rigida e non si fletterà nelle successive fasi lavorative.

    Si riveste con listelli di noce la paratia del castello di poppa che successivamente andrà dipinta di bianco.

    Si riveste con listelli di noce la paratia del castello di poppa che successivamente andrà dipinta di bianco.

    Inserisco la cornice che delimita la parte aperta del ponte del castello di poppa e listello la paratia che successivamente sarà dipinta di bianco.

    #8874

    arinf
    Moderatore

    MORDENTE DEL PONTE

    PREPARAZIONE DEL COLORE

    Devo realizzare un colore uniforme e realistico che non risulti essere però troppo piatto come una bomboletta spray o al contrario con contrasti troppo marcati in stile naif.

    Scelgo il mordente in un colorificio commerciale e destinato da un uso professionale per il trattamento del mobilio domestico.
    Non lo acquisto in un negozio di modellismo perché è molto più caro e perguinta di qualità decisamente inferiore.
    La bustina visibile nella foto qui sotto va diluita tra uno e cinque litri di acqua a seconda della copertura voluta.

    Adopero una bustina di mordente teak bruno solubile in acqua.

    Adopero una bustina di mordente teak bruno solubile in acqua.

    Ne utilizzo una piccolissima quantità (circa mezzo grammo) e la posiziono al centro di un piattino di plastica.

     

    Adopero una piccola punta di morente.

    Adopero una piccola punta di mordente.

    Stempero la polvere con poca acqua in modo da eliminare qualsiasi grumo o concentrazione di colore.

     

    Diluisco la punta del mordente con il doppio dell’acqua.

    Diluisco la punta del mordente con il doppio dell’acqua.

    Il colore così ottenuto va ulteriormente diluito con un bicchiere di acqua.

     

     

    COLORARE LA POPPA

    Il tavolato visibile a poppa non è molto e per ottenere un risultato realistico preferisco dipingerlo in modo uniforme partendo dal centro per poi spostarmi verso i bordi.

    Per sicurezza eseguo una prova colore. (Nella foto qui sotto si tratta della macchia visibile al centro del ponte di poppa che verrà in seguito coperto dalla tuga).

    Il ponte di poppa viene trattato con il morente.

    Il ponte di poppa viene trattato con il mordente.

    Utilizzo un pennello tondo e largo (visibile nella foto con la bustina del mordente).
    Applico il mordente in modo estremamente veloce pennellando lungo la direzione dei corsi di fasciame.
    Ho impiegato meno di 10 secondi per colorare l’intero ponte di poppa.

     

     

    COLORARE IL CENTRO DELLA NAVE

    Per colorare il centro della nave in modo più realistico adotto la tecnica delle macchie di leopardo.
    Anche qui utilizzo lo stesso pennello tondo e largo utilizzato per la poppa.

    Le tre foto che seguono illustrano chiaramente il concetto.

    Prima foto del ponte a macchia di leopardo.

    Prima foto del ponte a macchia di leopardo.

     

    Seconda foto del ponte a macchia di leopardo.

    Seconda foto del ponte a macchia di leopardo.

     

    Terza foto del ponte a macchia di leopardo.

    Terza foto del ponte a macchia di leopardo.

     

    Alla fine coloro tutto il ponte.

    Particolare della prima mano di mordente.

    Particolare della prima mano di mordente.

    Colorando a macchia di leopardo vi saranno delle aree sovrapposte in cui ci sarà una maggiore quantità di mordente che renderà più scuro quel tratto di ponte.

     

     

    COLORARE LA PRUA

    Applico il mordente sul castelletto di prua partendo dalla mediana del ponte dove corrono delle tavole particolarmente robuste chiamate “king planks” per poi trattare alternativamente i due lati.

    La prua viene trattata in meno di 10 secondi.

    La velocità del trattamento permette di uniformare le pennellate e sfumare eventuali zone con maggiore concentrazione di mordente.

    Particolare della prua del Cutty Sark.

    Particolare della prua del Cutty Sark.

    Tutto il ponte è stato trattato con il mordente ed il tempo impiegato è stato ci circa un minuto e mezzo.

    La velocità del trattamento permette di uniformare le pennellate e sfumare eventuali zone con maggiore concentrazione di mordente evitando macchie troppo più scure e quindi antiestetiche.

     

    #8875

    arinf
    Moderatore

    MORDENTE DEL PONTE

    CARTEGGIARE LA PRIMA MANO

    Dopo la prima mano di mordente tutto il ponte va carteggiato accuratamente.
    Utilizzo della carta vetrata finissima e carteggio seguendo il tavolato.
    Riesco ad asportare quasi tutto il mordente deposito in superficie ma ovviamente non quello penetrato delle fughe.

    L’effetto del centro del ponte dopo la carteggiatura.

    L’effetto del centro del ponte dopo la carteggiatura.

    L’effetto ottenuto carteggiando il centro del ponte.

     

    L’effetto del ponte a prua dopo la carteggiatura.

    L’effetto del ponte a prua dopo la carteggiatura.

    L’effetto del ponte del castello di prua dopo la carteggiatura.

     

     

    SECONDA MANO DEL MORDENTE

    La seconda mano di mordente va data in modo veloce ed in modo uniforme, cioè senza usare la tecnica delle macchie di leopardo.

    Il mordente va ulteriormente diluito di un altro 50% che compensa l’acqua evapora in due o tre giorni ed allunga il colore per renderlo meno coprente.

    Dopo la seconda mano di mordente il ponte appare uniforme.

    Dopo la seconda mano di mordente il ponte appare uniforme.

    Dopo aver steso la seconda mano di mordente il ponte appare uniforme.

    La calafatura del tavolato ha perso quel colore nero assoluto dato dalla carta incollata sui listelli ed è diventata grigiastra e molto realistica.

     

     

    CARTEGGIARE LA SECONDA MANO

    Anche la scenda mano di mordente deve essere carteggiata in modo accurato ma meno invasivo della prima.

    La seconda carteggiatura (che pochi modellisti fanno) serve per rendere più chiara ed opaca la superficie che altrimenti sarebbe troppo forte.

    Non utilizzo la carta vetrata ma della paglietta di ferro in modo da evitare i segni lasciati dalla stessa carta vetrata.
    Per eliminare ogni residuo metallico il ponte va poi pulito con una bomboletta di aria compressa.

    Dopo la carteggiatura della seconda mano il ponte appare più chiaro.

    Dopo la carteggiatura della seconda mano il ponte appare più chiaro.

    Dopo la carteggiatura con la paglietta di ferro il tavolato del ponte perde la sua lucentezza ed appare anche più chiaro.

     

    Vista del ponte finito.

    Vista del ponte finito.

    Nella foto qui sopra si vede il ponte ora finito.

     

    #9237

    arinf
    Moderatore

    COSTRUIRE IL DIRITTO DI PRUA

    Applicazione del diritto di prua

    Il diritto è molto lungo perché aiuta a mantenerlo perfettamente in asse con lo scafo.

    Il diritto è molto lungo perché aiuta a mantenerlo perfettamente in asse con lo scafo.

    Si noti il rivestimento definitivo del ponte, con il mordente perfettamente regolare e meno vistoso di come era visibile negli step precedenti.
    Ho utilizzato un colore teak scuro, leggermente biondo.

    Per il diritto di prua utilizzo uno spezzone di legno di noce da 5×5 mm.
    Lo incollo col la Vinavil e lo mantengo in posizione con del nastro da carrozziere.

    Il diritto è volutamente molto lungo perché osservandolo dal davanti mi è più facile correggere eventuali inclinazioni e mantenerlo perfettamente in asse con lo scafo (freccia ROSSA).

     

    Il diritto è bloccato in asse con il nastro da carrozziere.

    Il diritto è bloccato in asse con il nastro da carrozziere.

    Una vista laterale scattata mentre la colla si asciuga e il diritto è mantenuto in posizione con del comune nastro di carta.

     

    Il diritto di prua è fissato in modo definitivo e tagliato su misura per permettere il passaggio del Bompresso.

    Il diritto di prua è fissato in modo definitivo e tagliato su misura per permettere il passaggio del Bompresso.

    Il listello in noce che aveva una sezione di 5×5 mm. è stato sagomato a triangolo in modo ad avere lo spigolo del frangiflutti di soli 2 mm. di larghezza.
    È stato tagliato al di sotto del foro per il passaggio dell’albero di Bompresso. (vedi freccia GIALLA).

    Le piccole imperfezioni verranno riempite con dello stucco fatto con colla aliphatica e polvere di legno.

     

    Fasi di realizzazione del timone di poppa e del diritto di prua.

    Fasi di realizzazione del timone di poppa e del diritto di prua.

    Con la fotocopia in scala del modellino del Cutty Sark realizzo la parte alta del diritto di prua che assume una forma arcuata.
    Lo costruisco incollando alcuni listelli di noce dallo spessore di 2 mm.
    A colla asciutta procederò a sagomare l’arco interno e realizzare così la forma esatta.

    In modo analogo realizzo anche la pala del timone.

    #9341

    arinf
    Moderatore

    RIVESTIRE LO SCAFO IN RAME

    Lo scafo in rame è stato terminato.

    Lo scafo in rame è stato terminato.

     

    Questi sono stati i commenti dei moderatori quando hanno visto le prime fotografie in anteprima.

    jack.aubrey
    Moderatore

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    Inserito il – 13/01/2009 : 09:25:31

    Carissimo Arinf1963.
    Nei tuoi prossimi messaggi prevedo che affronterai l’argomento

    “rivestimento in rame”

    del Cutty Sark. Lo so per il fatto di aver potuto in anteprima vedere le tue immagini quando le hai caricate sul sito DeA e ho dovuto approvarle.

    Scrivo quindi questo messaggio con il preciso intento di convincerti a spiegare la tecnica da te utilizzata per questa operazione al livello massimo di dettaglio possibile.

    Come sai sono molto attento a ricercare argomenti nuovi e attuali, vedi certe discussioni da me aperte e sviluppate, e sono convinto che questo sia un argomento di ESTREMO INTERESSE, per tutti i modellisti in generale e per me in particolare.

    Tra l’altro molti si accingono a costruire la USS Constitution che, dalle foto pubblicate nei fascicoli, avrà l’opera viva finita in legno. Quindi di sicuro qualcuno si farà venire l’idea di farla come era veramente, cioè con le piastre di rame e quindi l’argomento è decisamente attuale.

    Se te la senti, potresti addirittura aprire una discussione specifica, chissà di non riuscire ad ampliare con il contributo di altri l’argomento. Saluti. Jack.Aubrey.

    steverc
    Moderatore

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    Inserito il – 29/10/2008 : 22:26:51

    La tua tecnica è talmente semplice da apparire banale, ma il risultato è quanto di più fine io abbia mai visto, le chiodature sono perfettamente adeguate alla scala e infinitamente migliori di quelle delle piastrine che si comprano nei negozi di modellismo.

    Ottimo, continua così, spiegazione molto accurata. Mi sembra un sistema decisamente alternativo ai soliti descritti anche dai “guru”, ma a tutta prima molto efficace. Ciao.

     

    #9342

    arinf
    Moderatore

    RIVESTIRE LO SCAFO IN RAME

    misure delle piastre di rame e la chiodatura

     

    Da fonti ANB (Associazione Navimodellisti Bolognesi) il sistema inglese prevedeva che le misure fossero di 1.219 millimetri di lunghezza per 413 millimetri di larghezza e 1 millimetro di spessore .
    Queste singole piastre venivano sovrapposte le une alle altre per circa 30 millimetri.
    Venivano montate a file continue che seguivano la curvatura dei corsi di fasciame.
    La sovrapposizione avveniva da poppa verso prua e dalla linea di galleggiamento verso la chiglia. Vi era infine una fila di lastre parallele alla stessa linea di galleggiamento.
    Per fissare le singole lastre venivano utilizzati un alto numero di chiodi, circa 80 sui quattro bordi ed altri 80-100 in mezzo con distanze regolari.

    Le dimensioni delle piastre tradotte in scala sarebbero di 16,9 mm per 5,7 mm, la sovrapposizione delle piastre pesa per uno 0,4 mm (trascurabile).

    Per simulate in modo realistico la chiodatura ho osservato con molta attenzione ed occhio critico sia gli scafi di barche reali di 4-6 metri di lunghezza , sia la riparazione di alcune di esse (abito in una città di mare). Ho osservato anche le foto degli scafi rivestiti da altri maestri modellisti e per finire ho analizzato come io (e tutti gli altri) utilizzo i chiodi per fissare un oggetto sul legno.

    Ho pure effettuato una prova tecnica (in cantina) inchiodando un foglio di ottone da 0,8 mm di spessore su un’asse di legno ed ho notato come sia facile penetrare con la testa del chiodo nel legno stesso affogandolo completamente.
    Per scrupolo ho pure inchiodato un secondo foglio di ottone lasciando questa volta le teste dei chiodi a “vista” notando come la chiodatura fosse meno resistente consentendo alla lastra un certo gioco.

    Conclusione:
    I CHIODI NON SPORGONO AFFATTO DALLA FIANCATA DELLO SCAFO MA AL CONTRARIO VENGONO BATTUTI CON FORZA E IN PROFONDITÀ’.

     

    Esempio di uno scafo rivestito in rame utilizzando delle si gole piastrine commerciali.

    Esempio di uno scafo rivestito in rame utilizzando delle si gole piastrine commerciali.

    Il modellista (sconosciuto) ha rivestito questo scafo utilizzando le piastre in rame reperibili nei negozi di modellismo, si può osservare come siano stati simulati i chiodi con soli 7 punzoni sul lato maggiore e 3 su quello minore, inoltre la chiodatura è presente su tutti e quattro i lati della piastra.
    Ricordo che le lastre venivano sovrapposte e di conseguenza i chiodi univano contemporaneamente due lastre allo scafo.
    Esse seguivano il corso del fasciame ed è presente una sola e non due file di chiodi tra le singole lastre.

     

    La foto scattata a Londra nel 2006 mostra come venivano inchiodate le lastre di rame sullo scafo.

    La foto scattata a Londra nel 2006 mostra come venivano inchiodate le lastre di rame sullo scafo.

    In questa foto del Cutty Sark scattata a Londra (nel 2006) si vede come venivano fissate le singole lastre (linee ROSSE), si vedono anche i tipi e la quantità di chiodi presenti (linee BLU)
    Osservando attentamente il riquadro rosso in basso si nota come le teste dei chiodi non sporgano affatto.

    #9343

    arinf
    Moderatore

    RIVESTIMENTO DELLO SCAFO IN RAME

    la scelta del materiale

     

    Un rotolo di rame acquistabile nei negozi per artisti.

    Un rotolo di rame acquistabile nei negozi per artisti.

    Per eliminare qualsiasi dubbio ho scattato una foto del rame da me acquistato.
    Si nota anche la larghezza di 5,56 mm che si avvicina moltissimo al 5,7 mm da me richiesta.
    Per completezza la ditta fabbrica lo stesso prodotto anche con altre altezze.
    La lunghezza del rotolo è di 33 metri con uno spessore di 3 micron.

     

    Un rotolo di rame parzialmente srotolato acquistabile nei negozi per artisti.

    Un rotolo di rame parzialmente srotolato acquistabile nei negozi per artisti.

    Qui sopra il rotolo aperto.

    Per rivestire tutto lo scafo mi occorrono un rotolo e mezzo. Ne acquisto quindi due.
    Nel 2009 ho pagato 12,90 euro per due rotoli di rame.

    #9410

    arinf
    Moderatore

    RIVESTIMENTO DELLO SCAFO IN RAME

    Simulare la chiodatura delle piastre di rame

     

    Dopo la dovuta prefazione inizio ora la descrizione particolareggiata del rivestimento.

    La dima di legno con segnate la lunghezza delle lastre di rame.

    La dima di legno con segnate la lunghezza delle lastre di rame.

    Utilizzo un legno angolare di 3 cm per lato lungo 1 metro acquistato nelle ferramenta.
    Con un compasso e una squadra segno delle linee di riferimento distanziate di 17 mm.

     

    Una striscia di rame appoggiata sulla dima di legno.

    Una striscia di rame appoggiata sulla dima di legno.

    La striscia presenta un lato a vista in rame e un retro adesivo protetto da uno strip.

     

    Si incidono i primi chiodini verticali sulla striscia di rame.

    Si incidono i primi chiodini verticali sulla striscia di rame.

    Su ogni lastra lunga appena 17 mm devono essere impressi 80 chiodi cioè 1 ogni 0,2 mm.

    La realizzazione a mano non è possibile mentre costruire o assemblare un timbro o tampone utilizzando degli spilli risulterebbe altrettanto difficile se non addirittura impossibile.
    Per risolvere questo problema ho trovato una soluzione ingegnosa che è assai facile: basta infatti usare i denti di un seghetto di precisione da modellista facilmente reperibile e dal costo di 5 -10 euro.

    Osservando bene il seghetto si notano tre giri di nastro di carta da carrozziere che servono per aumentare lo spessore del seghetto di qualche decimo di millimetro.

    Basta esercitare una leggera pressione e i dentini del seghetto lasceranno l’impronta sul rame.

     

    Si incidono tutte le serie dei chiodini verticali.

    Si incidono tutte le serie dei chiodini verticali.

    Le impronte lasciate dal seghetto imitano alla perfezione tutte le serie dei chiodini verticali.

     

    Si incidono le prime serie di chiodini orizzontali.

    Si incidono le prime serie di chiodini orizzontali.

    Il nastro di carta da carrozziere avviluppato sulla lama serve per aumentare lo spessore del seghetto di qualche decimo di millimetro e permettere ai dentini di incidere il rame all’interno della striscia e non proprio sul bordo.

    La carta inoltre mantiene costante la distanza delle punzonature di circa 2 decimi di millimetro.

    La striscia di rame con incise le linee di chiodatura verticali va spostata su un blocchetto di legno duro ed INCIDO SOLO SU UN LATO i chiodini orizzontali.
    La luce del flash della macchina fotografica mette in evidenza i fittissimi dentini del seghetto.

     

    I chiodini orizzontali rimangono distanziati dal bordo della striscia di rame.

    I chiodini orizzontali rimangono distanziati dal bordo della striscia di rame.

    Nella foto qui sopra si vede un listello di rame finito.

    Si nota come i segni lasciati dal seghetto non siano assolutamente perfetti ma presentino delle leggere differenti inclinazioni.
    A tale proposito questo listello è uno dei più “sghembi” da me realizzati ed inoltre nell’immagine l’errore appare ingrandito perché le dimensioni del listello appaiono più grandi di circa il doppio.

     

    #9411

    arinf
    Moderatore

    RIVESTIMENTO DELLO SCAFO IN RAME

    Preparare lo scafo

     

    Dopo le spiegazioni su come ho realizzato i chiodini delle singole lastre di rame inizio il rivestimento vero e proprio.
    Credo sia scontato che non rivestirò lo scafo lastra per lastra ma per “listelli di rame”.

    Lo scafo è ancora al grezzo.

    Lo scafo è ancora al grezzo.

    Lo scafo viene trattato con un impregnate in modo tale che le fibre siano compatte e non assorbano più l’umidità che altrimenti porterebbe ad un distacco del rivestimento.

     

    Il barattolo di impregnate per legno che ho utilizzato.

    Il barattolo di impregnate per legno che ho utilizzato.

    Quale impregnante utilizzo un prodotto di qualità acquistabile nei colorifici.

    Tratto la scafo con tre mani alternate da una leggera carteggiatura con la lana di ferro affinché lo scafo risulti essere perfettamente liscio.

     

    Lo scafo trattato con l’impregnate si presenta duro e liscio quasi vetroso.

    Lo scafo trattato con l’impregnate si presenta duro e liscio quasi vetroso.

    Dopo il trattamento toccando lo scafo questo si presenta duro e liscio quasi vetroso.

     


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