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LE APERTURE PER I MOZZI PORTA RUOTE

Giunti a questo punto si rivestono sul lato superiore i listelli, ormai sagomati a gradini, con del nastro da carrozziere.

Si incidono i tagli per le aperture dei mozzi porta ruote

Si incidono i tagli per le aperture dei mozzi porta ruote

Si capovolgono i listelli e si eseguono altri quattro intagli profondi all’incirca mezzo millimetro che serviranno ad accogliere le assi anteriore e posteriore dei mozzi porta ruota.

I listelli degli affusti vengono separati

I listelli degli affusti vengono separati

Nella foto qui sopra si vedono molto bene le strutture laterali degli affusti delle artiglierie.
Lavorando in serie si ottengono dei pezzi perfettamente identici, inoltre appartengono tutti al medesimo listello e quindi presentano le medesime caratteristiche.

La lama modificata

La lama modificata

Per asportare il legno e liberare lo scasso interno ed ottenere un taglio diritto senza rovinare le estremità dall’affusto si deve usare una lama a scalpello, tuttavia non esistono in commercio lame così strette ed allora la soluzione più semplice ed immediata consiste nel tagliarne una con un disco abrasivo montato su un minitrapano.

La rifinitura va fatta con una limetta assottigliata

La rifinitura va fatta con una limetta assottigliata

Infine si rifinisce l’interno dello scasso.
Ora non è più possibile lavorare su tutta la serie completa dei listelli ma lo si dovrà fare a blocchi di quatto o cinque elementi.
Anche la lima andrà assottigliata a misura affinché entri nella fessura senza danneggiare le estremità.

I supporti laterali sono finalmente finiti

I supporti laterali sono finalmente finiti

Nella foto qui sopra si vede molto bene il risultato ottenuto da tutte le lavorazioni compite.

 

Giunti a questo punto si deve far una piccola considerazione: per ogni cannone servono due supporti laterali e i cannoni presenti sul ponte di batteria possono essere decine e decine ed è pertanto impossibile costruire tutti i supporti in un’unica volta. Si è quindi obbligati a ripetere tutti gli step più volte (anche cinque o sei) ed ogni “lotto” differirà dagli altri per decimi o centesimi di millimetro.
È importante che ogni singolo cannone venga assemblato utilizzando una coppia appartenente alla stessa lavorazione in quanto una così risibile tolleranza è insignificante ma potrebbe essere visibile se i componenti venissero mescolati e presi a caso.
È quindi una buona cosa tenere separati i singoli lotti.

NB in alcuni modelli è presente anche una base che andrebbe anch’essa ricostruita.
Lavorando in modo preciso e senza fretta si riesce a limitare lo scarto di lavorazione ad un 10% dei pezzi che inevitabilmente si danneggiano durate le varie fasi costruttive.

 

CREARE LA DIMA PER L’AFFUSTO

Gli affusti delle artiglierie navali avevano una forma trapezoidale.
Nella parte anteriore vi era un supporto verticale che spesso presentava un intaglio a semicerchio atto ad accogliere la canna del cannone per bloccarla all’affusto stesso ed impedire che oscilli durante la navigazione (soprattutto con il mare agitato).
Nella parte posteriore era invece libero.

a per supporto dell’affusto delle artiglierie

a per supporto dell’affusto delle artiglierie

Anche se all’apparenza assemblare tre listelli sembrerebbe un’operazione semplice nella pratica il dovere dare una forma trapezoidale e mantenerla identica per le decine e decine di affusti non è affatto semplice ed anzi potrebbe diventare un incubo.
La soluzione più semplice consiste nel costruirsi una dima.
Siccome dovrà essere impiegata molte volte non è consigliabile usare il legno di balsa perché è troppo tenero e si danneggerebbe ad ogni impiego.
È preferibile adoperare il tiglio o il noce.

Dima per supporto vista dall’alto

Dima per supporto vista dall’alto

Si prende un affusto in lega metallica che servirà da guida per sagomare la dima, si limano i lati del legno fino a combaciare alla perfezione. Questo passaggio deve avere la massima precisione.

Assemblaggio del supporto dell’affusto

Assemblaggio del supporto dell’affusto

Si deve costruire un affusto di prova.
Per garantire una corretta distanza del supporto verticale che deve essere incollato ai lati si blocca sulla dima da taglio un listello che sia perfettamente perpendicolare.

Verifica e prova del supporto finito

Verifica e prova del supporto finito

Quando la colla è quasi asciutta si verifica che l’affusto di prova assuma una forma trapezoidale, e nel caso si provvede ad aggiustare l’angolazione.

Il supporto affusto è finito

Il supporto affusto è finito

Una volta incollato l’affusto del cannone si presenta come visibile nella foto qui sopra.

Non è ancora finito e necessiterà di ulteriori lavorazioni.

 

COME RICAVARE I GRADINI DELL’AFFUSTO

Gli intagli degli step precedenti avevano la profondità proporzionata all’altezza dei gradini dell’affusto del cannone, vediamo ora come procedere per ottenerli.

Come eliminare il legno e creare il primo gradino

Come eliminare il legno e creare il primo gradino

Si tagliano i listelli alla lunghezza desiderata lasciando il nastro da carrozziere solo sul lato del fondo in modo tale che rimangano uniti.

Con una lama scalpello nuova e ben affilata si asporta il legno fino a formare un gradino. Conviene asportare piccolissime quantità alla volta in modo da non pregiudicare il sottile strato di legno.

Inserendo la lama nel taglio otteniamo due vantaggi: il promo consiste nel riempire lo spazio vuoto del taglio, mentre il secondo è dato dalla lama stessa che essendo di metallo impedirà allo scalpello di incidere più legno di quanto serva.

Limare il legno del primo gradino appena creato

Limare il legno del primo gradino appena creato

Con una limetta appoggiata su un piano rigido si rifinisce il primo gradino.

Nella foto qui sopra si nota benissimo il nastro bianco da carrozziere che tiene uniti i singoli listelli.

L’affusto cannone con il primo gradino finito

L’affusto cannone con il primo gradino finito

Alla fine si ottengono dei gradini aventi tutti la medesima altezza.

Per il gradino intermedio si procede in modo analogo.

I lati dell’affusto sono completi dei tre gradini

I lati dell’affusto sono completi dei tre gradini

Alla fine di questo lavoro i lati degli affusti dei cannoni sono completi dei tre gradini tipici delle artiglierie navali dell’epoca.

È stato ricavato anche lo scasso a forma di semicerchio atto ad accogliere gli orecchioni dei cannoni.

CREARE LO SCASSO PER ACCOGLIERE GLI ORECCHIONI DEL CANNONE

Dopo aver delimitato con i primi due tagli il gradino centrale degli affusti si procede alla formazione dello scasso destinato ad accogliere gli orecchioni dei cannoni.

Incisione dell’orecchione del cannone con una lima

Incisione dell’orecchione del cannone con una lima

Si incide un solco con il seghetto a denti fitti come visto in precedenza ma profondo non più di mezzo millimetro.
Con una lima triangolare si crea un solco a forma di “V” profondo la metà dell’orecchione in pratica circa un millimetro.

Verifica dell'icisione dell'orecchione del cannone

Verifica dell’icisione dell’orecchione del cannone

Si arrotonda il solco sino a conferirgli una forma semicircolare.

Verifica incisione orecchione con canna di un cannoneVerifica incisione orecchione con canna di un cannone

Verifica incisione orecchione con canna di un cannone

Si prendono delle canne a campione e si verifica che entrino perfettamente.
Non devono assolutamente sforzare altrimenti si rischia di spezzare un dentino dell’affusto.

RICOSTRUIRE GLI AFFUSTI IN LEGNO

Nella prima fase lavorativa si ricostruiscono i supporti laterali che nella realtà sono formate da tre o quattro assi di legno unite tra di loro con particolari incastri a zig-zag.
Le assi alla base sono più lunghe mentre quelle che  sorreggeranno il cannone vero proprio sono più corte formando una  struttura a gradini.

Si selezionano dei listelli di legno di noce che siano ben rettilinei privi di difetti, nodini e venature troppo evidenti.
L’altezza deve corrispondere a quella dell’affusto da ricostruire.

Una scelta oculata del legname per ricostruire gli affusti

Una scelta oculata del legname per ricostruire gli affusti

Scelti i listelli questi vanno dapprima tagliati in sezioni da 8 o 10 cm e bloccati saldamente assieme usando del nastro di carta da carrozziere.

Il primo solco affusto fatto con un seghetto

Il primo solco affusto fatto con un seghetto

Si accostano tanti listelli quanti si riescono ad inserire nello spazio interno di una dima da taglio per modellismo.
Con un seghetto a denti  finissimi si incide un primo segno trasversale.

Il primo solco funge da riferimento per tutta la lavorazione

Il primo solco funge da riferimento per tutta la lavorazione

Questo solco ha una funzione simile al “primo listello”, cioè funge da guida per i solchi successivi.

Il primo solco deve avere una profondità pari all’altezza del primo gradino.

Il primo solco deve avere una profondità pari all’altezza del primo gradino.

È importantissimo che il solco sia eseguito in modo perfetto su tutta la serie di listelli, deve essere parallelo e tutti i listelli devono avere la medesima profondità.

Deve avere una profondità pari all’altezza del primo gradino dell’affusto.

Si controlla il secondo solco che deve avere una maggiore profondità

Si controlla il secondo solco che deve avere una maggiore profondità

I lati degli affusti hanno un andamento a gradini e si tagliano per prime le scanalature centrali. Si verifica che la profondità si corretta, il secondo taglio avrà una profondità pari al secondo gradino e grosso modo sarà profondo il doppio.

 

LA COSTRUZIONE DELLO SCHELETRO Per prima cosa si deve avere una tavola di costruzione o una basetta in legno pretagliata al laser. Di norma nei kit viene fornita solo la basetta. Schema per la costruzione in legno di una barca In questo post illustro come si migliora una scialuppa allegata ai fascicoli in edicola. Gli […]

ARTIGLIERIE NAVALI

GLI AFFUSTI DEI CANNONI

 

CENNI STORICI

Cannone terrestre 1400Cannone terrestre 1400

Cannone terrestre 1400

Prima del 1450 i cannoni imbarcati sulle navi erano di derivazione terrestre senza che vi siano state apportate significative modifiche, gli affusti erano costituiti da due parti distinte, una base appoggiata sul suolo e una seconda struttura unita alla bocca di fuoco che era mobile sul piano verticale.
Per consentire l’alzo in elevazione nella parte superiore degli affusti erano praticati dei fori simmetrici, in seguito vennero dotati di ruote.

Cannone navale 1400 di derivazione terrestre

Cannone navale 1400 di derivazione terrestre

Alla metà del XV secolo Carlo il Temerario adottò per primo un tipo di affusto a ruote, al quale le artiglierie erano collegate con fasciature.
Negli anni successivi Luigi XI e Carlo VIII furono i primi a costruire gli affusti a ruote progettati secondo le necessità della marina militare e non dell’esercito terreste.
Tra le innovazioni più importanti vi fu l’adozione degli “orecchioni”, cioè delle barre che sporgevano lateralmente alle canne dei cannoni e si inserivano nella parte superiore delle cosce dell’affusto rendendo più facile e veloce il puntamento in elevazione.

Le artiglierie navali che sono visibili sui ponti attirano molto l’attenzione e il loro realismo (o meno) incide pesantemente sull’estetica finale di un modello.

Basette in compensato sa assemblare

Basette in compensato sa assemblare

I kit e le pubblicazioni nelle edicole forniscono quasi sempre degli affusti dei cannoni in metallo verniciato in bronzo-marrone che non vanno bene nemmeno per i neofiti in quanto impediscono ogni possibile miglioramento quali aggiunte di occhielli e le relative manovre.

Gli affusti dei cannoni in metallo sono dozzinali

Gli affusti dei cannoni in metallo sono dozzinali

Altre volte vengono fornite delle basette prepagate al laser che una volta assemblate permettono di ricostruire con buona approssimazione gli affusti.

L’idea di base consiste nel ricostruire in legno gli affusti e successivamente forarli per inserire gli occhielli destinati a stoppare le manovre.
Gli affusti devono essere tutti uguali tra di loro sia per forma, sia per dimensione e, sia per essenza del legno.

Le foto che seguono sono abbastanza eloquenti ed illustrano un metodo efficace per realizzare in serie degli oggetti uguali.

CORREZIONE DELLA CHIGLIA

Prima di iniziare il rivestimento del secondo fasciame è opportuno effettuare tutte le verifiche alla struttura dello scafo nel suo insieme per poter correggere eventuali piccole imperfezioni in quanto a rivestimento ultimato la sagoma rimarrà pressoché uguale e i difetti non saranno eliminabili successivamente.

piccola correzione della chiglia

piccola correzione della chiglia

Da questi controlli è emerso che la poppa è più bassa di mezzo millimetro, metto quindi a bolla la chiglia e correggo il difetto aggiungendo un piccolo spessore.

ERRORE NELLA CHIGLIA

Negli step precedenti ho illustrato un modo alternativo per il primo rivestimento di uno scafo utilizzando dei comuni listelli di tiglio.
La successiva fase di lisciatura non presenta nessuna difficoltà e va realizzata con della carta vetrata prima a grana media e rifinita con una a grana fine.
È importante che la carta vetrata si di buona qualità.

A rivestimento ultimato mi sono accorto che vi è un errore di allineamento sulla chiglia.

La tentazione di buttare tutto e ricominciare daccapo dopo decine di ore di lavoro è stata subito accantonata a favore di una correzione.

Si deve valutare attentamente l’errore perché un disallineamento sulla chiglia comporterà quasi sempre un disallineamento sul ponte di coperta con una conseguente imberlatura dello scafo che, aimé, solo una volta ultimato risulterà essere assai visibile.

Per fortuna questo errore è di pochi millimetri e quasi sicuramente verrebbe nascosto o mimetizzato dall’invasatura ma, visto che me ne sono accorto vedo di risolvere il problema.

La chiglia non è allineata

La chiglia non è allineata

Procedo quindi nel seguente modo.

Le linee parallele BLU servono per avere una visuale del problema mentre al freccia ROSSA  indica il punto di maggiore errore.

L’aiutante a destra e il mio secondo figlio che ha ora 2 anni (nel 2008 ndr) e vuole partecipare all’opera.

Particolare di bloccaggio della nuova chiglia

Particolare di bloccaggio della nuova chiglia

Con un pialletto si asporta completamente la chiglia che viene sostituita con un listello DIRITTO di noce da 4 x 4 millimetri.
Per garantire una perfetta aderenza a poppa e a prua il listello  viene bloccato in posizione con della carta e del nastro adesivo.

la chiglia sostituita con il listello di noce

la chiglia sostituita con il listello di noce

In questa foto si vede la chiglia sostituita con il listello di noce.
Alla sinistra delle linee parallele BLU si vedono dei segni tratteggiati a matita che stanno ad indicare un’area divenuta convessa  dopo la riparazione. Verrà riallineata con l’altra parte dello aggiungendo uno strato di listelli.

Area convessa dello scafo

Area convessa dello scafo

Nell’immagine qui sopra si vede come procedo aggiungendo una mezzaluna di listelli di tiglio da 2 mm di spessore.
Una volta carteggiati e pareggiate le curve delle due fiancate lo spessore massimo sarà di circa 0,4 mm verso il centro, quest’area è delimitata alla curva BLU, lo spessore diminuirà progressivamente man mano che si procede verso l’esterno fino a pareggiarsi con i listelli del primo fasciame.

NB) I triangolini grigi sono fatti a matita e servono quali marcatori per garantire la perfetta simmetria delle fiancate destra e sinistra dello scafo.
Anche in questa fase utilizzo la colla alifatica.

Questa correzione ha richiesto circa tre ore di lavoro mentre la sgrossatura ed il livellamento dello scafo altre due.

COMPLETARE IL RIVESTIMENTO DELLO SCAFO

In questa fase deve essere adoperata esclusivamente la costosissima colla aliphatica e non la vinilica in quanto è carteggiabile.

Negli step precedenti si nota benissimo che i listelli del primo fasciame non sono accostati ma invece sono stati incollati ad arco con moltissimi spazi vuoti tra i singoli corsi.

Particolare del riempimento degli spazi a poppa

Particolare del riempimento degli spazi a poppa

In particolare a prua e a poppa gli spazi tra i listelli aumentano e diventano significativi assumendo una forma di triangolo molto allungato.

Dettaglio del riempimento degli spazi a poppa con listelli sagomati a triangolo

Dettaglio del riempimento degli spazi a poppa con listelli sagomati a triangolo

Per riempire questi spazi si sagomano opportunamente dei listelli di tiglio e si incastrano a pressione in modo da aderire perfettamente, o quasi, allo spazio da riempire.

Dettaglio del riempimento con listelli incollati in verticale

Dettaglio del riempimento con listelli incollati in verticale

Eventuali spazi minori o che risultano troppo stretti per sagomare efficacemente un listello vanno chiusi con altre tecniche, in particolare si possono adoperare dei listelli posti in verticale, magari riducendone lo spessore assottigliandolo.

Dettaglio del riempimento degli spazi minori inserendo dei cunei

Dettaglio del riempimento degli spazi minori inserendo dei cunei

In alcuni punti è preferibile utilizzare dei cunei.

 

Alla fine del rivestimento del primo fasciame è opportuno azzerare o ridurre al minimo gli spazi vuoti e non deve rimanere nel modo più assoluto nemmeno una fessura; eventualmente va riempita con della colla.

 

Ricordo che in questa lavorazione si deve impiegare esclusivamente la colla aliphatica.