Questo articolo si bassa sulla RRS Discovery dell’esplorazione geografica dell’antartico del 1929 – 1903. ( BANZARE )

 

Le serpi di prua sono delle decorazioni collocate nella parte anteriore della nave e non hanno nessuna utilità pratica ma solo decorativa.

I decori sono spesso intagliati nel legno e dipinti sul rilievo in bianco o in oro in modo che risaltino sullo sfondo che è generalmente nero.

Sono anche piuttosto ricchi di dettagli, fregi ed elementi particolarmente complessi.

Considerando la scala minuta del modellino tipicamente compresa tra la 1:50 e la 1:100 risulta impossibile ricostruirli intagliando un listello di legno a meno che non possieda delle notevoli doti da scultore (ma non è il mio caso).

Nei negozi si possono acquistare solo per alcune navi (es. Victory, Bounty, ..) e solo in una o due scale di costruzione che corrispondono ai modelli a catalogo.

L’unica opzione percorribile consiste nel costruirseli da soli.

Fortunatamente al giorno d’oggi è facile trovare su internet delle fotografie molto accurate dei suddetti decori.

Queste vengono importate in un programma di grafica (come Gimp per esempio) dove vengono elaborate fino a raggiungere un’immagine bitmap (in banco e nero) .

 

Riprodurre i decori

metodo semplice (La stampa)

 

Il modo più semplice consiste nel stampare l’immagine, ritagliarla ed incollarla sulle serpi di prua.
L’unica accortezza consiste nel proteggere l’inchiostro e/o il toner della stampa, per il resto l’effetto sarà simile ad una decalcomania.

I decori delle serpi di prua sono stati stampati con una laser economica.

I decori delle serpi di prua sono stati stampati con una laser economica.

Nella foto qui sopra si vede bene la stampa (di prova) delle decorazione delle serpi di prua.

NB si vedono anche altri elementi come la scritta “Discovery”, gli ovali per il passaggio delle gomene e i tre anellini per le manovre delle vele maggiori.

 

Riprodurre i decori

metodo elegante (Il timbro)

 

Un metodo decisamente più elegante consiste nel ricreare anche lo spessore del decoro che può variare tra gli 0,2 e 1 mm. che corrispondono (nella scala 1:72 rispettivamente ad un intaglio profondo 1,5 e 7 cm.)

Io decido (dopo diverse osservazioni) di ricavare uno spessore di 0,5 mm.

L’immagine precedente mostra un rettangolo nero con le scritte e i disegni in bianco.
Quella immagine (a 600 DPI) mi serve per realizzare un timbro in silicone.
La porto in un centro di stampa e mi limito a ritiralo il giorno dopo.

NB) Quando si ordina il timbro si deve specificare che le scritte debbano essere leggibili sul silicone del timbro e non quando verrebbero timbrate” sulla carta.

 

Per i decori delle serpi di prua della RRS Discovery ho utilizzato uno stampo in silicone.

Per i decori delle serpi di prua della RRS Discovery ho utilizzato uno stampo in silicone.

Con il silicone del timbro mi ricavo uno stampo (sempre in silicone) nel quale verso la resina ed ottengo una copia del timbro.

Questa copia è di resina rigida che posso dipingere e modificare come voglio e mi consente di ricavare tutti gli elementi.

Nel caso qualcosa andasse storto mi basta rifare la colata e ricominciare daccapo.

Il silicone del timbro che ho acquistato invece non si presta facilmente ad essere dipinto e rimane sempre elastico.

Nell’immagine qui sopra ho utilizzato una resina nerastra dove i decori andrebbero dipinti di bianco, ma… ovviamente ci sono tanti minuti particolari che non è semplice dipingere del colore bianco perché è uno dei meno coprenti e mi costringerebbe a passare almeno cinque o sei mani.

La soluzione consiste nell’utilizzare della resina bianca.

 

Per ottenere una resina biancastra ho acquistato questo prodotto.

Per ottenere una resina biancastra ho acquistato questo prodotto.

Anche la resina bianca (o questa marca) è bi-componente da mescolarsi in parti uguali.

Rispetto alle altre resine di colaggio che ho adoperato in passato questa deve essere mescolata MOLTO ma MOOOLTO bene e a lungo anche un quarto d’ora grattando il fondo con l’apposito cucchiaino.

 

La resina bianca è molto più densa e deve essere mescolato per almeno un quarto d’ora.

La resina bianca è molto più densa e deve essere mescolato per almeno un quarto d’ora.

Alla fine l’impasto si presenta color avorio viscoso e denso.

 

Ottengo uno stampo di resina bianca.

Ottengo uno stampo di resina bianca.

Dopo il colaggio l’impasto è diventato quasi bianco, ovviamente si è anche irrigidito.

Il tempo di “essicazione” è più lungo rispetto alle altre resine e nonostante avessi eseguito un colaggio molto sottile ha impiegato più di 24 ore a catalizzarsi del tutto.

 

Coloro di nero lo stampo di resina bianca.

Coloro di nero lo stampo di resina bianca.

Lo step successivo consiste nel dipingere l’intero stampo con del colore nero acrilico ed aspettare che si asciughi.

 

Con una carta abrasiva faccio emergere la trama dei decori ora bianchi su sfondo nero della RRS Discovery.

Con una carta abrasiva faccio emergere la trama dei decori ora bianchi su sfondo nero della RRS Discovery.

Strofino sullo stampo un pezzo di carta abrasiva all’acqua di grana 800.

Si tratta della stressa carta abrasiva utilizzata dai carrozzieri, si bagna la superficie e si gratta DOLCEMENTE per asportare solo lo strato superficie della vernice nera.

 

Con questo sistema faccio emergere tutti i dettagli della decorazione delle serpi di prua.

Con questo sistema faccio emergere tutti i dettagli della decorazione delle serpi di prua.

Alla fine, gratta- gratta sono emersi tutti i più minuti dettagli dello stampo.
Sarà sufficiente ritagliare ed incollare lo stampo sulle serpi di prua.

Costruire le serpi di prua

Le serpi di prua creano un collegamento (anche visivo) tra lo scafo e l’albero di bompresso e di conseguenza si devono perfettamente armonizzare nel loro insieme.

 

TRUCCO:

Un semplice trucco per rendere armonico l’insieme della prua consiste nel costruire per primo l’albero di bompresso e solo successivamente costruirci sopra le serpi di prua.

Con un cartoncino costruisco la sagoma della ruota di prua.

Con un cartoncino costruisco la sagoma della ruota di prua.

Costruisco una sagoma che mi delimiti gli ingombri MASSIMI della ruota di pru.

 

La ruota di prua è costruita in legno.

La ruota di prua è costruita in legno.

Avvalendomi della stampa dei decori realizzo un abbozzo della suddetta ruota.
In questo step lo spessore è di 3 mm. cioè uguale allo spessore del diritto di prua e della lama rompighiaccio.

 

In questa immagine ho eseguito una prova tecnica per valutare le proporzione dei decori e della ruota di prua.

In questa immagine ho eseguito una prova tecnica per valutare le proporzione dei decori e della ruota di prua.

La parte più esterna dovrà mantenere lo spessore (TOTALE) di 3 mm. ma, considerando anche lo spessore della resina del decoro lo devo ridurre a circa la metà.

 

Riduco lo spessore la centro della ruota di prua e la incollo sullo scafo.

Riduco lo spessore la centro della ruota di prua e la incollo sullo scafo.

Nella foto qui sopra ci sono alcuni particolari che ho evidenziato, e precisamente:

  1. Freccia BLU: L’albero di bompresso è stato assemblato su un piano di lavoro a parte ed infilato nella punta dello scafo. Il fuso inferiore presente una sezione quadrata che deve essere mantenuta.
  2. Freccia BIANCA: per il momento mantengo ancora diritto il profilo della ruota di prua, L’attaccatura allo scafo rimane a 3 mm. di spessore.
  3. Freccia ROSSA: la parte finale della ruota di prua è stata asportata e sostituita con dei listelli da 1,5 mm. di spessore.

 

Una volta incollato il decoro scavo lo spazio per accogliere lo scudo in la bandiera inglese.

Una volta incollato il decoro scavo lo spazio per accogliere lo scudo in la bandiera inglese.

Le serpi di prua sono simulate dallo spessore della resina del decoro che è di poco inferiore al millimetro. La freccia GIALLA indica il punto dove andrò ad inserire i rinforzo del foro di cubia per fare passare le catene dell’ancora.

Gialla indica dove ho scavato l’area che accoglierà lo scudo con la bandiera inglese.

La freccia BIANCA indica la parte inferiore della ruota di prua dove ho incollato dei listelli per aumentare lo spessore totale.

 

Lo scudo con la bandiera inglese

Lo scudo con la bandiera inglese merita un approfondimento speciale.
Si tratta di un elemento del decoro delle serpi a forma cilindrica che unisce i due lati dello scafo.

Su un foglio di carta ho stampato delle bandiere inglesi e australiane in diversi misure.

Su un foglio di carta ho stampato delle bandiere inglesi e australiane in diversi misure.

Per realizzare la struttura parto da un listello di legno di tiglio a sezione quadrata da tre millimetri di lato.
Arrotondo la parte superiore fino ad ottenere un semicerchio.
Sullo sfondo si vede un foglio di carta dove ho stampato alcune bandiere inglesi e australiane di diverse misure in modo da poter scegliere quelle più adatte.

 

Sullo scudo in legno incollo una bandiera inglese.

Sullo scudo in legno incollo una bandiera inglese.

  1. Nel riquadrino si vede la sagoma scolpita dello scudo e una bandiera ritagliata dal foglio di carta.
  2. Nel riquadrino cospargo di colla vinilica la parte superiore dello scudo.
  3. Nel riquadrino incollo la bandiera in modo che sia centrata sullo scudo.
La prua della RRS Discovery è ora completa dell’albero di bompresso, dei decori delle serpi di prua, dello scudo con la bandiera inglese e dell’occhio di cubia con i relativi rinforzi.

La prua della RRS Discovery è ora completa dell’albero di bompresso, dei decori delle serpi di prua, dello scudo con la bandiera inglese e dell’occhio di cubia con i relativi rinforzi.

In questa foto finale si può apprezzare il dettaglio elevato dei decori delle serpi con lo scudo in rilievo.

Alla sinistra si vede l’occhio di cubia con i relativi rinforzi.
Si può notare come la ruota di prua sia stata arrotondata e resa meno invasiva

 

Un Regolamento Internazionale definisce i colori dei fanali che ogni nave deve avere.

Questi devono essere accesi dal tramonto all’alba e di giorno in caso di ridotta visibilità (per esempio con la nebbia).
i fanali devono avere anche degli angoli di visibilità ben precisi perché consentono (assieme ai colori) di valutare la direzione e la posizione della nave che si sta osservando.

I fanali laterali sono due: VERDE a destra o dritta e ROSSA a sinistra. Hanno un angolo di visione di 112,5°.

Troviamo anche altri fanali importanti : uno in testa all’albero di trinchetto e uno sull’albero di maestra entrambi con luce BIANCA ed angolo di visuale di 225°, mentre sull’albero di mezzana troviamo un fanale di poppavia con luce BIANCA ed una angolo di 135° rivolto per so la poppa.

Questi sono solo i più importanti e ci sono ben altre combinazioni che non tratto in questo articolo.

Dopo questa breve introduzione mostro un modo semplice per procedere alla costruzione di semplici lanterne.

Il corpo della lanterna è costituito da un pezzo di plastica trasparente.

Il corpo della lanterna è costituito da un pezzo di plastica trasparente.

Le lanterne avevano quasi sempre una forma cilindrica con all’interno una fiamma per fare luce.
Per realizzare il corpo delle lanterne taglio due spezzoni di plastica trasparente recuperarti dalla “scatola degli avanzi” che ogni modellista possiede.

 

Simulo le parti metalliche con delle strisce di carta.

Simulo le parti metalliche con delle strisce di carta.

Per realizzare le parti metalliche utilizzo delle sottili strisce di carta nera.
Per avere un certo spessore eseguo con la carta due giri e la incollo con la ciano acrilica.

 

Per il coperchio della lanterna utilizzo un anellino di ferro.

Per il coperchio della lanterna utilizzo un anellino di ferro.

Rifinisco la lanterna con il coperchio che è ricavato da un anello in metallo (freccia ROSSA) e riduco la parte di “vetro” incollando un altro pezzetti coarta nera in modo da formare il retro in metallo (frecce BLU).

 

Le lanterne della RRS Discovery della spedizione BANZARE erano in ottone appoggiate su una struttura in legno dipinta.

Le lanterne della RRS Discovery della spedizione BANZARE erano in ottone appoggiate su una struttura in legno dipinta.

Le lanterne erano sottoposta ad usura e di norma erano di ottone in modo da prevenire il formarsi di ruggine, per simularlo utilizzo un pennarello indelebile di colore oro.

Le lanterne venivano posizionate poi su delle strutture in legno o in metallo dipinte di ROSSO o di VERDE a seconda le lato dalla nave.

Nell’esempio di qui spora la lanterna è stata collocata su una struttura in legno della RRS Discovery.

L’esempio si riferisce all’elica della RRS Discovery

Il veliero di esplorazione antartica RRS Discovery disponeva di una propulsione aggiuntiva costituita da una caldaia a carbone che faceva ruotare un elica a due pale.

L’elica è stata progettata per essere facilmente estratta dalla sua sede per prevenire possibili danneggiamenti durante le soste nei mari ghiacciati.

 

Dalle foto reperibili si può dedurre molto bene sia la forma sia il tipo di ancoraggio.

La foto qui sopra mostra appunto l’elica della RRS Discovery e il tipo di aggancio.

La foto qui sopra mostra appunto l’elica della RRS Discovery e il tipo di aggancio.

Dalla fotografia qui sopra si possono ricavare tutti i dettagli necessari per riprodurla in ogni minimo particolare.

L’albero dell’elica forma un bulbo sferico leggermente allungato (come un uovo).
Sono presenti dei “tappi” rotondi sulla superficie vicino alle due pale.

 

La costruzione del bulbo dell’elica

Nella prima fase lavorativa mi occupo di costruire il bulbo sferico.

Arrotondo un legnetto di balsa per ottenere un cilindro dal diametro esatto.

Arrotondo un legnetto di balsa per ottenere un cilindro dal diametro esatto.

Considerato che il bulbo assume una forma ad “uovo” decido di costruirlo partendo da un blocchetto di legno di balsa e lo arrotondo fintanto che la dimensione corrisponde.

 

Eseguo dei controlli visivi per verificare il diametro del mozzo dell’elica.

Eseguo dei controlli visivi per verificare il diametro del mozzo dell’elica.

Eseguo alcune verifiche intermedie ma alla fine la balsa è facile da lavorare e non presenta particolari difficoltà.

 

Verifico che il cilindro sia corretto e delle giuste dimensioni

Verifico che il cilindro sia corretto e delle giuste dimensioni

La freccia ROSSA mostra il legno di balsa arrotondato che ha assunto la forma cilindrica; per ottenere il diametro corretto mi avvalgo di una verifica visuale direttamente sullo scafo del modellino in costruzione.

 

Ricavo il bulbo oblungo del bulbo dell’elica della RRS Discovery.

Ricavo il bulbo oblungo del bulbo dell’elica della RRS Discovery.

La fase successiva consiste nel ricavare dal tondino di balsa il bulbo sferico a forma di uovo.
Purtroppo questa foto è sfocata ma rende comunque bene l’idea dello step lavorativo.

 

La costruzione delle pale dell’elica

Per costruire le pale dell’elica disegno una sagoma su un foglio di plastica della Evergreen da 0,25 mm di spessore.

Le pale dell’elica della RRS Discovery sono realizzate con della plastica della Evergreen.

Le pale dell’elica della RRS Discovery sono realizzate con della plastica della Evergreen.

Ricavo due elementi che devono essere perfettamente identici. Le frecce BLU mostrano l’attacco delle pale sul bulbo mentre quelle ROSSE la parte finale.

 

Con il nastro di carta faccio aderire le pale al tondino di legno.

Con il nastro di carta faccio aderire le pale al tondino di legno.

Le pale devono essere arrotondate ma il foglio di plastica è rigido e non e possibile mantenere curvo un pezzo così delicato solo usando una tecnica meccanica.

Decido allora di conferire la forma in modo definitivo utilizzando il calore.

Le blocco con del nastro di carta su un tondino di legno di noce dal diametro di 10 mm. che è più largo di quello del bulbo sul quale verranno fissate.
In questo modo la curva che conferirò alle pale risulterà essere più morbida.

 

L’acqua bollente ammorbidisce la plastica che ora assume spontaneamente la forma cilindrica.

L’acqua bollente ammorbidisce la plastica che ora assume spontaneamente la forma cilindrica.

Faccio bollire dell’acqua in un pentolino, spengo il fuoco così che la temperatura scenda sotto i 100 gradi ed immergo lo spezzone di legno per circa 10 secondi. L’alta temperatura (ormai abbassatasi a 90 0 95 gradi) ammorbidisce la plastica che assume “spontaneamente” la forma cilindrica impressa dal tondino di legno.

 

L’acqua ghiacciata fissa in modo stabile e durevole la forma arrotondata delle pale dell’elica.

L’acqua ghiacciata fissa in modo stabile e durevole la forma arrotondata delle pale dell’elica.

Subito dopo lo immergo in acqua fredda (di frigorifero) per altri 10 secondi.
Lo sbalzo termico così repentino irrigidisce e fissa la plastica nella sua nuova forma.

 

Le pale dell’elica hanno assunto ora una forma arcuata.

Le pale dell’elica hanno assunto ora una forma arcuata.

Da questa immagine si vede benissimo la forma curva assunta da una pala dell’elica. Vedi la freccia ROSSA.

 

Assemblo il bulbo e le pale dell’elica assieme ad altri componenti minori ed ottengo il gruppo propulsione completo.

Assemblo il bulbo e le pale dell’elica assieme ad altri componenti minori ed ottengo il gruppo propulsione completo.

Con una taglierina incido la sfera di balsa ed inserisco le due pale.
Ad un’estremità incollo un oblò da 3 mm capovolto in modo che simuli l’attacco verso lo scafo. Vedi la freccia BLU.

 

I dettagli aggiunti al gruppo dell’elica assicurano un realismo notevole.

I dettagli aggiunti al gruppo dell’elica assicurano un realismo notevole.

La freccia ROSSA mostra un piatto rotondo attaccato sul bulbo dell’elica.

Non so se si tratta di un coperchio per permettere una visione dell’interno del bulbo che presumo fosse vuoto oppure se si tratta di un contrappeso per permettere di bilanciare tutto il gruppo.

 

Il colore ore dell’elica è dato con un pennarello indelebile.

Il colore ore dell’elica è dato con un pennarello indelebile.

Il bulbo di balsa è stato spennellato con abbondante colla aliphatica che ha permesso di chiudere i pori del legno e potere carteggiare perfettamente la superficie.

Per la cronaca questo passaggio è stato più impegnativo del previsto ed ho dovuto ripeterlo alcune volte prima di ottenere una superficie perfettamente liscia.

Per dipingere il gruppo dell’elica ho dapprima dato una mano di primer a spruzzo e successivamente ho applicato del colore oro con un pennarello.

 

Posizionare l’elica

Nel foro dell’elica a poppa devo creare una scanalatura per accogliere l’innesto dell’elica.

Si tratta di una modifica semplice da eseguire.

Si rendono necessarie delle piccole modifiche per agganciare l’elica.

Si rendono necessarie delle piccole modifiche per agganciare l’elica.

Una volta che ho collocato l’elica nella posizione definitiva ho aggiunto gli altri elementi mancanti.

 

Sul modellino della RRS Discovery viene ora montato il gruppo propulsione dell’elica.

Sul modellino della RRS Discovery viene ora montato il gruppo propulsione dell’elica.

Le frecce BLU mostrano appunto questi elementi che ho aggiunto dopo avere incollato l’elica.

NB l’elica NON può ruotare ed è fissata in posizione perfettamente verticale.

 

 

 

 

INVASATURA

Di solito l’invasatura o piedistallo finale o bacheca da esposizione viene realizzata e montata per ultimo, a modello finito o quasi.
Con lo scafo rivestito in rame invece si rende necessario realizzarlo molto prima e precisamente appena ultimato il rivestimento dello stesso.

In commercio ci sono molte possibilità alcune eleganti come per esempio le colonnine in ottone che vanno infilate nella chiglia e bloccate alla stessa tramite una vite altre invece più solide o più decorative come i delfini o le sirene.

A me serviva un’invasatura che fosse sia elegante, sia solida, sia discreta al fine di non sminuire il modello finito.
Ho optato per 4 piedistalli fissati ad una tavoletta di noce massello.

La base dell’invasatura è costituita da una tavola di legno massello.

La base dell’invasatura è costituita da una tavola di legno massello.

I listelli di noce duro utilizzati nella costruzione sono a profilo quadrato e nelle misure di:

10 x 10 mm
8 x 8 mm
6 x 6 mm

Per i sostegni alla chiglia utilizzo i primi due (10×10 mm. e 8×8 mm.) che sono quelli di maggiore dimensione; vengono incollati sovrapposti con gli spigoli tagliati a 60°.
Al centro in corrispondenza della mezzeria ho ricavato una tacca di 2 mm in modo da infilare la chiglia e garantire una maggiore stabilità.
in questo modo la chiglia non può uscire dalla sua sede e lo scafo non può inclinarsi lateralmente.

I quattro sostegni vengono incollati sulla tavoletta di legno.
Nell’intaglio realizzato nella mezzeria ho praticato un foro di invito da 1,5 mm profondo circa 25 mm. atto ad accogliere una vite in ottone (così non arrugginisce) per  legno fissando il piedistallo alla tavoletta.

 

Il modellino è messo a bolla sulla tavola di legno massello.

Il modellino è messo a bolla sulla tavola di legno massello.

Lo scafo viene messo perfettamente a bolla e quindi bloccato tramite carta da carrozziere.

Piccola precisazione: si deve verificare che anche il tavolo o la base di appoggio siano a bolla.

 

I sostegni laterali sono in noce a sezione quadrata.

I sostegni laterali sono in noce a sezione quadrata.

Per i sostegni laterali (evidenziato dalle frecce NERE) ho utilizzato i listelli a sezione quadrata da 8×8 mm. e 6×6 mm. anch’essi incollati gli uni sugli altri.
Ero indeciso se utilizzare solo i sostegni centrali oppure anche quelli a poppa e a prua, dopo una verifica ho valutato che utilizzando tutti e quattro i sostegni ottengo maggiore stabilità ed anche l’aspetto estetico si migliora.

La levigatura di uno scafo dipinto

Quando abbiamo completato il secondo rivestimento con dei listelli da 0,5 mm. di spessore lo scafo si presenta già abbastanza liscio ma presenta ancora alcuni scalini o accostamenti delle tavole con gli spigoli vivi .

Se il modello rimane con il legno a vista è necessario passare la cartavetrata e renderlo perfettamente liscio. Alla fine va trattato con due mani di turapori.

Se il modellino sarà colorato (in tutto o in parte) allora si deve modificare la fase di levigatura.

Uso il tatto per individuare le zone da carteggiare.

Uso il tatto per individuare le zone da carteggiare.

IN QUESTO STEP NON POSSIAMO AVVALERCI DELLA VISTA.

Dobbiamo quindi usare il tatto, passando i polpastrelli delle dita sulla superficie dello scafo e “sentire” le imperfezioni.

 

Uso il raschietto in diagonale.

Uso il raschietto in diagonale.

Con un blocchetto di legno con sopra montata della carta vetrata a gran media (non fine) elimino solo gli spigoli delle giunzioni tra i corsi del fasciame che ritengo siano troppo pronunciati.

Normalmente si liscia muovendo il raschietto in orizzontale seguendo i corsi del fasciame ma se l’imbarcazione sarà dipinta allora si muove il raschiatoio in diagonale. Dall’immagine qui sopra si deve seguire l’andamento delle frecce GIALLE , una sola volta in un senso e poi nell’altro.

Lo scopo non e quello di rendere liscio lo scafo ma eliminare gli spigoli vivi.

Quando lo scafo sarà stato dipinto i corsi saranno bel definiti e visibili e il loro disegno emergerà come una texture da sotto la vernice.

Se invece lisciassi perfettamente tutto lo scafo eliminerei gran parte di questi elementi distintivi rendendo il modellino troppo piatto come se fosse di plastica.

Preparare la dima per rastremare i listelli

La superficie di uno scafo non è cilindrica ma a forma di “uovo o botte” (passatemi l’esempio) e la prua e la poppa hanno una superficie inferiore rispetto al centro della nave. Le tavole erano più larghe al centro e si restringevano quando dovevano rivestire le estremità.

La larghezza delle tavole diminuiva in modo progressivo e i corsi del fasciame non avevano interruzioni di continuità.

Questa caratteristica è chiamata RASTREMATURA.

 

Nel modellismo NON è possibile rastremare decine e decine di listelli a mano libera perché sarebbero tutti diversi ed incollandoli sullo scafo si formerebbero troppe fughe difficili o impossibili da riempire.

 

Si rende necessario un attrezzo che permetta di assottigliare in modo facile, lineare e preciso tutti i listelli che ci servono.

Nei pochi negozi di modellismo ormai rimasti è possibile acquistare (dietro ordinazione) una attrezzo che assolve allo scopo ma purtroppo è troppo piccolo e al lato pratico non serve a nulla.

 

BISOGNA COSTRUIRSELO DA SOLI

Per fortuna è molto facile e in questo post spiego come fare:

La base della dima (step 1)

Per la base della dima utilizzo un profilato di alluminio a forma di ”U” che di norma è lungo un metro.

Lo si trova in diverse misure, io ho scelto una che sia profonda circa mezzo centimetro.

Per ridurre l’altezza interna appoggio sul fondo un listello di noce.

Per ridurre l’altezza interna appoggio sul fondo un listello di noce.

I listelli che utilizzerò nel secondo rivestimento hanno un’altezza di 3 mm. (mentre la dima è profonda 5 mm.) si rende necessario ridurre l’altezza di 2 mm.

Inizio con l’appoggiare sul fondo della dima un listello di noce da 0,5 mm di spessore.

 

L’inclinazione della base della dima (step 2)

 

Per rendere variabile la profondità della dima uso dei listelli rastremati.

Per rendere variabile la profondità della dima uso dei listelli rastremati.

Questa fase è molto importante perché determinerà l’inclinazione del fondo della dima.

Per rastremare i listelli in modo omogeneo è necessario che una parte di essi sporga dalla dima di alluminio.

La cosa più semplice è ridurre lo spazio interno aumentando lo spessore sul fondo.

 

Un listello rastremato permette di inclinare il fondo della dima.

Un listello rastremato permette di inclinare il fondo della dima.

Da questa immagine si vede molto bene come il listello indicato dalla freccia GIALLA sia stato assottigliato. Ho utilizzato un listello di tiglio facilmente lavorabile.

Il listello indicato dalla freccia ROSSA è il listello di fondo.

Infilo quanto costruito sul fondo della dima di alluminio.

 

La preparazione dei listelli (step 3)

 

I listelli sono accostati e legato assieme con del nastro di carta.

I listelli sono accostati e legato assieme con del nastro di carta.

Scarto solo i listelli storti o che presentino nodini, per il resto vanno bene tutti anche quelli che avessero le venature in diagonale e non parallele alla lunghezza.

Ne prendo tanti quanti entrano nella dima, li accosto e li blocco con del nastro da carrozziere.

 

I listelli sono inclinati nella dima e rimangono parzialmente esposti.

I listelli sono inclinati nella dima e rimangono parzialmente esposti.

Li infilo all’interno della dima.

Siccome in precedenza avevo realizzato una base inclinata ora il gruppo di listelli sporgerà da un’estremità per circa la metà della larghezza (freccia ROSSA) mentre dopo 20 o 30 cm. di pendenza rimarranno completamente all’interno della dima.

 

 La rastrematura dei listelli (step 4)

 

Dremel monto un cilindro abrasivo che permette di asportare il legno che sporge dalla dima di alluminio.

Dremel monto un cilindro abrasivo che permette di asportare il legno che sporge dalla dima di alluminio.

Sulla punta del trapano Dremel monto un cilindro di carta vetrata a grana medio grossa.

Imposto la velocità di rotazione al massimo (30.000 giri al minuto) ed inizio ad assottigliare i listelli inseriti nella dima. Muovo velocemente il minitrapano avanti e indietro. Lavoro fino a toccare i bordi della dima che essendo di alluminio stridono ma non si rovinano.

 

Rifinitura della rastrematura dei listelli eseguita a mano.

Rifinitura della rastrematura dei listelli eseguita a mano.

La rifinitura viene eseguita a mano con l’ausilio di un lisciatoio con carta vetrata a grana media.

 

La dima di alluminio garantisce una perfetta rastrematura dei listelli.

La dima di alluminio garantisce una perfetta rastrematura dei listelli.

La dima essendo di alluminio garantisce una perfetta rastrematura dei listelli in essa contenuti.

La feccia ROSSA mostra appunto di quanto l’altezza dei listelli sia stata ridotta.

 

Con un seghetto taglio l’eccedenza della lavorazione.

Con un seghetto taglio l’eccedenza della lavorazione.

La parte sporgente dalla dima va ovviamente tagliata con un seghetto.

Nella dima entrano circa solo 15 listelli e si rende necessario ripetere il procedimento diverse volte.

 

 

Le cerniere del timone

Molti modellisti realizzano i timoni con delle vere cerniere in miniatura in modo da poterli girare a destra e a sinistra, quasi sempre sono però sproporzionati e fuori scala.
Essendo il modello statico io preferisco bloccarlo in posizione diritta e realizzare le cerniere negli spessori e nelle dimensioni uguali all’originale. Questo articolo si basa sul modellino del Cutty Sark in scala 1:72 dove 2 mm corrispondono a 15 cm nell’originale.

Le cerniere del timone del Cutty Sark hanno un profilo uguale all’originale.

Le cerniere del timone del Cutty Sark hanno un profilo uguale all’originale.

Per realizzare la ferramenta del timone (“linguette”) utilizzo una di queste due soluzioni:

  1.      Adopero delle semplici strisce di carta tagliate alla larghezza desiderata dal modello e le incollo con la Vinavil direttamente sullo scafo e sulla pala del timone. Se lo spessore è poco sovrappongo due o più strisce. Quando la colla vinilica si è asciugata ripasso la superficie della carta con la colla ciano acrilica.
    Per finire dipingo la ferramenta di nero.
  2.      Adopero delle strisce di plastica qualora la ferramenta da riprodurre sia troppo lunga e stretta.

 

Nel Cutty Sark ho impiegato delle strisce di plastica a sezione di arco di cerchio, ovverosia a sezione rettangolare con un lato leggermente tondo, da non confondere con il semicerchio.

Le dipingo di nero dal lato “tondo” ed aspetto che la vernice si asciughi.

NON utilizzo il nero puro o assoluto ma lo “smorzo” con una punta di marrone.
Per non rovinare il colore nel barattolo ne posiziono una sola goccia su un piattino di carta e la “sporco” con il marrone. La percentuale di nero deve rimarne molto alta e sempre superiore al 90%.
Per attenuare il colore nero posso utilizzare anche altri colori tra cui il verde scuro, il rosso vinaccia, il viola ed in genere tutti quelli già scuri.

 

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 1).

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 1).

Taglio alla misura voluta 4 spezzoni che poi incollo con la colla ciano acrilica allo scafo, per il taglio ho utilizzato un tronchetto che lascia un profilo appuntito.
La freccia NERA mostra un ombra grigia sullo scafo che rappresenta il posto dove verrà incollata la cerniera.

 

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 2).

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 2).

Per la ferramenta della pala del timone invece ho lasciato le strisce di plasticar in misura abbondante in quanto verranno ritagliati al filo esterno dello stesso.

Vanno posizionati sopra alle cerniere dello scafo e a contatto delle stesse.
Il perno il cui nome tecnico è “agugliotto” si inserisce in un foro chiamato “femminella” che nella realtà stimo essere di 5 cm di diametro. Nel modellino del Cutty Sark viene trascurato perché in scala diverrebbe 0,7 mm. Una sezione così piccola può essere riprodotta facilmente con del  filo di ottone ma rimarrebbe comunque nascosto alla vista.

La freccia GIALLA mostra una cerniera dello scafo già incollata in posizione.

 

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 3).

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 3).

Nella parte alta dell’ancora vi è un ulteriore rinforzo metallico ed un anello.

 

L’anello assolve a due finzioni importanti:

  1. Veniva utilizzato in arsenale per sollevare il timone mentre lo si infilava nelle cerniere.
  2. Veniva utilizzato per far passare una gomena o una catena che a sua volta è saldamente ancorata allo scafo, serve per impedire di perderle il timone in mare qualora un’onda nomala lo faccia sfilare dalle cerniere.

Nel modello di Londra non è presente nessuna cima o catena e quindi non la riproduco.

 

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 4).

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 4).

Ecco il timone finito.
I più attenti si saranno accorti che le foto sono state capovolte in modo da visualizzare il timone nel giusto senso, la realizzazione invece è stata eseguita a scafo rovesciato.

Come incollare il primo listello sulla RRS Discovery

Il primo listello che si incollerà sullo scafo fungerà da guida per tutti gli altri e quindi deve essere posizionato con la massima precisione.

Traccio un segno per posizionare correttamente il listello.

Traccio un segno per posizionare correttamente il listello.

Un Clipper ha la prua sottile e slanciata ed il listello deve iniziare esattamente sulla prua mentre a poppa sarà più facile lasciarlo “sbordare” e rifinire in seguito.

Calcolata la lunghezza del listello (dalla prua ovviamente) segno con una matita un tratto verticale che mi servirà per allineare successivamente lo stesso con una tolleranza che è quasi nulla. Su uno scafo piccolo come questo traccio un singolo segno posto su una ordinata centrale mentre su imbarcazioni più grandi traccio due segni posti all’incirca ad un terzo dalla prua e dalla poppa.

 

Con la colla vinavil incollo il listello alle ordinate.

Con la colla vinavil incollo il listello alle ordinate.

Il primo listello lo posiziono al di sotto del listello guida che avevo incollato in una fase lavorativa precedente.
Su ogni ordinata applico una goccia di colla vinilica.

 

Suo gli spilli da sarto per bloccare i listelli mentre la colla si asciuga.

Suo gli spilli da sarto per bloccare i listelli mentre la colla si asciuga.

Per fissare i listelli alle ordinate NON uso i chiodini di rame (come viene invece raccomandato in molti libri e forum !!!) ma degli spilli da sarto che inserisco a pressione usando una semplice pinza.

 

Lo spillo non va martellato in posizione ma spinto a pressione con una pinza.

Lo spillo non va martellato in posizione ma spinto a pressione con una pinza.

Serro lo spillo in acciaio tra le ganasce di una pinza e lo spingo a pressione nel listello fino a farlo penetrare per 3, 4 mm nel legno dell’ordinata retrostante.

Non uso invece mai e per nessun motivo un martelletto.

 

L’eccesso di colla va eliminato per evitare il formarsi di spessori.

L’eccesso di colla va eliminato per evitare il formarsi di spessori.

Quando il listello è ben posizionato elimino l’eccesso della colla con uno stuzzicadenti.

È importante mantenere pulita la giunzione perché la colla vinilica asciugandosi creerebbe uno spessore (anche se minimo) impedendo al listello successivo di rimanere aderente a quanti glia incollati.

 

RINFORZI A PRUA

Nei Clipper lo spazio a prua è stretto e la chiglia non viene rastremate e di conseguenza la zona di contatto con il listello è molto ridotta e non garantisce una presa salda e sicura nel tempo.

Un punto critico è rappresentato dalla giunzione del listello sulla ruota di prua.

Un punto critico è rappresentato dalla giunzione del listello sulla ruota di prua.

Nella foto qui sopra la freccia rossa mostra l’unione con il listello bloccato in posizione da uno spillo mentre la freccia gialla mette in evidenza lo spazio interno che al momento è ancora vuoto.

 

Da alcuni listelli di scarto ricavo dei cunei di rinforzo.

Da alcuni listelli di scarto ricavo dei cunei di rinforzo.

Con degli avanzi di listello realizzo alcuni piccoli cunei lunghi circa 2 cm.

 

Con i cunei aumento la superficie di contatto con il listello a prua.

Con i cunei aumento la superficie di contatto con il listello a prua.

Vengono incollati due cunei di rinforzo posti a cavallo del primo listello in modo da aumentare la superficie di presa della colla.

Nella foto qui sopra si vede anche come il listello non tocchi la prima ordinata (freccia BLU) in quanto è stata modificata la forma del tagliamare della prua rendendo la stressa più bombata e meno aerodinamica.

Se un’ordinata è storta deve essere raddrizzata.

Nonostante tutti gli sforzi profusi e le attenzioni dovute alle volte capita che un’ordinata si sia incollata storta.

I rinforzi incollati ai quatto angoli dell’incastro chiglia – ordinata dovrebbero garantire la perpendicolarità, tuttavia se l’incastro è troppo lasco o al contrario sforza allora un’ordinata può risultare effettivamente storta.

Errori di uno o due millimetri sono facili da correggere.

Si valuta con attenzione il difetto e si sceglie il metodo più adatto per potere eseguire una riparazione efficace.

Si valuta con attenzione il difetto e si sceglie il metodo più adatto per potere eseguire una riparazione efficace.

La freccia BLU nella foto qui sopra evidenzia come il segno della mezzeria dell’ordinata non sia centrato sulla chiglia ma sia spostato verso sinistra di circa 2 mm. La freccia VERDE più in basso mostra invece un allineamento perfetto.

L’ordinata storta dovrà essere ridotta sul lato sinistro ed aumentata sul lato opposto cioè quello destro.

Si segna con una matita il profilo corretto che avrebbe dovuto assumere l’ordinata e si procede ad asportare l’eccesso del legno tramite della carta vetrata.

 

Si usano gli pilli per mantenere aderente il listello aggiuntivo

Si usano gli pilli per mantenere aderente il listello aggiuntivo

Il lato opposto invece risaluta essere più stretto e l’ordinata non toccherebbe i listelli nella successiva fase di rivestimento o… PEGGIO se lo facesse si creerebbe un avvallamento che sarebbe necessario correggere in seguito.

Si deve quindi allargare l’ordinata quel tanto che basta ad allineare il profilo al resto dello scafo.

Nella fattispecie incollo un listello di tiglio da 2 mm di spessore sul profilo esterno dell’ordinata.

Per garantire un’adesione perfetta blocco il listello con diversi spilli da sarto inclinandoli in modo tale da garantire una perfetta aderenza.

 

Il profilo dell’ordinata è ora maggiore grazie allo spessore del listello aggiuntivo.

Il profilo dell’ordinata è ora maggiore grazie allo spessore del listello aggiuntivo.

A colla asciutta rimuovo gli spilli e verifico che lo spessore aggiuntivo sia sufficiente.

L’ordinata risulterà essere più storta in alto mentre alla base dell’attaccatura con la chiglia sarà già nella giusta posizione.

 

Con un blocchetto di carta vetrata si corregge la curvatura dell’ordinata fino a raggiungere il profilo corretto

Con un blocchetto di carta vetrata si corregge la curvatura dell’ordinata fino a raggiungere il profilo corretto

Carteggio il listello fino a fare assumere all’ordinata il profilo corretto. In particolare nella parte inferiore si dovrà carteggiare fino ad asportare completamente il legno del listello aggiuntivo.

La prima ordinata che si incolla deve essere centrale.

È importante che sia incollata esattamente e ad angolo retto rispetto alla chiglia.

Essendo la prima da incollare non si hanno punti di riferimento con cui aiutarsi, inoltre essendo la prima sarà lei ad essere un punto di riferimento per tutte le altre che si incolleranno in seguito.
Si rende necessaria la massima precisione.

Per garantire l’ortogonalità dell’incastro ordinata chiglia si devono utilizzare degli squadretti.

Per garantire l’ortogonalità dell’incastro ordinata chiglia si devono utilizzare degli squadretti.

È inutile ricordare che l’incastro ordinata-chiglia non deve sforzare altrimenti la tensione del legno tenderà a scaricarsi spostando angolo di qualche grado.

È di gran lunga preferibile avere un incastro lasco piuttosto di un duro.

Detto questo si deve provvedere a mantenere l’ortogonalità per il tempo necessario alla colla vinilica di asciugare completamente.

 

L’incastro deve essere perfettamente ortogonale e deve essere verificato con cura e certezza.

L’incastro deve essere perfettamente ortogonale e deve essere verificato con cura e certezza.

Un modo semplice ed economico (almeno per chi ha bambini piccolini) consiste nell’utilizzare alcuni componenti di LEGO che presentendo diversi grandi vantaggi:

1) si possono reperire in diverse misure e sono leggeri
2) sono perfettamente ad angolo retto
3) sono assemblabili secondo le proprie necessità
4) sono di plastica e quindi non si attaccano con  la colla vinilica
5) sono resistenti e indeformabili.

Come è ben visibile nelle due foto qui sopra ho utilizzato quattro quadrati con “alzata” in modo da controllare l’ortogonalità su tutti e quattro gli angoli.

 

Si stende la colla vinilica per rinforzare l’incastro.

Si stende la colla vinilica per rinforzare l’incastro.

Per procedere al rinforzo dell’incastro si aspettano le solite 24 ore che è un tempo necessario alla colla di penetrare in profondità nelle fibre del legno, si staccano i quattro squadretti di LEGO e si applica una sottile striscia di colla vinilica lungo l’incastro.

Osservando le frecce ROSSE si può notare come la colla non sia stata stesa su tutta la lunghezza dell’incastro ma si fermi circa un centimetro prima.

 

Un incastro perfettamente ortogonale e ben rinforzato impedirà che l’ordinata si sposti e si corra il rischio di svergolare lo scafo.

Un incastro permettente ortogonale e ben rinforzato eviterò che l’ordinata si sposti e rischi di svergolare lo scafo.

Si incollano dei segmenti di legno a sezione quadrata da 8 o 10 mm di lato e si serrano con dei morsetti.

La colla viene premuta con forza e penetra anche nelle eventuali micro fessure dell’incastro della chiglia con l’ordinata assemblato in  precedenza mentre l’eccesso sborderà dal rinforzo.

I quattro legnetti dei rinforzi devono avere la stessa lunghezza. È preferibile che siano leggermente più corti e non oltrepassino la sagoma dell’ordinata perché questa verrà rastremata in una fase successiva.

 

I rinforzi devono essere sempre quattro e tutti della medesima sezione e lunghezza.

I rinforzi devono essere sempre quattro e tutti della medesima sezione e lunghezza.

NB) Si devono incollare sempre quattro rinforzi, uno per angolo. Tutti e quattro vanno incollati contemporaneamente in modo da bilanciare la tensione della colla ed evitare scostamenti nella perpendicolarità dell’incastro.