Come piegare il listello dell’orlo.

L’impavesata è la parte dello scafo che parte dal ponte di coperta e si sviluppa in altezza per circa un metro e venti, un metro e mezzo. Protegge le merci , le attrezzature e l’equipaggio dalla caduta in mare e termina con un orlo. Nella parte centrale dello scafo è normalmente in legno e/o ferro mentre sul castelletto di prua si limita ad una semplice “ringhiera” metallica (candelieri).

La funzione principale dell’orlo è quella di “chiudere” le mura ed impedire che i corsi si allarghino durante la navigazione, di fatto rappresentano l’ultimo incintione e sono fissati agli scalmotti dell’impavesata (l’ossatura verticale dello scafo).

Le dimensioni dell’orlo sono tutto sommato ragguardevoli infatti sono larghi da 25 a 50 cm e spessi da 4 a 10 cm in base alla grandezza dello scafo. L’orlo e costruito assemblando delle assi di legno unite per mezzo di incastri speciali che rendono la struttura molto resistente.

Nel modellismo spesso si tende ad utilizzare un unico listello eventualmente sagomato a poppa per assecondare la curva dello scafo.

Questo sistema presenta parecchie difficoltà:

  • piegare il listello dalla parte più stretta
  • evitare che il listello si “imbarchi” quando lo si incolla sugli scalmotti
  • realizzare l’orlo in più pezzi alcuni dei quali sono sagomati
  • garantire uno spessore uniforme (soprattutto a poppa)

Il metodo migliore e più sicuro consiste nell’utilizzare un sistema a listelli composito costituito da cinque o sei listelli di legno di noce incollati tra di loro.

Questo metodo però è molto più laborioso.

Il primo step consiste nel costruirsi una dima in legno di balsa che riproduca fedelmente la curvatura della poppa.

Mi devo costruire una dima in legno di balsa che riproduca la curvatura dello specchio di poppa.

Mi devo costruire una dima in legno di balsa che riproduca la curvatura dello specchio di poppa.

Come si vede nell’immagine qui sopra la freccia ROSSA evidenzia una tavoletta di legno di basa dallo spessore di cinque millimetri mentre quella BLU la curva dello specchio di poppa della RRS Discovery.

 

La dima garantirà una perfetta curvatura all’orlo della RRS Discovery della spedizione BANZARE.

La dima garantirà una perfetta curvatura all’orlo della RRS Discovery della spedizione BANZARE.

Il lavoro non è particolarmente difficile perché la balsa è un legno leggero che si lavora facilmente e senza sforzo, tuttavia la curva deve essere realizzata in modo accurato e molto preciso.

 

Come incollare i listelli:

Apro una parentesi per spiegare velocemente come incollo i listelli di legno.

Step 1)

listello noce curva impavesata Step 1 di come si incollano dei listelli di noce per aumentare lo spessore.

Prendo alcuni listelli di noce da due millimetri di altezza e mezzo millimetro di spessore. (Osserva la freccia ROSSA).

Step 2)

Step 2 di come si incollano dei listelli di noce per aumentare lo spessore.

Cospargo di colla vinilica un lato del primo listello. (Osserva la freccia ROSSA).

Step 3)

Step 3 di come si incollano dei listelli di noce per aumentare lo spessore.

Sovrappongo il secondo listello e cospargo anche’esso di colla vinilica. (Osserva la freccia ROSSA).

A questo punto ho DUE listelli incollati tra di loro.

Step 4)

Step 4 di come si incollano dei listelli di noce per aumentare lo spessore.

Sovrappongo il terzo listello. (Osserva la freccia ROSSA).

Ora ho TRE listelli incollati tra di loro.

Nel caso dell’orlo dell’impavesata utilizzo sei listelli di noce da due millimetri di altezza e mezzo millimetro di spessore in modo tale da ottenere un listello “virtuale” largo TRE millimetri (6 x 0,5) ed alto DUE.

Considerazioni:

Inumidisco (MA NON BAGNO) i listelli e diluisco la colla vinilica di un 30% in modo da avere molto tempo a disposizione prima che si asciughi.

I listelli di noce sono lunghi un metro e li incollo nella loro interezza.
Li sfaso ci alcuni centimetri e non incollo gli ultimi cinque centimetri da entrambi i lati.

Utilizzando dei listelli spessi solo mezzo millimetro si riesce ad effettuare delle curve moto strette con estrema precisione.

Utilizzando dei listelli spessi solo mezzo millimetro si riesce ad effettuare delle curve moto strette con estrema precisione.

Unisco velocemente i primi due (dei sei) listelli di noce ed eseguo la curvatura al centro, (osserva le frecce ROSSE) e quindi in rapida secessione incollo gli altri quattro.
Questa operazione deve durare circa un minuto.
Durante la piegatura i listelli scivolano gli uni sugli altri per tutta la lunghezza.
Piegare i singoli listelli è molto semplice perché sono spessi solo mezzo millimetro.

Nell’immagine qui sopra a sinistra si vedono i sei listelli incollati e piegati assecondando la curvatura data dalla dima di balsa come ben evidenziato dalle frecce ROSSE.
A destra la freccia BLU mostra una contro dima di balsa necessaria a verificare la corretta curvatura.

 

Una vista d’insieme dell’orlo dell’impavesata.

Una vista d’insieme dell’orlo dell’impavesata.

Per mantenere paralleli i fasci dei listelli e sufficiente usare del antro di carta.
La freccia ROSSA evidenzia la parte finale dell’orlo con i listelli sfalsati in modo da permettermi un’estensione qualora fosse necessaria a rivenire l’impavesata nella sua lunghezza totale.

 

Dettaglio della curva delle’orlo dell’impavesata.

Dettaglio della curva delle’orlo dell’impavesata.

Qui sopra si vede l’orlo della RRS Discovery ormai asciutto. Sarà sufficiente una passata con della carta vetrata per pareggiare le irregolarità della superficie e ridurre lo spessore totale a soli 1,5 millimetri.

 

Dettaglio della curva delle’orlo dell’impavesata.

Dettaglio della curva delle’orlo dell’impavesata.

Coloro di nero il bordo interno e superiore dell’orlo lasciando grezzi quello esterno e quello inferiore che andrà incollato sull’impavesata.

 

Spalmo la colla vinilica sull’impavesata del modellino della RRS Discovery.

Spalmo la colla vinilica sull’impavesata del modellino della RRS Discovery.

Cospargo di colla il bordo dell’impavesata direttamente dall’erogatore del tubetto; le goccioline andranno spalmate con uno stuzzicadenti.

 

Ora l’orlo è stato incollato sull’impavesate ed è solidale con essa.

Ora l’orlo è stato incollato sull’impavesate ed è solidale con essa.

Appoggio l’orlo sull’impavesata, correggo le piccole imperfezioni di allineamento ed aspetto che la colla si asciughi.
Ottengo un orlo superiore perfettamente curvato e molto solido.

Una volta colorato di nero si armonizzerà allo scafo della RRS Discovery.

Le gru delle scialuppe

Questo articolo si riferisce al modellino della  RRS Discovery

Per calare in acqua le scialuppe erano necessarie delle gru.

Queste avevano una forma semplice ed erano realizzate in ferro.

In commercio si trovano pochi modelli (per lo più della Amerigo Vespucci) che sono sì simili ma non uguali e di conseguenza devono essere modificate.

La RRS Discovery monta in tutto sei gru di due tipi che si differenziano per alcuni dettagli.

Quattro sono poste al centro e due verso la poppa per calare in acqua una barca di appoggio all’aereo imbarcato.

Le gru sono derivate da un kit della Amerigo Vespucci in scala 1:100

Le gru sono derivate da un kit della Amerigo Vespucci in scala 1:100

Nell’immagine qui sopra si vedono i due tipi di due gru a confronto.

In alto una delle quattro gru poste al centro dello scafo e più in basso la gru di appoggio per l’aereo. Quest’ultima deriva da un kit dell’ Amerigo Vespucci (in scala 1:100) e si adatta come curvatura alla gru di poppa. Anche gli accessori sono simili e vanno quindi lasciati al loro posto (vedi le frecce ROSSE) mentre va tolta la galloccia dell’asta (vedi le frecce GIALLE).

 

Alle gru vengono aggiunte delle gallocce esterne.

Alle gru vengono aggiunte delle gallocce esterne.

In alto (vedi cerchietto ROSSO) le quattro gru al servizio delle scialuppe poste al centronave sono lisce senza ganci o supporti ma presentano delle gallocce particolari. Per realizzarle ho incollato una striscia di plasticar forata al centro dove ho inserito un perno di plasticar da 1 mm. di diametro.

Tutte le gru (sei pezzi in totale) sono state allungate con un tubicino di rame.

Le gru appoggiano sull’incintione e sono bloccate allo scafo in una posizione VERTICALE mentre le mura tendono a chiudersi verso l’interno. Non è possibile utilizzare solo della colla perché si staccherebbe facilmente per cui mi accingo ad utilizzare un rinforzo.

 

Infilo nel fianco della RRS Discovery dei perni per ancorare le aste delle gru predisposte all’alesaggio delle scialuppe.

Infilo nel fianco della RRS Discovery dei perni per ancorare le aste delle gru predisposte all’alesaggio delle scialuppe.

Per inserire le gru sulle mura della RRS Discovery ho provveduto ad infilare un perno di rame nello scafo.

Il foro per il perno è praticato con un angolo di circa 45 gradi.

Questo accorgimento mi evita di forare accidentalmente il ponte di coperta, l’inclinazione poi garantisce una più che sufficiente garanzia contro uno “sfilamento” accidentale del gambo stesso.

 

I perno per agganciare le gru vendono piegati affinché siano perpendicolari.

I perno per agganciare le gru vendono piegati affinché siano perpendicolari.

Il perno di rame viene infilato nello scafo e bloccato con della colla ciano acrilica.
Quando la colla si è asciugata si piega il perno verso l’interno fino a quando è perfettamente verticale.

A questo punto devo infilare le aste delle gru nei perni fissati alle mura dello scafo.

 

Infilo i tubi delle gru nei perni fino a toccare gli incintioni.

Infilo i tubi delle gru nei perni fino a toccare gli incintioni.

Come si può vedere dall’immagine qui sopra il tubo delle gru appoggia perfettamente sull’incintione sottostante. La fessura permette la fuoriuscita laterale del perno che in questo modo risulta essere del tutto invisibile.

Questo accorgimento garantisce anche una solidità eccezionale.

 

Eseguo una fessura per permettere alla gru di appoggiarsi all’incintione.

Eseguo una fessura per permettere alla gru di appoggiarsi all’incintione.

Alla base delle gru eseguo una fessura per permettere la fuoriuscita laterale del perno che altrimenti uscirebbe solo dal fondo impedendo alla gru di appoggiare sull’incintione. (Osserva il cerchietto e la freccia BLU).

L’unica accortezza consiste nel praticare la fessura dal lato interno della gru che andrà a contatto con lo scafo.

 

Con un profilo “U” in plasticar costruisco i distanziatori delle gru.

Con un profilo “U” in plasticar costruisco i distanziatori delle gru.

er realizzare i distanziatori utilizzo del profilato a “U” della Plasticar incollato sia sul parapetto della nave sia sull’asta delle gru.

Un’estremità del distanziatore viene arrotondata per adattarsi alla forma cilindrica del tubo della gru. (Vedi freccia GIALLA).

 

Con delle strisce di plasticar piegate ad “U” realizzo i rinforzi laterali.

Con delle strisce di plasticar piegate ad “U” realizzo i rinforzi laterali.

I distanziatori fungono anche da supporto e bloccano le aste delle gru in posizione verticale. Sono realizzati piegando delle strisce di plasticar. (Vedi freccia GIALLA).

 

Sullo scafo sono state posizionate tutte e sei le gru.

Sullo scafo sono state posizionate tutte e sei le gru.

Nell’immagine qui sopra si vede il posizionamento delle sei gru.

In BLU quelle destinate all’alesaggio delle scialuppe mentre in ROSSO quelle destinate alla barca di servizio dell’aereo.

 

Ogni scialuppa della RRS Discovery necessita di due gru ad esse dedicate.

Ogni scialuppa della RRS Discovery necessita di due gru ad esse dedicate.

Ogni scialuppa della RRS Discovery necessita di due gru ad esse dedicate.

La foto mostra le gru posizionate in corrispondenza di una scialuppa.


Nel fasciame a clinker (Lapstrake) i bordi delle tavole si sovrappongono longitudinalmente e vengono quindi fissate sulle ordinate. Uno stesso chiodo blocca due corsi di fasciame  e un’ordinata. Questa è più leggera (rispetto al fasciame a paro) e garantisce una buona resistenza e flessibilità longitudinale dello scafo.

  1. La chiglia di una scialuppa in scala ridotta di 1:72 deve essere spessa pochi decimi di millimetro e pertanto NON può essere costruita assieme allo scafo.
  2. Il fasciame a Clinker rende difficoltoso incollare la chiglia successivamente perché i corsi del fasciame si sovrappongono e richiedono un intaglio troppo complesso e difficile da correggere anche utilizzando degli stucchi appositi.

La soluzione che ho trovato è molto semplice ma va pianificata in partenza.

Ho costruito due scialuppe e poi le ho divise a metà lungo la linea di mezzeria dove incollerò la chiglia.

 

Per costruire la chiglia delle scialuppe della RRS Discovery è sufficiente un foglio di plastica.

Per costruire la chiglia delle scialuppe della RRS Discovery è sufficiente un foglio di plastica.

Nell’immagine qui sopra (purtroppo un po’ fosca) si vedono chiaramente le due scialuppe separate lungo la mezzeria ed un foglio di “plasticar” dallo spessore di 0,5 millimetri che corrisponde ad una chiglia larga circa 4 centimetri .

Le frecce BLU evidenziano i segni di identificativi delle due metà appartenenti alla medesima scialuppa. In questo modo non corro il rischio di invertirle.

 

Incollo la plastica su una metà della scialuppa.

Incollo la plastica su una metà della scialuppa.

Utilizzo della colla ciano acrilica ed incollo un foglio di plasticar su una metà di ogni scialuppa.

Il bordo inferiore deve sporgere per almeno 1, 5 mm. come evidenziato dalle frecce ROSSE.

 

Rifinisco il bordo superiore della chiglia.

Rifinisco il bordo superiore della chiglia.

Utilizzando una forbicina curva (visibile nella prima immagine di questo post) elimino la plastica in eccesso dalla parte superiore della scialuppa.

Devo seguire la naturale insellatura dello scafo.

 

Incollo la seconda metà della scialuppa ed ottengo una ciglia perfettamente centrata sulla mezzeria e con il fasciame a Clinker perfettamente a filo.

Incollo la seconda metà della scialuppa ed ottengo una ciglia perfettamente centrata sulla mezzeria e con il fasciame a Clinker perfettamente a filo.

Ora incollo l’altra metà della scialuppa. Il segno obliquo mi conferma che le due metà corrispondono alla medesima scialuppa.

Ottengo una ciglia perfettamente centrata sulla mezzeria e con il fasciame a Clinker perfettamente a filo.

 

La rifinitura della ciglia va eseguita con una forbicina e della carta abrasiva.

La rifinitura della ciglia va eseguita con una forbicina e della carta abrasiva.

Utilizzando la forbicina curva ritaglio l’eccedenza della plastica a prua e a poppa. Rifinisco la curva con la carta abrasiva.

Le scialuppe della RRS Discovery nella spedizione BANZARE si presentano simmetriche quindi sia la prua sia la poppa hanno la medesima curvatura.

 

Questo articolo si bassa sulla RRS Discovery dell’esplorazione geografica dell’antartico del 1929 – 1903. ( BANZARE )

 

Le serpi di prua sono delle decorazioni collocate nella parte anteriore della nave e non hanno nessuna utilità pratica ma solo decorativa.

I decori sono spesso intagliati nel legno e dipinti sul rilievo in bianco o in oro in modo che risaltino sullo sfondo che è generalmente nero.

Sono anche piuttosto ricchi di dettagli, fregi ed elementi particolarmente complessi.

Considerando la scala minuta del modellino tipicamente compresa tra la 1:50 e la 1:100 risulta impossibile ricostruirli intagliando un listello di legno a meno che non possieda delle notevoli doti da scultore (ma non è il mio caso).

Nei negozi si possono acquistare solo per alcune navi (es. Victory, Bounty, ..) e solo in una o due scale di costruzione che corrispondono ai modelli a catalogo.

L’unica opzione percorribile consiste nel costruirseli da soli.

Fortunatamente al giorno d’oggi è facile trovare su internet delle fotografie molto accurate dei suddetti decori.

Queste vengono importate in un programma di grafica (come Gimp per esempio) dove vengono elaborate fino a raggiungere un’immagine bitmap (in banco e nero) .

 

Riprodurre i decori

metodo semplice (La stampa)

 

Il modo più semplice consiste nel stampare l’immagine, ritagliarla ed incollarla sulle serpi di prua.
L’unica accortezza consiste nel proteggere l’inchiostro e/o il toner della stampa, per il resto l’effetto sarà simile ad una decalcomania.

I decori delle serpi di prua sono stati stampati con una laser economica.

I decori delle serpi di prua sono stati stampati con una laser economica.

Nella foto qui sopra si vede bene la stampa (di prova) delle decorazione delle serpi di prua.

NB si vedono anche altri elementi come la scritta “Discovery”, gli ovali per il passaggio delle gomene e i tre anellini per le manovre delle vele maggiori.

 

Riprodurre i decori

metodo elegante (Il timbro)

 

Un metodo decisamente più elegante consiste nel ricreare anche lo spessore del decoro che può variare tra gli 0,2 e 1 mm. che corrispondono (nella scala 1:72 rispettivamente ad un intaglio profondo 1,5 e 7 cm.)

Io decido (dopo diverse osservazioni) di ricavare uno spessore di 0,5 mm.

L’immagine precedente mostra un rettangolo nero con le scritte e i disegni in bianco.
Quella immagine (a 600 DPI) mi serve per realizzare un timbro in silicone.
La porto in un centro di stampa e mi limito a ritiralo il giorno dopo.

NB) Quando si ordina il timbro si deve specificare che le scritte debbano essere leggibili sul silicone del timbro e non quando verrebbero timbrate” sulla carta.

 

Per i decori delle serpi di prua della RRS Discovery ho utilizzato uno stampo in silicone.

Per i decori delle serpi di prua della RRS Discovery ho utilizzato uno stampo in silicone.

Con il silicone del timbro mi ricavo uno stampo (sempre in silicone) nel quale verso la resina ed ottengo una copia del timbro.

Questa copia è di resina rigida che posso dipingere e modificare come voglio e mi consente di ricavare tutti gli elementi.

Nel caso qualcosa andasse storto mi basta rifare la colata e ricominciare daccapo.

Il silicone del timbro che ho acquistato invece non si presta facilmente ad essere dipinto e rimane sempre elastico.

Nell’immagine qui sopra ho utilizzato una resina nerastra dove i decori andrebbero dipinti di bianco, ma… ovviamente ci sono tanti minuti particolari che non è semplice dipingere del colore bianco perché è uno dei meno coprenti e mi costringerebbe a passare almeno cinque o sei mani.

La soluzione consiste nell’utilizzare della resina bianca.

 

Per ottenere una resina biancastra ho acquistato questo prodotto.

Per ottenere una resina biancastra ho acquistato questo prodotto.

Anche la resina bianca (o questa marca) è bi-componente da mescolarsi in parti uguali.

Rispetto alle altre resine di colaggio che ho adoperato in passato questa deve essere mescolata MOLTO ma MOOOLTO bene e a lungo anche un quarto d’ora grattando il fondo con l’apposito cucchiaino.

 

La resina bianca è molto più densa e deve essere mescolato per almeno un quarto d’ora.

La resina bianca è molto più densa e deve essere mescolato per almeno un quarto d’ora.

Alla fine l’impasto si presenta color avorio viscoso e denso.

 

Ottengo uno stampo di resina bianca.

Ottengo uno stampo di resina bianca.

Dopo il colaggio l’impasto è diventato quasi bianco, ovviamente si è anche irrigidito.

Il tempo di “essicazione” è più lungo rispetto alle altre resine e nonostante avessi eseguito un colaggio molto sottile ha impiegato più di 24 ore a catalizzarsi del tutto.

 

Coloro di nero lo stampo di resina bianca.

Coloro di nero lo stampo di resina bianca.

Lo step successivo consiste nel dipingere l’intero stampo con del colore nero acrilico ed aspettare che si asciughi.

 

Con una carta abrasiva faccio emergere la trama dei decori ora bianchi su sfondo nero della RRS Discovery.

Con una carta abrasiva faccio emergere la trama dei decori ora bianchi su sfondo nero della RRS Discovery.

Strofino sullo stampo un pezzo di carta abrasiva all’acqua di grana 800.

Si tratta della stressa carta abrasiva utilizzata dai carrozzieri, si bagna la superficie e si gratta DOLCEMENTE per asportare solo lo strato superficie della vernice nera.

 

Con questo sistema faccio emergere tutti i dettagli della decorazione delle serpi di prua.

Con questo sistema faccio emergere tutti i dettagli della decorazione delle serpi di prua.

Alla fine, gratta- gratta sono emersi tutti i più minuti dettagli dello stampo.
Sarà sufficiente ritagliare ed incollare lo stampo sulle serpi di prua.

Costruire le serpi di prua

Le serpi di prua creano un collegamento (anche visivo) tra lo scafo e l’albero di bompresso e di conseguenza si devono perfettamente armonizzare nel loro insieme.

 

TRUCCO:

Un semplice trucco per rendere armonico l’insieme della prua consiste nel costruire per primo l’albero di bompresso e solo successivamente costruirci sopra le serpi di prua.

Con un cartoncino costruisco la sagoma della ruota di prua.

Con un cartoncino costruisco la sagoma della ruota di prua.

Costruisco una sagoma che mi delimiti gli ingombri MASSIMI della ruota di pru.

 

La ruota di prua è costruita in legno.

La ruota di prua è costruita in legno.

Avvalendomi della stampa dei decori realizzo un abbozzo della suddetta ruota.
In questo step lo spessore è di 3 mm. cioè uguale allo spessore del diritto di prua e della lama rompighiaccio.

 

In questa immagine ho eseguito una prova tecnica per valutare le proporzione dei decori e della ruota di prua.

In questa immagine ho eseguito una prova tecnica per valutare le proporzione dei decori e della ruota di prua.

La parte più esterna dovrà mantenere lo spessore (TOTALE) di 3 mm. ma, considerando anche lo spessore della resina del decoro lo devo ridurre a circa la metà.

 

Riduco lo spessore la centro della ruota di prua e la incollo sullo scafo.

Riduco lo spessore la centro della ruota di prua e la incollo sullo scafo.

Nella foto qui sopra ci sono alcuni particolari che ho evidenziato, e precisamente:

  1. Freccia BLU: L’albero di bompresso è stato assemblato su un piano di lavoro a parte ed infilato nella punta dello scafo. Il fuso inferiore presente una sezione quadrata che deve essere mantenuta.
  2. Freccia BIANCA: per il momento mantengo ancora diritto il profilo della ruota di prua, L’attaccatura allo scafo rimane a 3 mm. di spessore.
  3. Freccia ROSSA: la parte finale della ruota di prua è stata asportata e sostituita con dei listelli da 1,5 mm. di spessore.

 

Una volta incollato il decoro scavo lo spazio per accogliere lo scudo in la bandiera inglese.

Una volta incollato il decoro scavo lo spazio per accogliere lo scudo in la bandiera inglese.

Le serpi di prua sono simulate dallo spessore della resina del decoro che è di poco inferiore al millimetro. La freccia GIALLA indica il punto dove andrò ad inserire i rinforzo del foro di cubia per fare passare le catene dell’ancora.

Gialla indica dove ho scavato l’area che accoglierà lo scudo con la bandiera inglese.

La freccia BIANCA indica la parte inferiore della ruota di prua dove ho incollato dei listelli per aumentare lo spessore totale.

 

Lo scudo con la bandiera inglese

Lo scudo con la bandiera inglese merita un approfondimento speciale.
Si tratta di un elemento del decoro delle serpi a forma cilindrica che unisce i due lati dello scafo.

Su un foglio di carta ho stampato delle bandiere inglesi e australiane in diversi misure.

Su un foglio di carta ho stampato delle bandiere inglesi e australiane in diversi misure.

Per realizzare la struttura parto da un listello di legno di tiglio a sezione quadrata da tre millimetri di lato.
Arrotondo la parte superiore fino ad ottenere un semicerchio.
Sullo sfondo si vede un foglio di carta dove ho stampato alcune bandiere inglesi e australiane di diverse misure in modo da poter scegliere quelle più adatte.

 

Sullo scudo in legno incollo una bandiera inglese.

Sullo scudo in legno incollo una bandiera inglese.

  1. Nel riquadrino si vede la sagoma scolpita dello scudo e una bandiera ritagliata dal foglio di carta.
  2. Nel riquadrino cospargo di colla vinilica la parte superiore dello scudo.
  3. Nel riquadrino incollo la bandiera in modo che sia centrata sullo scudo.
La prua della RRS Discovery è ora completa dell’albero di bompresso, dei decori delle serpi di prua, dello scudo con la bandiera inglese e dell’occhio di cubia con i relativi rinforzi.

La prua della RRS Discovery è ora completa dell’albero di bompresso, dei decori delle serpi di prua, dello scudo con la bandiera inglese e dell’occhio di cubia con i relativi rinforzi.

In questa foto finale si può apprezzare il dettaglio elevato dei decori delle serpi con lo scudo in rilievo.

Alla sinistra si vede l’occhio di cubia con i relativi rinforzi.
Si può notare come la ruota di prua sia stata arrotondata e resa meno invasiva

 

Un Regolamento Internazionale definisce i colori dei fanali che ogni nave deve avere.

Questi devono essere accesi dal tramonto all’alba e di giorno in caso di ridotta visibilità (per esempio con la nebbia).
i fanali devono avere anche degli angoli di visibilità ben precisi perché consentono (assieme ai colori) di valutare la direzione e la posizione della nave che si sta osservando.

I fanali laterali sono due: VERDE a destra o dritta e ROSSA a sinistra. Hanno un angolo di visione di 112,5°.

Troviamo anche altri fanali importanti : uno in testa all’albero di trinchetto e uno sull’albero di maestra entrambi con luce BIANCA ed angolo di visuale di 225°, mentre sull’albero di mezzana troviamo un fanale di poppavia con luce BIANCA ed una angolo di 135° rivolto per so la poppa.

Questi sono solo i più importanti e ci sono ben altre combinazioni che non tratto in questo articolo.

Dopo questa breve introduzione mostro un modo semplice per procedere alla costruzione di semplici lanterne.

Il corpo della lanterna è costituito da un pezzo di plastica trasparente.

Il corpo della lanterna è costituito da un pezzo di plastica trasparente.

Le lanterne avevano quasi sempre una forma cilindrica con all’interno una fiamma per fare luce.
Per realizzare il corpo delle lanterne taglio due spezzoni di plastica trasparente recuperarti dalla “scatola degli avanzi” che ogni modellista possiede.

 

Simulo le parti metalliche con delle strisce di carta.

Simulo le parti metalliche con delle strisce di carta.

Per realizzare le parti metalliche utilizzo delle sottili strisce di carta nera.
Per avere un certo spessore eseguo con la carta due giri e la incollo con la ciano acrilica.

 

Per il coperchio della lanterna utilizzo un anellino di ferro.

Per il coperchio della lanterna utilizzo un anellino di ferro.

Rifinisco la lanterna con il coperchio che è ricavato da un anello in metallo (freccia ROSSA) e riduco la parte di “vetro” incollando un altro pezzetti coarta nera in modo da formare il retro in metallo (frecce BLU).

 

Le lanterne della RRS Discovery della spedizione BANZARE erano in ottone appoggiate su una struttura in legno dipinta.

Le lanterne della RRS Discovery della spedizione BANZARE erano in ottone appoggiate su una struttura in legno dipinta.

Le lanterne erano sottoposta ad usura e di norma erano di ottone in modo da prevenire il formarsi di ruggine, per simularlo utilizzo un pennarello indelebile di colore oro.

Le lanterne venivano posizionate poi su delle strutture in legno o in metallo dipinte di ROSSO o di VERDE a seconda le lato dalla nave.

Nell’esempio di qui spora la lanterna è stata collocata su una struttura in legno della RRS Discovery.

L’esempio si riferisce all’elica della RRS Discovery

Il veliero di esplorazione antartica RRS Discovery disponeva di una propulsione aggiuntiva costituita da una caldaia a carbone che faceva ruotare un elica a due pale.

L’elica è stata progettata per essere facilmente estratta dalla sua sede per prevenire possibili danneggiamenti durante le soste nei mari ghiacciati.

 

Dalle foto reperibili si può dedurre molto bene sia la forma sia il tipo di ancoraggio.

La foto qui sopra mostra appunto l’elica della RRS Discovery e il tipo di aggancio.

La foto qui sopra mostra appunto l’elica della RRS Discovery e il tipo di aggancio.

Dalla fotografia qui sopra si possono ricavare tutti i dettagli necessari per riprodurla in ogni minimo particolare.

L’albero dell’elica forma un bulbo sferico leggermente allungato (come un uovo).
Sono presenti dei “tappi” rotondi sulla superficie vicino alle due pale.

 

La costruzione del bulbo dell’elica

Nella prima fase lavorativa mi occupo di costruire il bulbo sferico.

Arrotondo un legnetto di balsa per ottenere un cilindro dal diametro esatto.

Arrotondo un legnetto di balsa per ottenere un cilindro dal diametro esatto.

Considerato che il bulbo assume una forma ad “uovo” decido di costruirlo partendo da un blocchetto di legno di balsa e lo arrotondo fintanto che la dimensione corrisponde.

 

Eseguo dei controlli visivi per verificare il diametro del mozzo dell’elica.

Eseguo dei controlli visivi per verificare il diametro del mozzo dell’elica.

Eseguo alcune verifiche intermedie ma alla fine la balsa è facile da lavorare e non presenta particolari difficoltà.

 

Verifico che il cilindro sia corretto e delle giuste dimensioni

Verifico che il cilindro sia corretto e delle giuste dimensioni

La freccia ROSSA mostra il legno di balsa arrotondato che ha assunto la forma cilindrica; per ottenere il diametro corretto mi avvalgo di una verifica visuale direttamente sullo scafo del modellino in costruzione.

 

Ricavo il bulbo oblungo del bulbo dell’elica della RRS Discovery.

Ricavo il bulbo oblungo del bulbo dell’elica della RRS Discovery.

La fase successiva consiste nel ricavare dal tondino di balsa il bulbo sferico a forma di uovo.
Purtroppo questa foto è sfocata ma rende comunque bene l’idea dello step lavorativo.

 

La costruzione delle pale dell’elica

Per costruire le pale dell’elica disegno una sagoma su un foglio di plastica della Evergreen da 0,25 mm di spessore.

Le pale dell’elica della RRS Discovery sono realizzate con della plastica della Evergreen.

Le pale dell’elica della RRS Discovery sono realizzate con della plastica della Evergreen.

Ricavo due elementi che devono essere perfettamente identici. Le frecce BLU mostrano l’attacco delle pale sul bulbo mentre quelle ROSSE la parte finale.

 

Con il nastro di carta faccio aderire le pale al tondino di legno.

Con il nastro di carta faccio aderire le pale al tondino di legno.

Le pale devono essere arrotondate ma il foglio di plastica è rigido e non e possibile mantenere curvo un pezzo così delicato solo usando una tecnica meccanica.

Decido allora di conferire la forma in modo definitivo utilizzando il calore.

Le blocco con del nastro di carta su un tondino di legno di noce dal diametro di 10 mm. che è più largo di quello del bulbo sul quale verranno fissate.
In questo modo la curva che conferirò alle pale risulterà essere più morbida.

 

L’acqua bollente ammorbidisce la plastica che ora assume spontaneamente la forma cilindrica.

L’acqua bollente ammorbidisce la plastica che ora assume spontaneamente la forma cilindrica.

Faccio bollire dell’acqua in un pentolino, spengo il fuoco così che la temperatura scenda sotto i 100 gradi ed immergo lo spezzone di legno per circa 10 secondi. L’alta temperatura (ormai abbassatasi a 90 0 95 gradi) ammorbidisce la plastica che assume “spontaneamente” la forma cilindrica impressa dal tondino di legno.

 

L’acqua ghiacciata fissa in modo stabile e durevole la forma arrotondata delle pale dell’elica.

L’acqua ghiacciata fissa in modo stabile e durevole la forma arrotondata delle pale dell’elica.

Subito dopo lo immergo in acqua fredda (di frigorifero) per altri 10 secondi.
Lo sbalzo termico così repentino irrigidisce e fissa la plastica nella sua nuova forma.

 

Le pale dell’elica hanno assunto ora una forma arcuata.

Le pale dell’elica hanno assunto ora una forma arcuata.

Da questa immagine si vede benissimo la forma curva assunta da una pala dell’elica. Vedi la freccia ROSSA.

 

Assemblo il bulbo e le pale dell’elica assieme ad altri componenti minori ed ottengo il gruppo propulsione completo.

Assemblo il bulbo e le pale dell’elica assieme ad altri componenti minori ed ottengo il gruppo propulsione completo.

Con una taglierina incido la sfera di balsa ed inserisco le due pale.
Ad un’estremità incollo un oblò da 3 mm capovolto in modo che simuli l’attacco verso lo scafo. Vedi la freccia BLU.

 

I dettagli aggiunti al gruppo dell’elica assicurano un realismo notevole.

I dettagli aggiunti al gruppo dell’elica assicurano un realismo notevole.

La freccia ROSSA mostra un piatto rotondo attaccato sul bulbo dell’elica.

Non so se si tratta di un coperchio per permettere una visione dell’interno del bulbo che presumo fosse vuoto oppure se si tratta di un contrappeso per permettere di bilanciare tutto il gruppo.

 

Il colore ore dell’elica è dato con un pennarello indelebile.

Il colore ore dell’elica è dato con un pennarello indelebile.

Il bulbo di balsa è stato spennellato con abbondante colla aliphatica che ha permesso di chiudere i pori del legno e potere carteggiare perfettamente la superficie.

Per la cronaca questo passaggio è stato più impegnativo del previsto ed ho dovuto ripeterlo alcune volte prima di ottenere una superficie perfettamente liscia.

Per dipingere il gruppo dell’elica ho dapprima dato una mano di primer a spruzzo e successivamente ho applicato del colore oro con un pennarello.

 

Posizionare l’elica

Nel foro dell’elica a poppa devo creare una scanalatura per accogliere l’innesto dell’elica.

Si tratta di una modifica semplice da eseguire.

Si rendono necessarie delle piccole modifiche per agganciare l’elica.

Si rendono necessarie delle piccole modifiche per agganciare l’elica.

Una volta che ho collocato l’elica nella posizione definitiva ho aggiunto gli altri elementi mancanti.

 

Sul modellino della RRS Discovery viene ora montato il gruppo propulsione dell’elica.

Sul modellino della RRS Discovery viene ora montato il gruppo propulsione dell’elica.

Le frecce BLU mostrano appunto questi elementi che ho aggiunto dopo avere incollato l’elica.

NB l’elica NON può ruotare ed è fissata in posizione perfettamente verticale.

 

 

 

 

INVASATURA

Di solito l’invasatura o piedistallo finale o bacheca da esposizione viene realizzata e montata per ultimo, a modello finito o quasi.
Con lo scafo rivestito in rame invece si rende necessario realizzarlo molto prima e precisamente appena ultimato il rivestimento dello stesso.

In commercio ci sono molte possibilità alcune eleganti come per esempio le colonnine in ottone che vanno infilate nella chiglia e bloccate alla stessa tramite una vite altre invece più solide o più decorative come i delfini o le sirene.

A me serviva un’invasatura che fosse sia elegante, sia solida, sia discreta al fine di non sminuire il modello finito.
Ho optato per 4 piedistalli fissati ad una tavoletta di noce massello.

La base dell’invasatura è costituita da una tavola di legno massello.

La base dell’invasatura è costituita da una tavola di legno massello.

I listelli di noce duro utilizzati nella costruzione sono a profilo quadrato e nelle misure di:

10 x 10 mm
8 x 8 mm
6 x 6 mm

Per i sostegni alla chiglia utilizzo i primi due (10×10 mm. e 8×8 mm.) che sono quelli di maggiore dimensione; vengono incollati sovrapposti con gli spigoli tagliati a 60°.
Al centro in corrispondenza della mezzeria ho ricavato una tacca di 2 mm in modo da infilare la chiglia e garantire una maggiore stabilità.
in questo modo la chiglia non può uscire dalla sua sede e lo scafo non può inclinarsi lateralmente.

I quattro sostegni vengono incollati sulla tavoletta di legno.
Nell’intaglio realizzato nella mezzeria ho praticato un foro di invito da 1,5 mm profondo circa 25 mm. atto ad accogliere una vite in ottone (così non arrugginisce) per  legno fissando il piedistallo alla tavoletta.

 

Il modellino è messo a bolla sulla tavola di legno massello.

Il modellino è messo a bolla sulla tavola di legno massello.

Lo scafo viene messo perfettamente a bolla e quindi bloccato tramite carta da carrozziere.

Piccola precisazione: si deve verificare che anche il tavolo o la base di appoggio siano a bolla.

 

I sostegni laterali sono in noce a sezione quadrata.

I sostegni laterali sono in noce a sezione quadrata.

Per i sostegni laterali (evidenziato dalle frecce NERE) ho utilizzato i listelli a sezione quadrata da 8×8 mm. e 6×6 mm. anch’essi incollati gli uni sugli altri.
Ero indeciso se utilizzare solo i sostegni centrali oppure anche quelli a poppa e a prua, dopo una verifica ho valutato che utilizzando tutti e quattro i sostegni ottengo maggiore stabilità ed anche l’aspetto estetico si migliora.

La levigatura di uno scafo dipinto

Quando abbiamo completato il secondo rivestimento con dei listelli da 0,5 mm. di spessore lo scafo si presenta già abbastanza liscio ma presenta ancora alcuni scalini o accostamenti delle tavole con gli spigoli vivi .

Se il modello rimane con il legno a vista è necessario passare la cartavetrata e renderlo perfettamente liscio. Alla fine va trattato con due mani di turapori.

Se il modellino sarà colorato (in tutto o in parte) allora si deve modificare la fase di levigatura.

Uso il tatto per individuare le zone da carteggiare.

Uso il tatto per individuare le zone da carteggiare.

IN QUESTO STEP NON POSSIAMO AVVALERCI DELLA VISTA.

Dobbiamo quindi usare il tatto, passando i polpastrelli delle dita sulla superficie dello scafo e “sentire” le imperfezioni.

 

Uso il raschietto in diagonale.

Uso il raschietto in diagonale.

Con un blocchetto di legno con sopra montata della carta vetrata a gran media (non fine) elimino solo gli spigoli delle giunzioni tra i corsi del fasciame che ritengo siano troppo pronunciati.

Normalmente si liscia muovendo il raschietto in orizzontale seguendo i corsi del fasciame ma se l’imbarcazione sarà dipinta allora si muove il raschiatoio in diagonale. Dall’immagine qui sopra si deve seguire l’andamento delle frecce GIALLE , una sola volta in un senso e poi nell’altro.

Lo scopo non e quello di rendere liscio lo scafo ma eliminare gli spigoli vivi.

Quando lo scafo sarà stato dipinto i corsi saranno bel definiti e visibili e il loro disegno emergerà come una texture da sotto la vernice.

Se invece lisciassi perfettamente tutto lo scafo eliminerei gran parte di questi elementi distintivi rendendo il modellino troppo piatto come se fosse di plastica.

Preparare la dima per rastremare i listelli

La superficie di uno scafo non è cilindrica ma a forma di “uovo o botte” (passatemi l’esempio) e la prua e la poppa hanno una superficie inferiore rispetto al centro della nave. Le tavole erano più larghe al centro e si restringevano quando dovevano rivestire le estremità.

La larghezza delle tavole diminuiva in modo progressivo e i corsi del fasciame non avevano interruzioni di continuità.

Questa caratteristica è chiamata RASTREMATURA.

 

Nel modellismo NON è possibile rastremare decine e decine di listelli a mano libera perché sarebbero tutti diversi ed incollandoli sullo scafo si formerebbero troppe fughe difficili o impossibili da riempire.

 

Si rende necessario un attrezzo che permetta di assottigliare in modo facile, lineare e preciso tutti i listelli che ci servono.

Nei pochi negozi di modellismo ormai rimasti è possibile acquistare (dietro ordinazione) una attrezzo che assolve allo scopo ma purtroppo è troppo piccolo e al lato pratico non serve a nulla.

 

BISOGNA COSTRUIRSELO DA SOLI

Per fortuna è molto facile e in questo post spiego come fare:

La base della dima (step 1)

Per la base della dima utilizzo un profilato di alluminio a forma di ”U” che di norma è lungo un metro.

Lo si trova in diverse misure, io ho scelto una che sia profonda circa mezzo centimetro.

Per ridurre l’altezza interna appoggio sul fondo un listello di noce.

Per ridurre l’altezza interna appoggio sul fondo un listello di noce.

I listelli che utilizzerò nel secondo rivestimento hanno un’altezza di 3 mm. (mentre la dima è profonda 5 mm.) si rende necessario ridurre l’altezza di 2 mm.

Inizio con l’appoggiare sul fondo della dima un listello di noce da 0,5 mm di spessore.

 

L’inclinazione della base della dima (step 2)

 

Per rendere variabile la profondità della dima uso dei listelli rastremati.

Per rendere variabile la profondità della dima uso dei listelli rastremati.

Questa fase è molto importante perché determinerà l’inclinazione del fondo della dima.

Per rastremare i listelli in modo omogeneo è necessario che una parte di essi sporga dalla dima di alluminio.

La cosa più semplice è ridurre lo spazio interno aumentando lo spessore sul fondo.

 

Un listello rastremato permette di inclinare il fondo della dima.

Un listello rastremato permette di inclinare il fondo della dima.

Da questa immagine si vede molto bene come il listello indicato dalla freccia GIALLA sia stato assottigliato. Ho utilizzato un listello di tiglio facilmente lavorabile.

Il listello indicato dalla freccia ROSSA è il listello di fondo.

Infilo quanto costruito sul fondo della dima di alluminio.

 

La preparazione dei listelli (step 3)

 

I listelli sono accostati e legato assieme con del nastro di carta.

I listelli sono accostati e legato assieme con del nastro di carta.

Scarto solo i listelli storti o che presentino nodini, per il resto vanno bene tutti anche quelli che avessero le venature in diagonale e non parallele alla lunghezza.

Ne prendo tanti quanti entrano nella dima, li accosto e li blocco con del nastro da carrozziere.

 

I listelli sono inclinati nella dima e rimangono parzialmente esposti.

I listelli sono inclinati nella dima e rimangono parzialmente esposti.

Li infilo all’interno della dima.

Siccome in precedenza avevo realizzato una base inclinata ora il gruppo di listelli sporgerà da un’estremità per circa la metà della larghezza (freccia ROSSA) mentre dopo 20 o 30 cm. di pendenza rimarranno completamente all’interno della dima.

 

 La rastrematura dei listelli (step 4)

 

Dremel monto un cilindro abrasivo che permette di asportare il legno che sporge dalla dima di alluminio.

Dremel monto un cilindro abrasivo che permette di asportare il legno che sporge dalla dima di alluminio.

Sulla punta del trapano Dremel monto un cilindro di carta vetrata a grana medio grossa.

Imposto la velocità di rotazione al massimo (30.000 giri al minuto) ed inizio ad assottigliare i listelli inseriti nella dima. Muovo velocemente il minitrapano avanti e indietro. Lavoro fino a toccare i bordi della dima che essendo di alluminio stridono ma non si rovinano.

 

Rifinitura della rastrematura dei listelli eseguita a mano.

Rifinitura della rastrematura dei listelli eseguita a mano.

La rifinitura viene eseguita a mano con l’ausilio di un lisciatoio con carta vetrata a grana media.

 

La dima di alluminio garantisce una perfetta rastrematura dei listelli.

La dima di alluminio garantisce una perfetta rastrematura dei listelli.

La dima essendo di alluminio garantisce una perfetta rastrematura dei listelli in essa contenuti.

La feccia ROSSA mostra appunto di quanto l’altezza dei listelli sia stata ridotta.

 

Con un seghetto taglio l’eccedenza della lavorazione.

Con un seghetto taglio l’eccedenza della lavorazione.

La parte sporgente dalla dima va ovviamente tagliata con un seghetto.

Nella dima entrano circa solo 15 listelli e si rende necessario ripetere il procedimento diverse volte.

 

 

Le cerniere del timone

Molti modellisti realizzano i timoni con delle vere cerniere in miniatura in modo da poterli girare a destra e a sinistra, quasi sempre sono però sproporzionati e fuori scala.
Essendo il modello statico io preferisco bloccarlo in posizione diritta e realizzare le cerniere negli spessori e nelle dimensioni uguali all’originale. Questo articolo si basa sul modellino del Cutty Sark in scala 1:72 dove 2 mm corrispondono a 15 cm nell’originale.

Le cerniere del timone del Cutty Sark hanno un profilo uguale all’originale.

Le cerniere del timone del Cutty Sark hanno un profilo uguale all’originale.

Per realizzare la ferramenta del timone (“linguette”) utilizzo una di queste due soluzioni:

  1.      Adopero delle semplici strisce di carta tagliate alla larghezza desiderata dal modello e le incollo con la Vinavil direttamente sullo scafo e sulla pala del timone. Se lo spessore è poco sovrappongo due o più strisce. Quando la colla vinilica si è asciugata ripasso la superficie della carta con la colla ciano acrilica.
    Per finire dipingo la ferramenta di nero.
  2.      Adopero delle strisce di plastica qualora la ferramenta da riprodurre sia troppo lunga e stretta.

 

Nel Cutty Sark ho impiegato delle strisce di plastica a sezione di arco di cerchio, ovverosia a sezione rettangolare con un lato leggermente tondo, da non confondere con il semicerchio.

Le dipingo di nero dal lato “tondo” ed aspetto che la vernice si asciughi.

NON utilizzo il nero puro o assoluto ma lo “smorzo” con una punta di marrone.
Per non rovinare il colore nel barattolo ne posiziono una sola goccia su un piattino di carta e la “sporco” con il marrone. La percentuale di nero deve rimarne molto alta e sempre superiore al 90%.
Per attenuare il colore nero posso utilizzare anche altri colori tra cui il verde scuro, il rosso vinaccia, il viola ed in genere tutti quelli già scuri.

 

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 1).

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 1).

Taglio alla misura voluta 4 spezzoni che poi incollo con la colla ciano acrilica allo scafo, per il taglio ho utilizzato un tronchetto che lascia un profilo appuntito.
La freccia NERA mostra un ombra grigia sullo scafo che rappresenta il posto dove verrà incollata la cerniera.

 

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 2).

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 2).

Per la ferramenta della pala del timone invece ho lasciato le strisce di plasticar in misura abbondante in quanto verranno ritagliati al filo esterno dello stesso.

Vanno posizionati sopra alle cerniere dello scafo e a contatto delle stesse.
Il perno il cui nome tecnico è “agugliotto” si inserisce in un foro chiamato “femminella” che nella realtà stimo essere di 5 cm di diametro. Nel modellino del Cutty Sark viene trascurato perché in scala diverrebbe 0,7 mm. Una sezione così piccola può essere riprodotta facilmente con del  filo di ottone ma rimarrebbe comunque nascosto alla vista.

La freccia GIALLA mostra una cerniera dello scafo già incollata in posizione.

 

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 3).

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 3).

Nella parte alta dell’ancora vi è un ulteriore rinforzo metallico ed un anello.

 

L’anello assolve a due finzioni importanti:

  1. Veniva utilizzato in arsenale per sollevare il timone mentre lo si infilava nelle cerniere.
  2. Veniva utilizzato per far passare una gomena o una catena che a sua volta è saldamente ancorata allo scafo, serve per impedire di perderle il timone in mare qualora un’onda nomala lo faccia sfilare dalle cerniere.

Nel modello di Londra non è presente nessuna cima o catena e quindi non la riproduco.

 

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 4).

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 4).

Ecco il timone finito.
I più attenti si saranno accorti che le foto sono state capovolte in modo da visualizzare il timone nel giusto senso, la realizzazione invece è stata eseguita a scafo rovesciato.