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Questo articolo si bassa sulla RRS Discovery dell’esplorazione geografica dell’antartico del 1929 – 1903. ( BANZARE )

 

Le serpi di prua sono delle decorazioni collocate nella parte anteriore della nave e non hanno nessuna utilità pratica ma solo decorativa.

I decori sono spesso intagliati nel legno e dipinti sul rilievo in bianco o in oro in modo che risaltino sullo sfondo che è generalmente nero.

Sono anche piuttosto ricchi di dettagli, fregi ed elementi particolarmente complessi.

Considerando la scala minuta del modellino tipicamente compresa tra la 1:50 e la 1:100 risulta impossibile ricostruirli intagliando un listello di legno a meno che non possieda delle notevoli doti da scultore (ma non è il mio caso).

Nei negozi si possono acquistare solo per alcune navi (es. Victory, Bounty, ..) e solo in una o due scale di costruzione che corrispondono ai modelli a catalogo.

L’unica opzione percorribile consiste nel costruirseli da soli.

Fortunatamente al giorno d’oggi è facile trovare su internet delle fotografie molto accurate dei suddetti decori.

Queste vengono importate in un programma di grafica (come Gimp per esempio) dove vengono elaborate fino a raggiungere un’immagine bitmap (in banco e nero) .

 

Riprodurre i decori

metodo semplice (La stampa)

 

Il modo più semplice consiste nel stampare l’immagine, ritagliarla ed incollarla sulle serpi di prua.
L’unica accortezza consiste nel proteggere l’inchiostro e/o il toner della stampa, per il resto l’effetto sarà simile ad una decalcomania.

I decori delle serpi di prua sono stati stampati con una laser economica.

I decori delle serpi di prua sono stati stampati con una laser economica.

Nella foto qui sopra si vede bene la stampa (di prova) delle decorazione delle serpi di prua.

NB si vedono anche altri elementi come la scritta “Discovery”, gli ovali per il passaggio delle gomene e i tre anellini per le manovre delle vele maggiori.

 

Riprodurre i decori

metodo elegante (Il timbro)

 

Un metodo decisamente più elegante consiste nel ricreare anche lo spessore del decoro che può variare tra gli 0,2 e 1 mm. che corrispondono (nella scala 1:72 rispettivamente ad un intaglio profondo 1,5 e 7 cm.)

Io decido (dopo diverse osservazioni) di ricavare uno spessore di 0,5 mm.

L’immagine precedente mostra un rettangolo nero con le scritte e i disegni in bianco.
Quella immagine (a 600 DPI) mi serve per realizzare un timbro in silicone.
La porto in un centro di stampa e mi limito a ritiralo il giorno dopo.

NB) Quando si ordina il timbro si deve specificare che le scritte debbano essere leggibili sul silicone del timbro e non quando verrebbero timbrate” sulla carta.

 

Per i decori delle serpi di prua della RRS Discovery ho utilizzato uno stampo in silicone.

Per i decori delle serpi di prua della RRS Discovery ho utilizzato uno stampo in silicone.

Con il silicone del timbro mi ricavo uno stampo (sempre in silicone) nel quale verso la resina ed ottengo una copia del timbro.

Questa copia è di resina rigida che posso dipingere e modificare come voglio e mi consente di ricavare tutti gli elementi.

Nel caso qualcosa andasse storto mi basta rifare la colata e ricominciare daccapo.

Il silicone del timbro che ho acquistato invece non si presta facilmente ad essere dipinto e rimane sempre elastico.

Nell’immagine qui sopra ho utilizzato una resina nerastra dove i decori andrebbero dipinti di bianco, ma… ovviamente ci sono tanti minuti particolari che non è semplice dipingere del colore bianco perché è uno dei meno coprenti e mi costringerebbe a passare almeno cinque o sei mani.

La soluzione consiste nell’utilizzare della resina bianca.

 

Per ottenere una resina biancastra ho acquistato questo prodotto.

Per ottenere una resina biancastra ho acquistato questo prodotto.

Anche la resina bianca (o questa marca) è bi-componente da mescolarsi in parti uguali.

Rispetto alle altre resine di colaggio che ho adoperato in passato questa deve essere mescolata MOLTO ma MOOOLTO bene e a lungo anche un quarto d’ora grattando il fondo con l’apposito cucchiaino.

 

La resina bianca è molto più densa e deve essere mescolato per almeno un quarto d’ora.

La resina bianca è molto più densa e deve essere mescolato per almeno un quarto d’ora.

Alla fine l’impasto si presenta color avorio viscoso e denso.

 

Ottengo uno stampo di resina bianca.

Ottengo uno stampo di resina bianca.

Dopo il colaggio l’impasto è diventato quasi bianco, ovviamente si è anche irrigidito.

Il tempo di “essicazione” è più lungo rispetto alle altre resine e nonostante avessi eseguito un colaggio molto sottile ha impiegato più di 24 ore a catalizzarsi del tutto.

 

Coloro di nero lo stampo di resina bianca.

Coloro di nero lo stampo di resina bianca.

Lo step successivo consiste nel dipingere l’intero stampo con del colore nero acrilico ed aspettare che si asciughi.

 

Con una carta abrasiva faccio emergere la trama dei decori ora bianchi su sfondo nero della RRS Discovery.

Con una carta abrasiva faccio emergere la trama dei decori ora bianchi su sfondo nero della RRS Discovery.

Strofino sullo stampo un pezzo di carta abrasiva all’acqua di grana 800.

Si tratta della stressa carta abrasiva utilizzata dai carrozzieri, si bagna la superficie e si gratta DOLCEMENTE per asportare solo lo strato superficie della vernice nera.

 

Con questo sistema faccio emergere tutti i dettagli della decorazione delle serpi di prua.

Con questo sistema faccio emergere tutti i dettagli della decorazione delle serpi di prua.

Alla fine, gratta- gratta sono emersi tutti i più minuti dettagli dello stampo.
Sarà sufficiente ritagliare ed incollare lo stampo sulle serpi di prua.

Costruire le serpi di prua

Le serpi di prua creano un collegamento (anche visivo) tra lo scafo e l’albero di bompresso e di conseguenza si devono perfettamente armonizzare nel loro insieme.

 

TRUCCO:

Un semplice trucco per rendere armonico l’insieme della prua consiste nel costruire per primo l’albero di bompresso e solo successivamente costruirci sopra le serpi di prua.

Con un cartoncino costruisco la sagoma della ruota di prua.

Con un cartoncino costruisco la sagoma della ruota di prua.

Costruisco una sagoma che mi delimiti gli ingombri MASSIMI della ruota di pru.

 

La ruota di prua è costruita in legno.

La ruota di prua è costruita in legno.

Avvalendomi della stampa dei decori realizzo un abbozzo della suddetta ruota.
In questo step lo spessore è di 3 mm. cioè uguale allo spessore del diritto di prua e della lama rompighiaccio.

 

In questa immagine ho eseguito una prova tecnica per valutare le proporzione dei decori e della ruota di prua.

In questa immagine ho eseguito una prova tecnica per valutare le proporzione dei decori e della ruota di prua.

La parte più esterna dovrà mantenere lo spessore (TOTALE) di 3 mm. ma, considerando anche lo spessore della resina del decoro lo devo ridurre a circa la metà.

 

Riduco lo spessore la centro della ruota di prua e la incollo sullo scafo.

Riduco lo spessore la centro della ruota di prua e la incollo sullo scafo.

Nella foto qui sopra ci sono alcuni particolari che ho evidenziato, e precisamente:

  1. Freccia BLU: L’albero di bompresso è stato assemblato su un piano di lavoro a parte ed infilato nella punta dello scafo. Il fuso inferiore presente una sezione quadrata che deve essere mantenuta.
  2. Freccia BIANCA: per il momento mantengo ancora diritto il profilo della ruota di prua, L’attaccatura allo scafo rimane a 3 mm. di spessore.
  3. Freccia ROSSA: la parte finale della ruota di prua è stata asportata e sostituita con dei listelli da 1,5 mm. di spessore.

 

Una volta incollato il decoro scavo lo spazio per accogliere lo scudo in la bandiera inglese.

Una volta incollato il decoro scavo lo spazio per accogliere lo scudo in la bandiera inglese.

Le serpi di prua sono simulate dallo spessore della resina del decoro che è di poco inferiore al millimetro. La freccia GIALLA indica il punto dove andrò ad inserire i rinforzo del foro di cubia per fare passare le catene dell’ancora.

Gialla indica dove ho scavato l’area che accoglierà lo scudo con la bandiera inglese.

La freccia BIANCA indica la parte inferiore della ruota di prua dove ho incollato dei listelli per aumentare lo spessore totale.

 

Lo scudo con la bandiera inglese

Lo scudo con la bandiera inglese merita un approfondimento speciale.
Si tratta di un elemento del decoro delle serpi a forma cilindrica che unisce i due lati dello scafo.

Su un foglio di carta ho stampato delle bandiere inglesi e australiane in diversi misure.

Su un foglio di carta ho stampato delle bandiere inglesi e australiane in diversi misure.

Per realizzare la struttura parto da un listello di legno di tiglio a sezione quadrata da tre millimetri di lato.
Arrotondo la parte superiore fino ad ottenere un semicerchio.
Sullo sfondo si vede un foglio di carta dove ho stampato alcune bandiere inglesi e australiane di diverse misure in modo da poter scegliere quelle più adatte.

 

Sullo scudo in legno incollo una bandiera inglese.

Sullo scudo in legno incollo una bandiera inglese.

  1. Nel riquadrino si vede la sagoma scolpita dello scudo e una bandiera ritagliata dal foglio di carta.
  2. Nel riquadrino cospargo di colla vinilica la parte superiore dello scudo.
  3. Nel riquadrino incollo la bandiera in modo che sia centrata sullo scudo.
La prua della RRS Discovery è ora completa dell’albero di bompresso, dei decori delle serpi di prua, dello scudo con la bandiera inglese e dell’occhio di cubia con i relativi rinforzi.

La prua della RRS Discovery è ora completa dell’albero di bompresso, dei decori delle serpi di prua, dello scudo con la bandiera inglese e dell’occhio di cubia con i relativi rinforzi.

In questa foto finale si può apprezzare il dettaglio elevato dei decori delle serpi con lo scudo in rilievo.

Alla sinistra si vede l’occhio di cubia con i relativi rinforzi.
Si può notare come la ruota di prua sia stata arrotondata e resa meno invasiva

 

Come mantenere le distanze corrette

Può capitare a volte che alcuni elementi delle sovrastrutture o attrezzature del ponte debbano essere collocate secondo degli schemi geometrici ben precisi quali il quartato, il rettangolo, l’esagono o l’ottagono.

In questo caso la RRS Discovery ha molte attrezzature sul ponte del castelletto di prua e in particolare al centro (attorno all’argano verticale) sono disposte due prese d’aria e quattro oblò che devono essere tutti equidistanti dall’argano stesso; in pratica sono collocati a forma di esagono.

Dalle fotografie si ricavano le informazioni necessarie per definire gli oggetti e le posizioni degli stessi.

Dalle fotografie si ricavano le informazioni necessarie per definire gli oggetti e le posizioni degli stessi.

Dalle osservazioni delle fotografie si deducono gli elementi e la disposizione degli stessi nonché la disposizione sul ponte e le distanze dalla mezzeria e dai parapetti.

 

Per disegnare un esagono è sufficiente un compasso.

Per disegnare un esagono è sufficiente un compasso.

Per allineare sei elementi disposti in cerchio rispetto al vertice si potrebbe utilizzare un compasso per disegnare un cerchio e poi sempre con lo stesso segnare i vertici.
(Come ci hanno insegnato a scuola).

 

MA…. questo sistema presenta diverse criticità:

    1. Il cerchio disegnato con la matita dovrà essere cancellato con la gomma con il rischio di “grattare” il tavolato del ponte ed asportare il mordente.
    2. Usando il compasso non è semplice identificare con una precisione assoluta la posizione del primo vertice e di conseguenza l’esagono non sarà in asse con lo scafo.
    3. Per avere un’idea dell’insieme è necessario disegnare prima l’esagono sul ponte con il rischio che sia troppo piccolo o troppo grande o peggio ancora fuori asse (e in ogni caso dovrà essere cancellato!)

 

Un esagono di carta sul pinte della RRS Discovery consente un posizionamento delle sovrastrutture più accurato.

Un esagono di carta sul pinte della RRS Discovery consente un posizionamento delle sovrastrutture più accurato.

Un’alternativa valida consiste nel stampare su un foglio di carta un esagono (creato con gimp o con un altro programma di grafica) ritagliare la sagoma e posizionarla sul piano del ponte e valutare come si presenta.

Ovviamente è semplice ed immediato ingrandire o rimpicciolire l’esagono fino ad ottenere la dimensione desiderata.
In questo caso i sei lati dell’esagono deve essere uguali alla larghezza delle tavole centrali (i “King Planks”).

Al centro dell’esagono andrà incollato l’argano per cui blocco l’esagono di carta con una MICROSCOPICA punta di colla vinilica al centro.

Ai vertici dell’esagono incollo sei tondini di carta nera che simulano l’anello della calafatura che impedisce all’acqua di penetrare nello spazio tra gli oblò e il tavolato del ponte.

 

Incollo per primi quattro oblò sui vertici dell’esagono.

Incollo per primi quattro oblò sui vertici dell’esagono.

Sopra ai tondini di carta nera incollo quattro oblò (evidenziati dalle frecce ROSSE).

 

Incollo due prese d’aria sui vertici anteriori dell’esagono incollato sul ponte della RRS Discovery.

Incollo due prese d’aria sui vertici anteriori dell’esagono incollato sul ponte della RRS Discovery.

Sui due tondini anteriori di carta nera incollo due prese d’aria rivolte verso la prua.
Anche queste sono evidenziati dalle frecce ROSSE.

 

Distacco facilmente l’esagono di carta dal ponte ed ottengo i sei elementi tutti perfettamente equidistanti.

Distacco facilmente l’esagono di carta dal ponte ed ottengo i sei elementi tutti perfettamente equidistanti.

Quando gli elementi si sono bene incollati tolgo l’esagono di carta che ricordo essere incollato solo al centro.

 

Al centro dell’esagono di carta rimane una traccia di colla che verrà coperta dell’argano.

Al centro dell’esagono di carta rimane una traccia di colla che verrà coperta dell’argano.

Dopo questo step sul ponte rimane un alone di colla vinilica evidenziato dal cerchio ROSSO.

Se questa zona del ponte dovesse rimanere libera sarebbe stato sufficiente proteggerla con un pezzettino di carta da carrozziere ed incollare l’esagono sopra ad essa.

 

Una vista prospettica delle soprastrutture disposte ad esagono sul ponte della RRS Discovery.

Una vista prospettica delle soprastrutture disposte ad esagono sul ponte della RRS Discovery.

Incollo l’argano esattamente al centro.

NB) Nonostante ci siano due tipi di sovrastrutture dalle dimensioni diverse (oblò e prese d’aria) questo sistema garantisce un perfetto allineamento e posizionamento.

 

Una vista aerea delle soprastrutture disposte ad esagono sul ponte della RRS Discovery.

Una vista aerea delle soprastrutture disposte ad esagono sul ponte della RRS Discovery.

In questa vista aerea si nota l’esatta disposizione delle strutture.

 

I passa-catene

Nei negozi di modellismo (o più spesso negli e-store su internet) si riescono ad acquistare dei passa-catene in metallo dorato che hanno due o tre misure.
Si tratta di accessori costosi (anche 2 euro ciascuno)  grossi e spesso fuori scala.
Molto spesso la forma NON coincide con quanto richiesto dal modellino.

Con queste considerazioni e più semplice costruirsele in proprio.

Questo post si riferisce al modello della RRS Discovery

Nella RRS Discovery la catena della ruota del timone aggira i due capanni a poppa e permette di manovrare il timone.

Nella RRS Discovery la catena della ruota del timone aggira i due capanni a poppa e permette di manovrare il timone.

I passa-catene sono indispensabili per aggirare i due capanni a poppa e consentire di manovrare il timone.

Sono formati da una piccola carrucola dal diametro di circa 8 – 10 cm e da una guida di ferro che impedisce alla catena di uscire.

Nell’immagine qui sopra è evidente il percorso che la catena del timone deve seguire.

 

Per realizzare la ferramenta del passa-catene utilizzo della carta di colore nero.

Per realizzare la ferramenta del passa-catene utilizzo della carta di colore nero.

In totale cono necessarie 4 passa-catene.
Inizio il lavoro ritagliando quattro strisce di carta nera.
Con le forbicine assottiglio la parte intermedia.

 

Incollo un’estremità delle strisce di carta nera sul ponte.

Incollo un’estremità delle strisce di carta nera sul ponte.

Le strisce di carta nera sono lunghe circa 5 mm.
Un’estremità viene incollata con  la vinilica (freccia ROSSA)  avendo l’accortezza di posizionarle in diagonale.

 

Foro al centro della striscia di carta nera.

Foro al centro della striscia di carta nera.

Step A: Con un punteruolo buco la carta nera incollata la tavolato del ponte.
Step B: Foro con una punta dal diametro di 0,5 mm.

 

Nel foro infilo un tondino di legno di noce da 0,5 mm. di diametro.

Nel foro infilo un tondino di legno di noce da 0,5 mm. di diametro.

Step C: Incollo nel foro un tondino di legno di noce dal diametro di 0,5 mm. Siccome non è facile reperire dei tondini di legno così sottili questi possono essere sostituiti con altri in ottone o in  plastica.
Step D: Appoggio sul tavolato del ponte un listello di scarto da 0,7 mm. di spessore.

Questo mi servirà a mantenere un’altezza uguale su tutti e quattro i passa-catene.

 

Recido il tondino ad un’altezza di soli 0,7 mm.

Recido il tondino ad un’altezza di soli 0,7 mm.

Step E: Con un tronchetto APPOGGIATO sul listello recido il tondino di noce.
Step F: Ottengo un’altezza del tondino di noce di soli 0,7 mm.

 

Incollo la catena in posizione.

Incollo la catena in posizione.

Step G: Stendo la catena nel suo percorso attorno ai capanni di poppa e in corrispondenza dei passa-catene la blocco con una punta di colla ciano acrilica.
Step H: Utilizzo uno spezzone di tondino di noce per creare un anello.
Step I: Con una pinzetta ripiego la strisci a di carta nera e incollo l’estremità sopra al tondino di legno.

A colla asciutta estraggo il tondino.

 

A lavoro finito la catena è nella sua sede e i passa-catene sono di dimensioni contenute.

A lavoro finito la catena è nella sua sede e i passa-catene sono di dimensioni contenute.

In queste due immagini si possono osservare i passa-catene finiti e dalle dimensioni molto contenute.

Modificare l’ancora di tipo ammiragliato

 

Tutte le navi possiedo uno o più ancore e la loro forma dimensione e peso sono rapportate alle epoche storiche e al tonnellaggio.
Tra la fine dell’800 egli inizi del ‘900 sui velieri venivano montate due ancore di tipo ammiragliato.

In commercio si trovano alcune bustine con dette ancore ma con delle limitazioni ed imprecisioni.
I ceppi sono in legno (e non in metallo) e/o le marre sono di forma e proporzione errate.

La foto scattata a Dundee all’ancora della RRS Discovery mi servirà per ricostruire una copia per il modellino.

La foto scattata a Dundee all’ancora della RRS Discovery mi servirà per ricostruire una copia per il modellino.

Osservando le foto si notano subito alcune correzioni da fare:

  • In ROSSO: la cicala ha una forma ad “U” ed è fissata al fuso con un perno.
  • In VERDE: alle estremità sono presenti due bottoni (le palle di ferro).
  • In BLU: a metà del fuso sono presenti due occhielli che serviranno a bloccare l’ancora sul ponte.

 

Il kit dell’ancora

Ho acquistato due ancore che necessitano di parecchio lavoro.
Devo eliminare i segni della colata del metallo (frecce ROSSE) ed eliminare l’anello del blocca ceppo (frecce BLU).

Le ancore acquistate in negozio hanno tutte le bave dovute al colaggio del metallo in uno stampo e devono essere eliminate.

Le ancore acquistate in negozio hanno tutte le bave dovute al colaggio del metallo in uno stampo e devono essere eliminate.

La marra, il diamante la palma e l’unghia hanno proporzioni accettabili per cui non si rende necessario un grosso intervento.

 

Pulisco la superficie delle ancore e preparo gli elementi per formare i due ceppi.

Pulisco la superficie delle ancore e preparo gli elementi per formare i due ceppi.

Con un minitrapano asporto tutte le linee di fusione rendendo la superficie uniforme.

Le frecce VERDI e GIALLE mostrano gli elementi necessari a costruire i ceppi.

In VERDE si evidenzia un tondino di ottone dal diametro di 1 mm.
In GIALLO si mostrano alcuni tubetti di ottone da 2 mm con il foro da 1 mm. in modo da permettere l’inserimento del tondino.

Questi elementi sono stati acquistati in un Bricocenter e vengono venduti in stanghe dalla lunghezza di un metro e costano poco.

 

Costruire il ceppo

Il ceppo è sostanzialmente un’asta di ferro che attraversa il fuso.
Le ancore di Ammiragliato hanno di norma un ceppo piegato di 90° ma nella RRS Discovery e in altri velieri come il Cutty Sark erano diritte.

Mi attengo quindi alla documentazione fotografica.

Allargo il foro della cicala per accogliere il perno del ceppo dell’ancora.

Allargo il foro della cicala per accogliere il perno del ceppo dell’ancora.

Nel kit il foro presente sul fuso serve per infilare l’anello della cicala e siccome è troppo stretto procedo ad allargarlo ad 1 mm.
La freccia ROSSA mostra appunto il foro allargato.
Ovviamente il foro sarà troppo in cima al fuso mentre dovrebbe essere circa 3 mm più in basso e dovrò allungare il fuso.

NB) Siccome è molto difficile forare del metallo così stretto preferisco allargare il foro presente ed allungare il fuso di 2 o 3 mm.

 

Infilo prima il perno nel foro dell’ancora e poi i due spezzoni di tubicino per ottenere i ceppi.

Infilo prima il perno nel foro dell’ancora e poi i due spezzoni di tubicino per ottenere i ceppi.

Per montare i ceppi inserisco nel foro uno spezzone del tondino di ottone da 1 mm. di diametro ed infilo due spezzoni di tubicino sempre di ottone.
Per tenerli in posizione utilizzo una goccia di colla ciano acrilica.
L’insieme risulta essere molto solido e pulito senza corre il rischio di staccare o piegare il ceppo.

 

I due ceppi infilati nel perno devono essere incollati perpendicolarmente al fuso dell’ancora.

I due ceppi infilati nel perno devono essere incollati perpendicolarmente al fuso dell’ancora.

Per allinearli e garantire la perpendicolarità tra i ceppi ed il fuso utilizzo dei blocchetti di plastica fintanto che la colla non si sia asciugata (10 secondi circa).

 

La cicala

La cicala NON è rotonda ma assume una forma ovoidale con i due gambi piatti e fissati al fuso con un perno.

Per realizzare le cicale dell’ancora utilizzo del tubicino di rame che piego con una pinza a becchi tondi.

Per realizzare le cicale dell’ancora utilizzo del tubicino di rame che piego con una pinza a becchi tondi.

Mi limito a realizzare l’anello della cicala con del tondino di rame da 2 mm. acquistato nei negozi di modellismo.
Con una pinza a becchi tondi realizzo due golfari con i gambi lunghi circa 3 mm.

 

Gli anelli di blocco

A metà del fuso dell’ancora ci sono due anelli saldati ad una lama di ferro infilata nel fuso.

Per tenere in posizione i due anelli li infili nel fili da cucito.

Per tenere in posizione i due anelli li infili nel fili da cucito.

La prima operazione consista nell’infilare due anellini di ferro da in un filo da cucito.
Sul filo eseguo un nodo scorsoio semplice che mi permetterà di tesare il filo senza tirare troppo senza che si allenti in seguito.

 

Incollo i due anelli al fuso dell’ancora.

Incollo i due anelli al fuso dell’ancora.

Infilo l’ancora e tiro il filo.

A sinistra la freccia ROSSA evidenzia il fuso dell’ancora dentro al filo.
A destra invece la freccia BLU mostra il lavoro finito con il filo ben teso e i due anelli in posizione. Una goccia colla fisserà il nodo al metallo dell’ancora.

Nella foto seguente la freccia BLU  indica una strisciolina di carta che simula la ferramenta dove sono attaccati i due anelli; la carta nasconde il filo da cucito.

 

Il bottone

Nelle prime immagini si vede un bottone di colore bianco ricavato dai pallini di soft air (a costo zero…) ma purtroppo è troppo grosso e deve essere sostituito con qualcosa di più sottile.

Realizzare i bottoni delle ancore è abbastanza semplice se si trovano delle perline dal diametro corretto.

Realizzare i bottoni delle ancore è abbastanza semplice se si trovano delle perline dal diametro corretto.

In un negozio di merceria (di stoffe per intenderci) ho acquisto alcune perline da 3 mm. di diametro. Queste erano già forate per permettere il passaggio di un filo.

Dopo aver smontato i bottoni troppo grossi inserisco nel foro della perlina un tondino di plastica. Incollo con la ciano acrilica.

Un’estremità del tondino di plastica è recisa a mezzo millimetro dalla superficie della perlina in modo da avere una minima sporgenza (come evidenziato dalla freccia VERDE della prima immagine) mentre la parte opposta viene inserita nel foro del ceppo e bloccata con la colla.

La freccia ROSSA mostra come abbia allungato il fuso dell’ancora di 3 mm. utilizzando un listello di legno opportunamente sagomato e sopra ad esso ho incollato i gambi della cicala.

I gambi sono stati appiattiti premendo il tondino di rame con i becchi di una pinza.

 

La prova finale

Dopo avere completato le due ancore le ho passate con un primer di colore grigio e successivamente le ho colorate di nero.

Ho lasciato qualche piccolo tratto scoperto in modo fare emergere il fondo grigio conferendo un senso di profondità al manufatto che altrimenti sarebbe tutto nero.

Il ponte della RRS Discovery è quasi completato e consente di vedere come si posizionano le due ancore.

Il ponte della RRS Discovery è quasi completato e consente di vedere come si posizionano le due ancore.

L’immagine qui sopra mostra appunto le due ancore posizionate (ancora provvisoriamente) sul ponte del castello di prua.
La vista dell’insieme è importante per valutare ad occhio le dimensioni e le proporzione di quanto ho costruito.

 

Un Regolamento Internazionale definisce i colori dei fanali che ogni nave deve avere.

Questi devono essere accesi dal tramonto all’alba e di giorno in caso di ridotta visibilità (per esempio con la nebbia).
i fanali devono avere anche degli angoli di visibilità ben precisi perché consentono (assieme ai colori) di valutare la direzione e la posizione della nave che si sta osservando.

I fanali laterali sono due: VERDE a destra o dritta e ROSSA a sinistra. Hanno un angolo di visione di 112,5°.

Troviamo anche altri fanali importanti : uno in testa all’albero di trinchetto e uno sull’albero di maestra entrambi con luce BIANCA ed angolo di visuale di 225°, mentre sull’albero di mezzana troviamo un fanale di poppavia con luce BIANCA ed una angolo di 135° rivolto per so la poppa.

Questi sono solo i più importanti e ci sono ben altre combinazioni che non tratto in questo articolo.

Dopo questa breve introduzione mostro un modo semplice per procedere alla costruzione di semplici lanterne.

Il corpo della lanterna è costituito da un pezzo di plastica trasparente.

Il corpo della lanterna è costituito da un pezzo di plastica trasparente.

Le lanterne avevano quasi sempre una forma cilindrica con all’interno una fiamma per fare luce.
Per realizzare il corpo delle lanterne taglio due spezzoni di plastica trasparente recuperarti dalla “scatola degli avanzi” che ogni modellista possiede.

 

Simulo le parti metalliche con delle strisce di carta.

Simulo le parti metalliche con delle strisce di carta.

Per realizzare le parti metalliche utilizzo delle sottili strisce di carta nera.
Per avere un certo spessore eseguo con la carta due giri e la incollo con la ciano acrilica.

 

Per il coperchio della lanterna utilizzo un anellino di ferro.

Per il coperchio della lanterna utilizzo un anellino di ferro.

Rifinisco la lanterna con il coperchio che è ricavato da un anello in metallo (freccia ROSSA) e riduco la parte di “vetro” incollando un altro pezzetti coarta nera in modo da formare il retro in metallo (frecce BLU).

 

Le lanterne della RRS Discovery della spedizione BANZARE erano in ottone appoggiate su una struttura in legno dipinta.

Le lanterne della RRS Discovery della spedizione BANZARE erano in ottone appoggiate su una struttura in legno dipinta.

Le lanterne erano sottoposta ad usura e di norma erano di ottone in modo da prevenire il formarsi di ruggine, per simularlo utilizzo un pennarello indelebile di colore oro.

Le lanterne venivano posizionate poi su delle strutture in legno o in metallo dipinte di ROSSO o di VERDE a seconda le lato dalla nave.

Nell’esempio di qui spora la lanterna è stata collocata su una struttura in legno della RRS Discovery.

Le cerniere del timone

Molti modellisti realizzano i timoni con delle vere cerniere in miniatura in modo da poterli girare a destra e a sinistra, quasi sempre sono però sproporzionati e fuori scala.
Essendo il modello statico io preferisco bloccarlo in posizione diritta e realizzare le cerniere negli spessori e nelle dimensioni uguali all’originale. Questo articolo si basa sul modellino del Cutty Sark in scala 1:72 dove 2 mm corrispondono a 15 cm nell’originale.

Le cerniere del timone del Cutty Sark hanno un profilo uguale all’originale.

Le cerniere del timone del Cutty Sark hanno un profilo uguale all’originale.

Per realizzare la ferramenta del timone (“linguette”) utilizzo una di queste due soluzioni:

  1.      Adopero delle semplici strisce di carta tagliate alla larghezza desiderata dal modello e le incollo con la Vinavil direttamente sullo scafo e sulla pala del timone. Se lo spessore è poco sovrappongo due o più strisce. Quando la colla vinilica si è asciugata ripasso la superficie della carta con la colla ciano acrilica.
    Per finire dipingo la ferramenta di nero.
  2.      Adopero delle strisce di plastica qualora la ferramenta da riprodurre sia troppo lunga e stretta.

 

Nel Cutty Sark ho impiegato delle strisce di plastica a sezione di arco di cerchio, ovverosia a sezione rettangolare con un lato leggermente tondo, da non confondere con il semicerchio.

Le dipingo di nero dal lato “tondo” ed aspetto che la vernice si asciughi.

NON utilizzo il nero puro o assoluto ma lo “smorzo” con una punta di marrone.
Per non rovinare il colore nel barattolo ne posiziono una sola goccia su un piattino di carta e la “sporco” con il marrone. La percentuale di nero deve rimarne molto alta e sempre superiore al 90%.
Per attenuare il colore nero posso utilizzare anche altri colori tra cui il verde scuro, il rosso vinaccia, il viola ed in genere tutti quelli già scuri.

 

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 1).

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 1).

Taglio alla misura voluta 4 spezzoni che poi incollo con la colla ciano acrilica allo scafo, per il taglio ho utilizzato un tronchetto che lascia un profilo appuntito.
La freccia NERA mostra un ombra grigia sullo scafo che rappresenta il posto dove verrà incollata la cerniera.

 

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 2).

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 2).

Per la ferramenta della pala del timone invece ho lasciato le strisce di plasticar in misura abbondante in quanto verranno ritagliati al filo esterno dello stesso.

Vanno posizionati sopra alle cerniere dello scafo e a contatto delle stesse.
Il perno il cui nome tecnico è “agugliotto” si inserisce in un foro chiamato “femminella” che nella realtà stimo essere di 5 cm di diametro. Nel modellino del Cutty Sark viene trascurato perché in scala diverrebbe 0,7 mm. Una sezione così piccola può essere riprodotta facilmente con del  filo di ottone ma rimarrebbe comunque nascosto alla vista.

La freccia GIALLA mostra una cerniera dello scafo già incollata in posizione.

 

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 3).

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 3).

Nella parte alta dell’ancora vi è un ulteriore rinforzo metallico ed un anello.

 

L’anello assolve a due finzioni importanti:

  1. Veniva utilizzato in arsenale per sollevare il timone mentre lo si infilava nelle cerniere.
  2. Veniva utilizzato per far passare una gomena o una catena che a sua volta è saldamente ancorata allo scafo, serve per impedire di perderle il timone in mare qualora un’onda nomala lo faccia sfilare dalle cerniere.

Nel modello di Londra non è presente nessuna cima o catena e quindi non la riproduco.

 

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 4).

Realizzazione delle cerniere del timone del Cutty Sark (step 4).

Ecco il timone finito.
I più attenti si saranno accorti che le foto sono state capovolte in modo da visualizzare il timone nel giusto senso, la realizzazione invece è stata eseguita a scafo rovesciato.

Le assi della poppa sono molto complesse da costruire in quanto hanno una doppia curvatura:

-Orizzontale
-Verticale

Quando si costruisce un modellino la forma della poppa tipica dei Clipper e dei velieri è molto complessa ma nella stesura del primo fasciame il problema non si presenta perché si possono utilizzare blocchetti di legno per riempire gli interstizi e sagomare la forma voluta con carta vetrata e/o stucco.

Il secondo fasciame invece rappresenta il rivestimento definitivo e di conseguenza deve essere “PERFETTO” ed “IMPECCABILE”, deve cioè essere costruito a regola d’arte dove ogni listello deve avere la giusta larghezza, curvatura ed insellatura.

Di solito si utilizzano dei listelli di noce dallo spessore di 0,5 mm. con altezze comprese tra i 2 e i 5 mm.

Dato lo spessore ridotto è possibile curvarlo solo orizzontalmente (in modo piuttosto facile) ma è impossibile realizzare una curvatura verticale perché tenderebbe a piegarsi ad “U”. Utilizzando colle potenti come per esempio le bi-componenti sarebbe possibile imprimere con la forza bruta la postura desiderata ma renderebbe tutta l’area soggetta a tensioni che potrebbero portare ad un distacco negli anni successivi.

 

L’articolo qui sotto illustra proprio il metodo da me utilizzato per costruire le assi della poppa in modo semplice, corretto ed esteticamente perfette.

Le foto qui sotto sono inerenti al modellino della RRS Discovery (ormeggiata a Dundee).


 

La poppa presenta due sezioni differenti:

La prima va dalla chiglia all’incintione ed assume una forma assi commessa da riprodurre mente la seconda inizia dall’incintione e termina al capo di banda ed è verticale quindi è semplice da ricostruire.

Su del nastro di carta traccio il contorno della poppa della RRS Discovery.

Su del nastro di carta traccio il contorno della poppa della RRS Discovery.

 

STEP 1: Determinare la curvatura verticale

Il primo passaggio consiste nel posizionare sull’incintione una striscia di nastro da carrozziere abbastanza largo e segnare con una matita il contorno dello stesso perché le assi di legno dovranno essere parallele all’incintione e poste sotto di esso.

A seconda della grandezza del veliero ci saranno sempre alcuni fasci orizzontali (di norma da 2 a 5). Quelli successivi saranno troppo arcuati e quindi verranno costruiti con un’architettura differente (a raggiera).

Stacco il nastro con impressa la curva della poppa.

Stacco il nastro con impressa la curva della poppa.

Stacco il nastro da carrozziere dallo scafo.

 

Il tracciato della curva della poppa della RRS Discovery è molto stretto.

Il tracciato della curva della poppa della RRS Discovery è molto stretto.

Sul nastro è stato riportato il contorno che dovrà avere il listello.

Confrontando questo segno con la linea rossa perfettamente rettilinea ed orizzontale si nota benissimo come la curva sia molto ma molto pronunciata.

La freccia BLU mostra la forma e la lunghezza che dovrà assumere il listello.

 

Un listello standard è troppo stretto per ricavare il tavolato della poppa.

Un listello standard è troppo stretto per ricavare il tavolato della poppa.

Posiziono il nastro di carta sopra ad un comune listello alto 5 mm. (Nel mio modellino i listelli del secondo fasciame avranno un’altezza di soli 3 mm.)

Appare evidente che non è possibile curvare il listello perché al centro le fibre del legno verrebbero compresse troppo e si spezzerebbero o si sfalderebbero.

Un’altezza del listello di 5 mm. è però piccola per consentire una sua ricostruzione integrale perché ai lati mancherebbe del legno ed il listello stesso assumerebbe una forma a triangolo.

 

Da un listello alto 10 mm si può ricavare il componente necessario a rivestire la poppa della RRS Discovery.

Da un listello alto 10 mm si può ricavare il componente necessario a rivestire la poppa della RRS Discovery.

La soluzione consiste nell’impiegare un listello assai più largo.

Nel mio caso ho utilizzato una fettuccia di noce alta 20 mm, ad essere precisi ne basterebbero solo 10 ma io utilizzo sempre il materiale di scarto di cui dispongo e non ne acquisto di nuovo se non è proprio necessario. (La crisi economica si ripercuote su tutti i settori).

 

Ricavo un listello curvo alto 3,5 mm.

Ricavo un listello curvo alto 3,5 mm.

Dopo aver attaccato il nastro di carta sul listello da tagliare segno anche l’altezza interna che nel mio caso è di 3 mm. Per sicurezza lascio un margine di mezzo millimetro che andrò a correggere prima della posa definitiva.

Nell’immagine qui sopra si vede benissimo il listello ritagliato dalla fettuccia.
Per l’occasione ho utilizzato una taglierina con una lama a scalpello di ridotte dimensioni.
Dopo questa fase lavorativa mi ritrovo un listello con una marcata ed accentuata curvatura verticale.

 

STEP 2: Realizzare la curvatura orizzontale

Il legno di noce da me utilizzato ha uno spessore di 1 mm contro il canonico mezzo millimetro utilizzato nel secondo rivestimento.

Questo maggiore spessore comporta anche una maggiore difficoltà nel piegarlo in senso orizzontale (cioè seguendo la lunghezza del listello) anche e soprattutto perché le fibre non sono parallele nella curva ma si sovrappongono avendo ricavato la forma da un legno più largo.

Curvo il listello della poppa in modo meccanico.

Curvo il listello della poppa in modo meccanico.

Per realizzare la curvatura verifico con le dita la fattibilità ed identifico (con l’esperienza 40 anni di modellismo) i punti critici dove il legno si potrebbe spezzare se sottoposto ad una notevole curvatura.

Per ricavare la curva utilizzo una modalità meccanica, in pratica prendo il listello, lo adagio sul tavolo da lavoro, ne sollevo un’estremità e premo con il manico della taglierina pressando le fibre del legno che poco a poco assumono una forma ad arco.

 

Il listello è stato arcuato anche in senso orizzontale.

Il listello è stato arcuato anche in senso orizzontale.

Nell’immagine qui sopra si vede benissimo come il listello è stato piegato ed arcuato in senso orizzontale.

 

Il listello sottostante all’incintione della poppa della RRS Discovery ha una doppia curva orizzontale e verticale.

Il listello sottostante all’incintione della poppa della RRS Discovery ha una doppia curva orizzontale e verticale.

In quest’immagine invece si vede il listello che ha assunto le due curve necessarie per posizionarlo a poppa secondo uno schema costruttivo che riproduca quello impiegato nella costruzione reale.

 

Controllo della curvatura orizzontale del listello.

Controllo della curvatura orizzontale del listello.

In questa immagine posiziono il listello appena costruito centrato sulla poppa.
Si nota come sia ancora necessario intervenire sulla curvatura orizzontate per arcuare maggiorante questo singolo listello.

 

STEP 3: Il secondo rivestimento della poppa

Incollo il listello opportunamente sagomato per adattarsi alla poppa della RRS Discovery.

Incollo il listello opportunamente sagomato per adattarsi alla poppa della RRS Discovery.

Alla fine ottenuta la curva corretta inumidisco leggermente lo scafo ed applico uno strato uniforme di colla vinilica sul retro del listello e lo centro correttamente.

La colla vinilica deve essere ben liquida con la consistenza di quando si acquista un tubetto nuovo, tuttavia nell’uso quotidiano tende a diventare leggermente più densa perché acqua in essa contenuta evapora. In questo caso va leggermente diluita.

NB anche se a prima vista può sembrare strano una colla più liquida e quindi con una percentuale di acqua maggiore incolla molto meglio della medesima colla ma più densa perché l’acqua riesce a penetrare più in profondità nelle fibre del legno e nel suo ”penetrare” trasporta anche la componente “attiva” cioè la resina a base di polivinilacetato (nome tecnico della comunissima Vinavil).

 

Il listello adattato alla poppa della RRS Discovery è stato incollato in posizione.

Il listello adattato alla poppa della RRS Discovery è stato incollato in posizione.

In questa fase la colla deve penetrate in profondità ed avere il tempo necessario per unire in modo permeante i singoli legni senza che si creino tensioni o rigonfiamenti.

Lascio la colla ad asciugare almeno 48 ore prima di togliere la carta da carrozziere ed osservare il listello posizionato in modo corretto.

 

Con lo stesso sistema realizzo gli altri listelli che abbiano una forma e una curvatura complessa.

Con lo stesso sistema realizzo gli altri listelli che abbiano una forma e una curvatura complessa.

Giunto a questo punto procedo a disegnare il listello successivo che dovrà allinearsi anch’esso al di sotto dell’incintione.

Il listello dovrà assumere una curva meno accentuata rispetto alla parte terminale della poppa ma sarà ancora necessario costruirlo integralmente riproponendo le fasi appena descritte.

 

Il rivestimento parziale della poppa della RRS Discovery.

Il rivestimento parziale della poppa della RRS Discovery.

Nel caso della RRS Discovery i corso paralleli all’incintione sono tre.

Il rivestimento del resto della zona della poppa avviene utilizzando dei listelli di legno di noce dallo spessore di 0,5 mm ed alti 3 mm.
Questi listelli devono essere rastremati ad un’estremità.

La larghezza dei listelli verso la poppa deve essere inferiore a quella del centro della nave in modo tale però da garantire lo stesso numero di corsi di fasciame.

 

Lo scafo della poppa vien irrobustito utilizzando corsoi di fasciame più largo.

Lo scafo della poppa vien irrobustito utilizzando corsoi di fasciame più largo.

In questa foto si vede molto bene come i listelli siano stati rastremati. Tuttavia il modello si riferisce ad un veliero con una propulsione secondaria ad elica e quindi alcune assi saranno più larghe al fine di garantire una maggiore robustezza dello scafo.

Nell’immagine qui sopra si più notare come gli ultimi due listelli incollati siano effettivamente più larghi ed abbiano anche una rastrematura minore di quelli sottostanti.

 

Il secondo fasciame della RRS Discovery è stato ultimato.

Il secondo fasciame della RRS Discovery è stato ultimato.

Lo scafo con la poppa è ora completante rivestito.
Si possono notare le difficoltà che ho incontrato per il suo rivestimento.

Posso fare delle piccole precisazioni:

1) Questo modello verrà dipinto e di conseguenza i singoli listelli verranno colorati e non ha importanza che ora abbiano la stessa essenza e tonalità di marrone. Tuttavia se il modello deve essere lasciato al naturale allora andranno impiegati dei listelli dal colore molto simile.

2) Siccome verrà dipinto simulo solo poche giunzioni dei singoli cosi del fasciame. In pratica utilizzo nel rivestimento anche listelli più corti che andrò ad accostare gli uni agli altri un po’ come si fa nel tavolato del ponte di coperta. In un modello lascito al naturale si dovranno simulare molte più giunzioni senza tuttavia senza eccedere altrimenti si rischia di ottenere uno scafo a ”scacchiera” che è molto ma molo brutto a vedersi.

3) Sempre considerando il fatto che il modellino verrà colorato non livellerò perfettamente tutta la superficie dello scafo ma la lascerò in uno stato intermedio con qualche listello leggermente sporgente o con gli spigoli delle giunzioni in rilievo, così facendo dopo il colore questi difetti riemergeranno dalla superficie e diventeranno dei pregi conferendo al modello quella sua anima di legno vivo ed evitando che abbia una superficie troppo liscia quasi da scafo metallico.

Il Trincarino a CENTRO NAVE

 

È un elemento longitudinale di rinforzo della struttura di una nave in legno, è posto alle estremità dei bagli, ed è realizzato con una serie di tavole più spesse e robuste ed impedisce alle le tavole del ponte di muoversi.

Sopra di esso verrà posato il controtrincarino che è largo circa la metà.

Il ponte listellato, la freccia verde mostra la peretta unione della cornice della sala macchine con il tavolato del ponte.

Il ponte listellato, la freccia verde mostra la peretta unione della cornice della sala macchine con il tavolato del ponte.

Ho listellato tutto il ponte quasi fino al bordo dell’impavesata ed ora devo aggiustare e rettificare il bordo esterno affinché entri il trincarino.

La freccia ROSSA mostra appunto come lungo il bordo siano ancora presenti la parte terminale delle assi del tavolato.

 

Il trincarino viene bloccato in posizionare con degli spilli.

Il trincarino viene bloccato in posizionare con degli spilli.

Per ottenere una linea di confine perfetta appoggio sopra al tavolato il listello di tiglio da 5 mm. che diventerà il mio trincarino, lo blocco in posizione fissandolo con diversi pilli da sarto.

 

Con una taglierina elimino le eccedenze del tavolato del ponte della Discovery.

Con una taglierina elimino le eccedenze del tavolato del ponte della Discovery.

Con un cutter ben affilato ed utilizzando il bordo del listello fissato sopra al ponte taglio i listelli sottostanti.
Asporto i legnetti in eccesso e pulisco la zona di contatto.

 

Una fase di lavoro della posa del trincarino al centro della nave.

Una fase di lavoro della posa del trincarino al centro della nave.

La freccia BLU in basso mostra il trincarino già incollato in posizione mentre il contorno blu in alto evidenzia il bordo già rettificato nello step precedente ma ancora privo del trincarino (che è il listello appoggiato sul modellino).

La freccia ROSSA invece mostra come la cornice della sala macchine sia perfettamente allineata al tavolato.

 

Il Trincarino a PRUA

A prua della nave il ponte si restringe e il trincarino deve essere piegato all’interno per seguire la curva dello scafo.

A prua il ponte presenta una curva che deve essere seguita dal trincarino.A prua il ponte presenta una curva che deve essere seguita dal trincarino.

A prua il ponte presenta una curva che deve essere seguita dal trincarino.

È difficile piegare un listello sottile in senso longitudinale perché tenderebbe a raddrizzarsi in quanto la tensione è notevole.

Su uno scafo come quello della RRS Discovery preferisco evitare tensioni inutili soprattutto quando la soluzione è semplice e facile da realizzare.

Osservando la foto qui sopra si nota come il trincarino tenda a rimaner diritto. Le frecce ROSSE mostrano appunto come esso si discosti dalla linea curva dello scafo.

A metà della zona curva che è lunga circa 8 o 10 cm. traccio una linea con la matita.

 

Divido in une parto il trincarino a prua in modo da potere seguire la curvatura dello scafo.

Divido in une parto il trincarino a prua in modo da potere seguire la curvatura dello scafo.

Per evitare di capovolgere le due metà del listello quando lo andrò ad incollare sul ponte traccio un segno a matita. (freccia ROSSA).

 

Carteggio il lato interno dei due spezzoni del trincarino della prua.

Carteggio il lato interno dei due spezzoni del trincarino della prua.

Carteggio leggermente sia l’angolo dell’unione dei due listelli sia il bordo interno agli stelli per assecondare l’andamento curvilineo presente in quel tratto.

Per bloccare i listelli in posizione utilizzo solo del nastro di carta.

 

Il Trincarino a POPPA

La curva della poppa tipica di un veliero è molto stretta è non è possibile operare come visto sopra ma si deve intraprendere un altro percorso.

Traccio sul ponte la curva molto stretta della poppa.

Traccio sul ponte la curva molto stretta della poppa.

Mi sono costruito un attrezzo che mi consente di mantenere costante la distanza della punta della matita rispetto al bordo dello scafo e tracciare sul ponte la relativa curva.

La freccia ROSSA mostra uno spezzone di listello opportunamente assottigliato affinché la matita abbia la distanza corretta. (Un attrezzo professionale molto smile a quanto da me costruito costa alcune decine di euro ed è reperibile nei migliori negozi di modellismo).

 

Con un taglierina a scalpello taglio ed elimino le eccedenze a poppa.

Con un taglierina a scalpello taglio ed elimino le eccedenze a poppa.

Adopero una sottile lama a scalpello ed incido lungo la linea appena tracciata per permettere di inserire il trincarino.

 

Per realizzare il trincarino a poppa devo adoperare dei listelli molto larghi.

Per realizzare il trincarino a poppa devo adoperare dei listelli molto larghi.

La curva a poppa è molto stretta è non posso utilizzarelo stesso listello perché è troppo sottile e non coprirebbe adeguatamente lo spazio del trincarino.

Devo utilizzare allora un legno della stessa essenza (perché non verrà dipinto) ma molto più largo.
Al centro del ponte sono visibili tre spezzoni di listello dove il più stretto posto a destra rappresenta il “vecchio” trincarino.
Si può notare come sia stato pulito il bordo esterno per accogliere il trincarino a poppa.

 

Riporto su un foglio di acetato il profilo curvo del trincarino a poppa.

Riporto su un foglio di acetato il profilo curvo del trincarino a poppa.

Utilizzo un foglio di acetato e traccio il contorno.
Segno anche l’inizio e la fine del listello che andrò a lavorare.

 

Con la carta vetrata sagomo la curva interna del trincarino posto a poppa.

Con la carta vetrata sagomo la curva interna del trincarino posto a poppa.

Il primo step consiste nel realizzare la curva interna che andrà a contatto con il resto del ponte di poppa.

 

Per ultimo sagomo la curva esterna del trincarino posto a poppa.

Per ultimo sagomo la curva esterna del trincarino posto a poppa.

Carteggio quindi anche il bordo esterno fin o ad ottenere un listello curvo.
Per coprire tutta la poppa ho utilizzato 5 spezzoni curvi.

QUI DI SEGUITO ILLUSTRO IL METODO DA ME UTILIZZATO PER
TAGLIARLI TUTTI DELLA STESSA MISURA

Quando si deve listellare la superficie di un ponte i listelli che riproducino le singole assi vanno tagliati tutti alla stessa misura.

La misurazione va effettuata con la massima cura ed attenzione e deve essere tale da coprire la distanza di 5 o 6 ordinate.

 

 

I listelli da tagliare sanno centinaia e centinaia e devono essere tutti uguali altrimenti sballa il disegno del rivestimento del ponte ed il lavoro diventa dozzinale.

Quello che serve è una dima che abbia l’esatta lunghezza richiesta dal progetto ma, non la si può acquistare in nessun negozio perché non esiste; deve essere costruita in proprio.

 

LA DIMA DI TAGLIO

Per la costruzione utilizzo una comune dima da taglio in alluminio che è presente in ogni laboratorio modellistico, costa pochi euro e permette tagli perpendicolari e a 45 gradi. Sul fondo sono ricavate alcune scanalature che permettono di inserire dei listelli con larghezze comprese tra i 2 ei 5 mm.

Utilizzo una comune dima da taglio per ricavare l’attrezzo che mi necessita.

Utilizzo una comune dima da taglio per ricavare l’attrezzo che mi necessita.

L’inconveniente di questa dima è data dal fatto che è piuttosto corta mentre la lunghezza dei listelli da tagliare sarà vicina alla sua mezzeria.

Si taglia e si sagoma un blocchetto di legno (anche di balsa) che sia tanto largo quanto lo spazio interno alla dima in modo che una volta inserito non si possa muovere.

Sul lato che andrà a contatto con i listelli da tagliare incollo uno spezzone di legno duro (come il noce ) in modo da non rovinare la superficie che rimane a contatto dei listelli.

Sul lato opposto incollo un legno più largo della dima in modo tale da creare un “tappo” sul fondo che mantenga il blocchetto sempre nella medesima posizione.

I LISTELLI DA TAGLIARE

In base al tipo di progetto i listelli potranno avere larghezze differenti. Non conviene superare i 2 mm perché produrrebbero assi dalla larghezza completamente fuori scala. La larghezza di una tavola di un ponte di coperta è di 10, 12 o al massimo 15 cm che rapportati in scala 1:70 diventerebbero rispettivamente: 1,4 – 1,70 e 2,14 mm.

In questo esempio i listelli sono a sezione quadrata da 1,5 mm di spessore che rappresenta la misura ideale per la costruzione del modello della RRS Discovery ormeggiato a Dundee.

Accosto tanti listelli quanti ne entrano della dima e taglio una estremità.

Accosto tanti listelli quanti ne entrano della dima e taglio una estremità.

Divido i vari listelli in spezzoni lunghi poco più del doppio di quando mi necessiti.
Li accosto gli uni agli altri fino a riempire lo spazio interno alla dima.
Li lego con del nastro a carrozziere e taglio un bordo a filo della dima.

I listelli legati con del nastro da carrozziere vengono inseriti nella dima.

I listelli legati con del nastro da carrozziere vengono inseriti nella dima.

Capovolgo il gruppo di listelli.

Taglio circa 20 listelli tutti della stessa lunghezza.

Taglio circa 20 listelli tutti della stessa lunghezza.

Utilizzando un seghetto a denti fitti taglio tutto il gruppo di listelli.

Siccome non posso utilizzare la scanalatura presente al centro della dima mi appoggio al bordo esterno per mantenere la lama aderente alla dima stessa ed ottenere così un taglio netto e preciso.

Ottengo un primo gruppo di listelli tutti uguali.

Ottengo un primo gruppo di listelli tutti uguali.

Dopo questo secondo taglio ho ricavato circa 20 listelli tutti della stessa lunghezza.
Il gruppo di listelli avanzato viene inserito a sua volta nella dima.

Ottengo un secondo gruppo di listelli tutti uguali.

Ottengo un secondo gruppo di listelli tutti uguali.

Le frecce BLU mostrano il nastro di carta che garantisce un taglio netto e preciso su ogni listello.

Anche il secondo gruppo è stato quindi tagliato.
In totale ottengo circa 40 listellini per ogni sessione lavoativa.

Si procede in questo modo fino ad ottenere il numero di listelli desiderato che per un modello di medie dimensioni è di circa 800. Per i modellini più lunghi questo numero può arrivare e superare le 1000 unità.

RIVESTIRE LA POPPA DE “LE SOLEIL ROYAL”

L’esempio si riferisce al modello “Le Soleil Royal”

Per rivestire uno scafo con il secondo fasciame si utilizzano dei listelli di legno pregiato tipo il noce aventi uno spessore di 0,5 mm che garantiscono una flessibilità estrema e permettono delle curvature anche molto pronunciate senza correre il rischio che il listello si spezzi.
Di norma si riveste li corpo della nave utilizzando dei listelli a lunghezza intera.

L’obbiettivo di questo articolo è quello di avvicinarsi alla posa reale, utilizzando spezzoni di listelli incollati come se fossero le vere tavole.

 

Il listello guida è importante anche nel rivestimento del secondo fasciame

Il listello guida è importante anche nel rivestimento del secondo fasciame

Si inizia la posa del secondo fasciame dal ponte della seconda batteria, così se si commettono degli errori di parallasse questi non potranno amplificarsi più di tanto.

Come sempre il lavoro più importante è la posa del “listello guida”.
Per praticità esso non viene per il momento incollato ma soltanto bloccato in posizione con del nastro da carrozziere così lo si potrà sostituire con tanti spezzoni di listello a simulare le singole assi dello scafo.

Nel riquadrino si vedono i quattro listelli a lunghezza intera compresi tra due sabordi. Lo spessore del listello inferiore verrà accorciato di mezzo millimetro affinché il tutto rimanga a filo delle due aperture.

 

Le fasi del lavoro necessarie ad individuare alcune ordinate nascoste della poppa

Le fasi del lavoro necessarie ad individuare alcune ordinate nascoste della poppa

Nella zona della poppa le ordinate non sono più in verticale ma tendono ad inclinarsi per assecondare l’inclinazione dello scafo.

Misurando la distanza tra due sabordi si riesce a calcolare con una certa approssimazione anche la posizione delle ordinate della poppa che non si vedono perché sono state rivestite dal primo fasciame.

 

Il rivestimento del secondo fasciame a poppa avviene con degli spezzoni di listello lunghi come le tavole del ponte di coperta

Il rivestimento del secondo fasciame a poppa avviene con degli spezzoni di listello lunghi come le tavole del ponte di coperta

Questa fase del lavoro deve essere intuitiva e lo spazio compreso tra l’ultimo sabordo e la fine dello scafo deve essere diviso idealmente circa cinque spazi di uguale lunghezza. Per il momento si segna la posizione di due ordinate intermedie.

Il rivestimento dello scafo avviene con degli spezzoni di listello lunghi circa 8 cm (la stessa lunghezza delle tavole del ponte di coperta).
Nell’immagine si vede il secondo listello incollato sotto al listello guida.

 

Le operazioni per individuare altre ordinante mediane della poppa nascoste dal primo fasciame

Le operazioni per individuare altre ordinante mediane della poppa nascoste dal primo fasciame

In base alle linee tracciate nello step precedente si segnano anche le ordinante mediane.

Si deve valutare (spesso ad occhio) l’inclinazione che devono assumere come evidenziato dagli ASTERISCHI IN BLU dell’immagine qui sopra.

 

Accostano due listelli e tagliandoli assieme si ottiene un incastro dalla corrispondenza perfetta

Accostano due listelli e tagliandoli assieme si ottiene un incastro dalla corrispondenza perfetta

Siccome a poppa le ultime ordinate non sono più perpendicolari alla chiglia ma tendono ad assecondare l’inclinazione data dall’ordinata finale anche il taglio dei listelli non sarà più perpendicolare ma sarà più o meno inclinato a seconda dell’ordinata sulla quale verrà fissato.

Nei due riquadrini si illustra come ottenere facilmente dei tagli leggermente inclinati ma perfettamente combacianti tra di loro, in pratica si accostano due listelli e si tagliano assieme ottenendo una corrispondenza perfetta.

Il rivestimento del secondo fasciame a poppa avviene in modo professionale

Il rivestimento del secondo fasciame a poppa avviene in modo professionale

Ecco come si presenta la fascia intermedia del secondo fasciame.

In pratica si riveste sfalsando i singoli listelli pretagliati come nello step precedente in modo tale da non avere nessuno spazio vuoto.

 

Le fasi intermedie del rivestimento del secondo fasciame a poppa

Le fasi intermedie del rivestimento del secondo fasciame a poppa

Il listello successivo deve seguire uno schema a scalare (in questo caso a quattro posizioni) in modo da rimanere coerente con il proposito iniziale di simulare un vero rivestimento.

 

Le fasi finali del primo fascio del rivestimento del secondo fasciame della poppa del “Le Soleil Royal”

Le fasi finali del primo fascio del rivestimento del secondo fasciame della poppa del “Le Soleil Royal”

La sequenza è semplice da seguire ed alla fine con poco lavoro in più si ottiene un risultato decisamente più professionale.