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Modificare l’ancora di tipo ammiragliato

 

Tutte le navi possiedo uno o più ancore e la loro forma dimensione e peso sono rapportate alle epoche storiche e al tonnellaggio.
Tra la fine dell’800 egli inizi del ‘900 sui velieri venivano montate due ancore di tipo ammiragliato.

In commercio si trovano alcune bustine con dette ancore ma con delle limitazioni ed imprecisioni.
I ceppi sono in legno (e non in metallo) e/o le marre sono di forma e proporzione errate.

La foto scattata a Dundee all’ancora della RRS Discovery mi servirà per ricostruire una copia per il modellino.

La foto scattata a Dundee all’ancora della RRS Discovery mi servirà per ricostruire una copia per il modellino.

Osservando le foto si notano subito alcune correzioni da fare:

  • In ROSSO: la cicala ha una forma ad “U” ed è fissata al fuso con un perno.
  • In VERDE: alle estremità sono presenti due bottoni (le palle di ferro).
  • In BLU: a metà del fuso sono presenti due occhielli che serviranno a bloccare l’ancora sul ponte.

 

Il kit dell’ancora

Ho acquistato due ancore che necessitano di parecchio lavoro.
Devo eliminare i segni della colata del metallo (frecce ROSSE) ed eliminare l’anello del blocca ceppo (frecce BLU).

Le ancore acquistate in negozio hanno tutte le bave dovute al colaggio del metallo in uno stampo e devono essere eliminate.

Le ancore acquistate in negozio hanno tutte le bave dovute al colaggio del metallo in uno stampo e devono essere eliminate.

La marra, il diamante la palma e l’unghia hanno proporzioni accettabili per cui non si rende necessario un grosso intervento.

 

Pulisco la superficie delle ancore e preparo gli elementi per formare i due ceppi.

Pulisco la superficie delle ancore e preparo gli elementi per formare i due ceppi.

Con un minitrapano asporto tutte le linee di fusione rendendo la superficie uniforme.

Le frecce VERDI e GIALLE mostrano gli elementi necessari a costruire i ceppi.

In VERDE si evidenzia un tondino di ottone dal diametro di 1 mm.
In GIALLO si mostrano alcuni tubetti di ottone da 2 mm con il foro da 1 mm. in modo da permettere l’inserimento del tondino.

Questi elementi sono stati acquistati in un Bricocenter e vengono venduti in stanghe dalla lunghezza di un metro e costano poco.

 

Costruire il ceppo

Il ceppo è sostanzialmente un’asta di ferro che attraversa il fuso.
Le ancore di Ammiragliato hanno di norma un ceppo piegato di 90° ma nella RRS Discovery e in altri velieri come il Cutty Sark erano diritte.

Mi attengo quindi alla documentazione fotografica.

Allargo il foro della cicala per accogliere il perno del ceppo dell’ancora.

Allargo il foro della cicala per accogliere il perno del ceppo dell’ancora.

Nel kit il foro presente sul fuso serve per infilare l’anello della cicala e siccome è troppo stretto procedo ad allargarlo ad 1 mm.
La freccia ROSSA mostra appunto il foro allargato.
Ovviamente il foro sarà troppo in cima al fuso mentre dovrebbe essere circa 3 mm più in basso e dovrò allungare il fuso.

NB) Siccome è molto difficile forare del metallo così stretto preferisco allargare il foro presente ed allungare il fuso di 2 o 3 mm.

 

Infilo prima il perno nel foro dell’ancora e poi i due spezzoni di tubicino per ottenere i ceppi.

Infilo prima il perno nel foro dell’ancora e poi i due spezzoni di tubicino per ottenere i ceppi.

Per montare i ceppi inserisco nel foro uno spezzone del tondino di ottone da 1 mm. di diametro ed infilo due spezzoni di tubicino sempre di ottone.
Per tenerli in posizione utilizzo una goccia di colla ciano acrilica.
L’insieme risulta essere molto solido e pulito senza corre il rischio di staccare o piegare il ceppo.

 

I due ceppi infilati nel perno devono essere incollati perpendicolarmente al fuso dell’ancora.

I due ceppi infilati nel perno devono essere incollati perpendicolarmente al fuso dell’ancora.

Per allinearli e garantire la perpendicolarità tra i ceppi ed il fuso utilizzo dei blocchetti di plastica fintanto che la colla non si sia asciugata (10 secondi circa).

 

La cicala

La cicala NON è rotonda ma assume una forma ovoidale con i due gambi piatti e fissati al fuso con un perno.

Per realizzare le cicale dell’ancora utilizzo del tubicino di rame che piego con una pinza a becchi tondi.

Per realizzare le cicale dell’ancora utilizzo del tubicino di rame che piego con una pinza a becchi tondi.

Mi limito a realizzare l’anello della cicala con del tondino di rame da 2 mm. acquistato nei negozi di modellismo.
Con una pinza a becchi tondi realizzo due golfari con i gambi lunghi circa 3 mm.

 

Gli anelli di blocco

A metà del fuso dell’ancora ci sono due anelli saldati ad una lama di ferro infilata nel fuso.

Per tenere in posizione i due anelli li infili nel fili da cucito.

Per tenere in posizione i due anelli li infili nel fili da cucito.

La prima operazione consista nell’infilare due anellini di ferro da in un filo da cucito.
Sul filo eseguo un nodo scorsoio semplice che mi permetterà di tesare il filo senza tirare troppo senza che si allenti in seguito.

 

Incollo i due anelli al fuso dell’ancora.

Incollo i due anelli al fuso dell’ancora.

Infilo l’ancora e tiro il filo.

A sinistra la freccia ROSSA evidenzia il fuso dell’ancora dentro al filo.
A destra invece la freccia BLU mostra il lavoro finito con il filo ben teso e i due anelli in posizione. Una goccia colla fisserà il nodo al metallo dell’ancora.

Nella foto seguente la freccia BLU  indica una strisciolina di carta che simula la ferramenta dove sono attaccati i due anelli; la carta nasconde il filo da cucito.

 

Il bottone

Nelle prime immagini si vede un bottone di colore bianco ricavato dai pallini di soft air (a costo zero…) ma purtroppo è troppo grosso e deve essere sostituito con qualcosa di più sottile.

Realizzare i bottoni delle ancore è abbastanza semplice se si trovano delle perline dal diametro corretto.

Realizzare i bottoni delle ancore è abbastanza semplice se si trovano delle perline dal diametro corretto.

In un negozio di merceria (di stoffe per intenderci) ho acquisto alcune perline da 3 mm. di diametro. Queste erano già forate per permettere il passaggio di un filo.

Dopo aver smontato i bottoni troppo grossi inserisco nel foro della perlina un tondino di plastica. Incollo con la ciano acrilica.

Un’estremità del tondino di plastica è recisa a mezzo millimetro dalla superficie della perlina in modo da avere una minima sporgenza (come evidenziato dalla freccia VERDE della prima immagine) mentre la parte opposta viene inserita nel foro del ceppo e bloccata con la colla.

La freccia ROSSA mostra come abbia allungato il fuso dell’ancora di 3 mm. utilizzando un listello di legno opportunamente sagomato e sopra ad esso ho incollato i gambi della cicala.

I gambi sono stati appiattiti premendo il tondino di rame con i becchi di una pinza.

 

La prova finale

Dopo avere completato le due ancore le ho passate con un primer di colore grigio e successivamente le ho colorate di nero.

Ho lasciato qualche piccolo tratto scoperto in modo fare emergere il fondo grigio conferendo un senso di profondità al manufatto che altrimenti sarebbe tutto nero.

Il ponte della RRS Discovery è quasi completato e consente di vedere come si posizionano le due ancore.

Il ponte della RRS Discovery è quasi completato e consente di vedere come si posizionano le due ancore.

L’immagine qui sopra mostra appunto le due ancore posizionate (ancora provvisoriamente) sul ponte del castello di prua.
La vista dell’insieme è importante per valutare ad occhio le dimensioni e le proporzione di quanto ho costruito.

 

Questo articolo si riferisce alla
RRS Discovery della spedizione BANZARE

La struttura  principale

Al centro del ponte della RRS Discovery si trova una grande cabina dalla forma rettangolare con il soffitto che funge da piattaforma di navigazione ed osservazione. Nella versione originale del 1901 erano presenti tre cabine più piccole e separate tra di loro che vennero smantellate e sostituite da una più grande che racchiudeva in se tutte le funzioni.

 

Il primo rivestimento

Dopo avere determinato le dimensioni esatte ricavo un parallelepipedo di legno di balsa più stretto e corto di 4 mm. che saranno necessari ai due strati del rivestimento. L’altezza invece è ribassata di soli 1,5 mm. per consentire l’installazione del tavolato che sarà in tutto e per tutto uguale a quello del ponte principale.

La cabina ha una forma semplice ma ho utilizzato un doppio fasciame anziché uno singolo; continua a leggere e scoprirai il perché!

La struttura della cabina della RRS Discovery è realizzata in legno di balsa.

La struttura della cabina della RRS Discovery è realizzata in legno di balsa.

Il primo rivestimento consiste nell’incollare verticalmente dei listelli di legno di noce della stessa larghezza ed essenza di quello definitivo.

Alla base della cabina si trova un’asse ORIZZONTALE di colore nero (vedi frecce GIALLE) che serve per ancorare la cabina al ponte di coperta.

Incollo quindi un listello dipinto di nero (che fa già parte del secondo rivestimento).

NB) Una delle porte (su ogni lato lungo ce ne sono quattro in tutto) è rientrata di una decina di centimetri.
Devo scavare il legno di balsa di 2 o 3 mm. ma l’operazione non presente nessuna difficoltà.

L’unica accortezza da seguire riguarda il fatto che la porta è la prima verso la prua e, per questa ragione sul “soffitto” della cabina disegno due frecce che indicano rispettivamente la direzione del la prua e del la poppa dello scafo.

 

Le porte

Le porte sono in tutto otto (quattro per lato) e quattro di esse sono finestrate.

Per costruire le porte incollo dei listelli su un supporto di carta nera.

Per costruire le porte incollo dei listelli su un supporto di carta nera.

La larghezza delle porte è pari a quattro listelli di legno da 1,5 mm di larghezza.

Incollo sopra un foglio di carta nera otto gruppi di listelli. Questi sono incollati SOLO sulla carta e NON tra di loro. In questo modo potrò allargare le giunzioni per mettere in evidenza la struttura delle assi delle porte.

 

Alcune porte della cabina hanno una finestra quadrata.

Alcune porte della cabina hanno una finestra quadrata.

Con una taglierina ben affilata elimino una porzione centrale da quatto porte.
Queste costituiscano i fori quadrati delle finestre.
Anche se sembrano uguali due di queste finestre sono leggermente più piccole.

 

Lo sfondo della finestra è dato dalla carta azzurra mentre per il vetro utilizzo una striscia di plastica.

Lo sfondo della finestra è dato dalla carta azzurra mentre per il vetro utilizzo una striscia di plastica.

Per lo sfondo delle finestre utilizzo un colore azzurrino.

Non uso il nero perché non da profondità mentre il bianco crea troppo contrasto. I grigi andrebbero bene ma l’azzurrino chiaro rende meglio l’idea di un vetro.

Per simulare il vetro utilizzo della plastica trasparente leggermente opaca ricavata da una scatola per dolci.

Nell’immagine a destra la freccia GIALLA mostra il foglio di carta colorata già incollato sul fondo nero della porta. la freccia VERDE invece mostra il vetro di plastica.

 

Disegno a matita le linee caratteristiche delle porte.

Disegno a matita le linee caratteristiche delle porte.

Con una matita marrone chiaro segno le linee distintive delle porte.
Ricalco i bordi per evidenziare maggiormente le ante.

 

Eseguo delle prove preliminari con le porte appoggiate sulla struttura della cabina della RRS Discovery.

Eseguo delle prove preliminari con le porte appoggiate sulla struttura della cabina della RRS Discovery.

Per valutare l’effetto finale realizzato provo ad appoggiare le porte sulla struttura della cabina.
Questo controllo permette anche di valutare le proporzioni e gli spazi che rimangono liberi.

 

Il secondo rivestimento

Il listello di colore nero incollato alla base della struttura funge anche da “listello guida”.

La cabina aveva un’asse orizzontale di colore nero.

La cabina aveva un’asse orizzontale di colore nero.La tavola alla base della cabina è di colore nero

La tavola alla base della cabina è di colore nero perché è stata trattata con un della pece per renderla impermeabile.

Il secondo rivestimento inizia dall’angolo rivolto alla poppa.
In questa posizione si trova una piccola finestra di forma rettangolare

 

Incollo il primo listello in verticale. Ovviamente questo listello sarà un “listello guida”.

Incollo il primo listello in verticale. Ovviamente questo listello sarà un “listello guida”.

Incollo un listello a tutta altezza (Vedi la freccia ROSSA).

 

Incollo due listelli che delimitano la finestra della cabina.

Incollo due listelli che delimitano la finestra della cabina.

Incollo altri due listelli più bassi (cerchietto ROSSO)

 

Realizzo la cabina con la stessa tecnica utilizzata per la costruzione delle porte.

Realizzo la cabina con la stessa tecnica utilizzata per la costruzione delle porte.

A questo punto incollo uno spezzone di carta azzurra e definisco la finestrella con un listello alla destra e due più piccoli in alto. (Cerchietto GIALLO)
Incollo subito di lato una delle porte finestrate realizzate negli step precedenti.

Il rivestimento continua in direzione della prua.

Incollo la seconda porta finestrata nel rientro della struttura eseguito negli step iniziali del lavoro.

 

Termino il rivestimento della cabina chiudendo gli spazi vuoti rivolti verso la prua.

Termino il rivestimento della cabina chiudendo gli spazi vuoti rivolti verso la prua.

Incollo quindi i listelli di legno dalla porta verso la fine della parete. (Vedi freccia GIALLA  e BLU)

Uso dei blocchetti di plastica per garantire la perpendicolarità dei listelli incollati sopra alla finestra.

Uso dei blocchetti di plastica per garantire la perpendicolarità dei listelli incollati sopra alla finestra.

Per verificare la perpendicolarità dei listelli appena incollati utilizzo dei blocchetti di plastica.
Devo prestare attenzione soprattutto ai listelli incollati sopra alla piccola finestra.

 

Il gradino in metallo

Uso l’alluminio per realizzare la soglia della porta.

Uso l’alluminio per realizzare la soglia della porta.

La porta con la rientranza ha il pianale in metallo.

Per garantire una buona accuratezza non mi limito a colorare di argento uno spezzone di legno ma preferisco rivestirlo con il metallo.
Allo scopo utilizzo un comunissimo pezzo di carta di alluminio e lo premo sulla carta vetrata in modo da trasferire la texture e rendere “rugoso” l’alluminio.

 

Taglio uno spezzone per realizzare la soglia in alluminio.

Taglio uno spezzone per realizzare la soglia in alluminio.

Lo incollo su uno spezzone di listello e lo taglio a misura.

 

Incollo la soglia di alluminio sulla porta della cabina della RRS Discovery.

Incollo la soglia di alluminio sulla porta della cabina della RRS Discovery.

Infine lo incollo sulla soglia della porta.

 

Gli oblò

La cabina presenta diversi oblò posti a due altezze differenti.
Gli oblò sono di tipo commerciale da 3 mm di diametro esterno.

Per allineare gli oblò uso del nastro di carta.

Per allineare gli oblò uso del nastro di carta.

Per garantire un perfetto allineamento degli oblò preferisco NON segnare le righe con lo squadretto e la matita perché poi dovrei cancellare i segni rimasti ma piuttosto utilizzo una strisca di carta da carrozziere che una volta praticati i fori di invito da 0,5 mm. verrà tolta.

 

Con un trapano allargo i fori per accogliere gli oblò.

Con un trapano allargo i fori per accogliere gli oblò.

Allargo i fori di invito con una punta da 3 mm.

Gli oblò sono in ottone ma a me servono di colore nero.
Li tratto con un primer grigio adatto ai metalli dato a pennello per poi dipingere la superficie esterna con un colore acrilico grigio scurissimo. (Nella fattispecie ho usato il nero Nato).

 

Incollo gli oblò dipinti di nero.

Incollo gli oblò dipinti di nero.

Una goccia di colla ed infilo gli oblò nei fori.
Il grigio (del primer) all’interno dei fori garantisce una certa profondità.

 

Il passamano

La cabina è allestita con diversi passamano agganciati alla struttura in punti ben definiti.

Segno i punti di aggancio del passamano alla cabina.

Segno i punti di aggancio del passamano alla cabina.

Uso il nastro di carta quale linea guida e su di esso segno con una penna rossa i punti dove inserire i supporti del passamano.

 

Foro i punti di aggancio dei supporti del passamano.

Foro i punti di aggancio dei supporti del passamano.

Eseguo dei fori con una punta da 1 mm.

 

Inerisco nei fori dei tondini di legno di noce.

Inerisco nei fori dei tondini di legno di noce.

Nei fori incollo con la vinavil degli spezzoni di tondino di noce da 1 mm. di diametro.

Devo prestare MOLTA attenzione affinché sporgano tutti alla medesima lunghezza. Che in questo caso è di 1,5 mm.

 

Il passamano è incollato sui supporti.

Il passamano è incollato sui supporti.

Su questi spezzoni incollo un tondino di legno di noce.
Quando la colla sarà asciutta elimino le eccedenze che sporgono dai due lati.

 

Con delle strisce di carta simula la ferramenta del passamano.

Con delle strisce di carta simula la ferramenta del passamano.

Per simulare la ferramenta in ottone utilizzo delle strisce di carta che incollo con la vinavil con molta cura ed attenzione.

Queste strisce verranno poi trattate con della colla ciano acrilica che le conferiranno una durezza notevole e le renderanno impermeabili.

 

Per simulare il colore ottone del passamano della cabina della RRS Discovery adopero un pennarello colore oro.

Per simulare il colore ottone del passamano della cabina della RRS Discovery adopero un pennarello colore oro.

Con un pennarello colore oro ripasso le strisce di carta ottenendo un effetto molto realistico.

 

Rifinisco la cabina con gli ultimi dettagli.

Rifinisco la cabina con gli ultimi dettagli.

Con lo stesso pennarello ripasso le maniglie che ho realizzato con degli occhielli di rame.
Con della carta nera simulo i cardini delle porte.

 

Lo stampo in silicone

Nella realizzazione del modellino della RRS Discovery ormeggiata a Dundee in Scozia devo riprodurre due tipi di prese d’aria ed in questo articolo illustro il metodo utilizzato per realizzare uno stampo chiuso del tipo monoblocco.

 

NB nella “cassetta degli avanzi” ho trovato solo due prese d’aria una è alta 30 mm. mentre l’alta 40 mm.
Il negoziante di mia fiducia stenta a procurarmi queste minuterie e quindi sono costretto ad arrangiarmi.
Decido quindi di modificare gli originali e di riprodurre con la tecnica degli stampi le due coppie che mi servono.

Le prese d’aria commerciali devono essere adattate alle dimensioni della RRS Discovery.

Le prese d’aria commerciali devono essere adattate alle dimensioni della RRS Discovery.

L’immagine qui sopra è divisa in tre parti, a sinistra si vede l’originale in metallo con evidenziati in ROSSO due anelli sporgenti che sono stati eliminati come è visibile nel fotogramma centrale.
Alla destra si vede la presa d’aria con avviluppato del nastro da carrozziere che mi permette di aumentare lo spessore del tubo.

 

La scatola dello stampo

Rifinisco la presa d’aria con lo stucco.

Rifinisco la presa d’aria con lo stucco.

Una presa d’aria viene rifinita con dello stucco plastico applicato sopra al nastro di carta. Ovviamente lo stucco applicato sul nastro di carta si sbriciolerà in pochissimi giorni ma rimarrà stabile per il tempo necessario a realizzare uno stampo.

A sinistra ho appoggiato la presa d’aria su un pezzo di legno di balsa per misurare l’altezza (freccia ROSSA).

 

Costruisco una cassetta di legno per contente tre il silicone.

Costruisco una cassetta di legno per contente tre il silicone.

Avvalendomi di questa misura costruisco una cassetta con del legno di scarto.

 

I bordi del contenitore devono essere sigillati.

I bordi del contenitore devono essere sigillati.

Per evitare delle fuoruscite di silicone devo sigillare molto bene le giunzioni, allo scopo incollo agli angoli quatto stuzzicadenti.
La colla chiuderà ogni minima fessura.

Infatti il silicone liquido è in grado di penetrare in ogni più minuscola fessura e fuoriuscire dallo stampo.

 

 

Un errore da evitare

Se è presente una fessura (anche piccola) il silicone uscirà dallo stampo e si sparpaglierà sul piano di lavoro.

Se è presente una fessura (anche piccola) il silicone uscirà dallo stampo e si sparpaglierà sul piano di lavoro.

Questa immagine illustra molto bene cosa succede se lo stampo per il colaggio non è completamente sigillato. Il cerchio ROSSO mostra come il silicone sia fuoriuscito spalmandosi sul piano di lavoro.

Ovviamente se il silicone esce dallo stampo nello stesso si abbasserà il livello lasciando scoperte le parti più in alto.

Quasi sicuramente lo stampo non sarà utilizzabile e andrà buttato.


Sulla base dello stampo segno una freccia che mi indica la posizione ideale per eseguire in seguito il taglio necessario a liberare l’oggetto intrappolato nello stampo.

Sulla base dello stampo segno una freccia che mi indica la posizione ideale per eseguire in seguito il taglio necessario a liberare l’oggetto intrappolato nello stampo.

Quando il silicone sarà asciutto dovrò praticare un taglio per liberare l’oggetto in esso contenuto.
Per sapere in seguito quale sarà il lato più indicato segno con una penna una freccia sulla base.

 

Come calcolare la quantità di silicone.

Io preferisco usare del silicone bi-componente da miscelare al 50%, ma in commercio si trovane delle confezioni con il catalizzatore molto più concentrato dove si deve aggiungere un percentuale molto inferiore nell’ordine del 3 o del 5 percento.

Utilizzo il riso per calcolare in modo empirico la quantità di silicone da preparare.

Utilizzo il riso per calcolare in modo empirico la quantità di silicone da preparare.

Il silicone è molto ma molto costoso e quindi se ne deve preparare una giusta quantità. Non deve essere troppo poco altrimenti non riempirà lo stampo ma nemmeno troppo perché l’eccesso andrà sprecato.

Il metodo da me utilizzato è piuttosto semplice economico e veloce e consiste nel versare nello stampo del comunissimo riso da cucina, una volta riempito lo stampo verso il riso in un bicchiere di plastica trasparente.

 

Come preparare la giusta quantità do silicone bi componente (step 1).

Come preparare la giusta quantità do silicone bi componente (step 1).

Step 1)
Allineo i componenti “A” e “B” e due bicchieri displastica trasparente; (uno continente il riso).

 

Come preparare la giusta quantità do silicone bi componente (step 2).

Come preparare la giusta quantità do silicone bi componente (step 2).

Step 2)
Divido il riso su due bicchieri in modo che abbiano la medesima altezza (frecce e segni BLU).

 

Come preparare la giusta quantità do silicone bi componente (step 3).

Come preparare la giusta quantità do silicone bi componente (step 3).

Step 3)
Svuoto il primo bicchiere e lo riempio del componente “A” della resina siliconica che con questo prodotto è di colore bianco.

 

Come preparare la giusta quantità do silicone bi componente (step 4).

Come preparare la giusta quantità do silicone bi componente (step 4).

Step 4)
Svuoto anche il secondo bicchiere e lo riempio del componente “B” della resina siliconica che con questo prodotto è di colore giallo.

 

Come preparare la giusta quantità do silicone bi componente (step 5).

Come preparare la giusta quantità do silicone bi componente (step 5).

Step 5)
Verso il contenuto del bicchiere con il componente “B” nel bicchiere con il componente “A”. Mescolo per circa un minuto e quindi verso il contenuto nello stampo di legno.

Aspetto 48 ore che il silicone si sia catalizzato e solidificato completamente e lo taglio dal lato identificato prima del colaggio.
In questo modo posso liberare la matrice e fare spazio per la resina del colaggio vero e proprio.

 

Liberare l’oggetto dal silicone

La resina liquida indurendo assume la forma impressa nello stampo di silicone.

La resina liquida indurendo assume la forma impressa nello stampo di silicone.

Colo nello stampo la resina liquida che di norma indurisce in poche ore (ma io per prudenza aspetto sempre un giorno).
La resina riproduce con fedeltà assoluta qualsiasi rilievo o sporgenza impresso nello stampo di silicone.

 

Con lo stampo riproduco a colaggio tutte le copie che servono.

Con lo stampo riproduco a colaggio tutte le copie che servono.

Dopo il colaggio la presa d’aria si presenta della giusta sezione e nelle prossime fasi lavorative verrà migliorata.

 

NB) In questo esempio utilizzo del silicone in due compienti da miscelarsi in parti uguali. In commercio ci sono altri composti con un catalizzatore che va aggiunto in una percentuale del 3 o del 5 percento, ovviamente in questa ipotesi gli step da 1 a 5 non sono applicabili e si mescola direttamente il silicone al catalizzatore.

Personalmente mi sono trovato meglio con i due composti da miscelare in parti uguali perché sono più facili da gestire.

Di norma uno stampo in silicone pesa dai 30 ai 50 grammi e NON è facile misurare o pesare 1 o 1,5 grammi di catalizzatore neanche con un bilancino digitale e si corre il rischio di consumarne troppo e non averne poi per le lavorazioni finali buttando via una buona quantità di resina siliconica.

 

 

Come realizzare in casa lo stucco per il legno

Nella costruzione di un modellino in legno può rendersi necessario l’impiego dello stucco.

In commercio si trovano molti tipi di stucco (alcuni sono già pronti all’uso).

Nei negozi specializzati si trovano dei tubetti di varie marche pensati perlopiù per un impiego con i modellini di plastica o nei diorami ma non sono specifici per un uso nel modellismo navale statico antico.
Per la cronaca si trovano anche dei tubetti di stucco studiati per il legno ma sono difficili da trovare e comunque assai costosi.

Quelli acquistati nelle ferramenta sono invece stati concepiti per un utilizzo domestico e di solito vengono poi verniciati ma sono refrattari alla colla specialmente se vinilica. (Vanno bene per uno scafo metallico ma non per uno in legno).

L’esempio che segue è tratto dalla costruzione della RRS Discovery dove dopo la stesura del primo strato del fasciame è emersa una fessura a prua.

Lo scafo prevede un secondo strato di listelli che coprirà l’imperfezione, tuttavia per essere ben incollati e resistenti nel tempo devono appoggiare su una superficie piena e non su un foro.

Una fessura su uno scafo che deve essere stuccata.

Una fessura su uno scafo che deve essere stuccata.

La freccia ROSSA mostra appunto questa fessura che necessita di una stuccatura.

Gli ingredienti necessari sono economici e facili da reperire, in pratica ogni modellista li ha già in casa.

Si tratta di una goccia di colla aliphatica e della polvere ricavata da un listello di legno.

Se la stuccatura deve rimanere a vista allora si deve ricavare la polvere di legno da un listello della stessa essenza e colore della riparazione, in questo modo non ci saranno evidenti stacchi cromatici che evidenzieranno il difetto.

 

Appoggio su un foglio di carta da forno della polvere di legno e una goccia di colla aliphatica.

Appoggio su un foglio di carta da forno della polvere di legno e una goccia di colla aliphatica.

Per realizzare lo stucco appoggio gli ingerdienti su un pezzo di carta da forno perché è abbastanza scivoloso da permettere una lavorazione veloce senza correre il rischio di sporcare il tavolo da lavoro.

La freccia ROSSA mostra una goccia di colla aliphatica mentre quella BLU un mucchietto di polvere di legno.

La polvere di legno non è segatura e deve essere finissima e priva di fibre o granelli troppo grossi.

 

Sulla carta da forno amalgamo l’impasto dello stucco.

Sulla carta da forno amalgamo l’impasto dello stucco.

Dopo aver messo la goccia di colla su un foglio di carta per forno la ricopro con la polvere del listello ed inizio ad amalgamare l’impasto. La densità deve essere simile alla pasta per pizza e nel dubbio è meglio che sia più densa.

 

Con una piccola spatola per artisti riempio la fessura della prua.

Con una piccola spatola per artisti riempio la fessura della prua.

L’impasto deve essere relativamente denso e va inserito nella fessura con una spatola.

 

Rifinisco l’area stuccata in modo accurato così da limitare la successiva fase di carteggiatura.

Rifinisco l’area stuccata in modo accurato così da limitare la successiva fase di carteggiatura.

Sempre con la spatola livello la superficie.
L’impasto così ottenuto non si ritira e la presenza della colla lo fa aderire alle pareti in legno in modo permanente.

 

Lo stucco realizzato con la colla aliphatica e la polvere di legno è perfettamente carteggiabile.

Lo stucco realizzato con la colla aliphatica e la polvere di legno è perfettamente carteggiabile.

Quando lo stucco si sarà asciugato sarà possibile carteggiarlo anche molto finemente.

Non si deve adoperare la colla vinilica perché lo stucco quando si asciugherà rimarrà sempre gommoso e non sarà possibile carteggiarlo in seguito.

Preparare la dima per rastremare i listelli

La superficie di uno scafo non è cilindrica ma a forma di “uovo o botte” (passatemi l’esempio) e la prua e la poppa hanno una superficie inferiore rispetto al centro della nave. Le tavole erano più larghe al centro e si restringevano quando dovevano rivestire le estremità.

La larghezza delle tavole diminuiva in modo progressivo e i corsi del fasciame non avevano interruzioni di continuità.

Questa caratteristica è chiamata RASTREMATURA.

 

Nel modellismo NON è possibile rastremare decine e decine di listelli a mano libera perché sarebbero tutti diversi ed incollandoli sullo scafo si formerebbero troppe fughe difficili o impossibili da riempire.

 

Si rende necessario un attrezzo che permetta di assottigliare in modo facile, lineare e preciso tutti i listelli che ci servono.

Nei pochi negozi di modellismo ormai rimasti è possibile acquistare (dietro ordinazione) una attrezzo che assolve allo scopo ma purtroppo è troppo piccolo e al lato pratico non serve a nulla.

 

BISOGNA COSTRUIRSELO DA SOLI

Per fortuna è molto facile e in questo post spiego come fare:

La base della dima (step 1)

Per la base della dima utilizzo un profilato di alluminio a forma di ”U” che di norma è lungo un metro.

Lo si trova in diverse misure, io ho scelto una che sia profonda circa mezzo centimetro.

Per ridurre l’altezza interna appoggio sul fondo un listello di noce.

Per ridurre l’altezza interna appoggio sul fondo un listello di noce.

I listelli che utilizzerò nel secondo rivestimento hanno un’altezza di 3 mm. (mentre la dima è profonda 5 mm.) si rende necessario ridurre l’altezza di 2 mm.

Inizio con l’appoggiare sul fondo della dima un listello di noce da 0,5 mm di spessore.

 

L’inclinazione della base della dima (step 2)

 

Per rendere variabile la profondità della dima uso dei listelli rastremati.

Per rendere variabile la profondità della dima uso dei listelli rastremati.

Questa fase è molto importante perché determinerà l’inclinazione del fondo della dima.

Per rastremare i listelli in modo omogeneo è necessario che una parte di essi sporga dalla dima di alluminio.

La cosa più semplice è ridurre lo spazio interno aumentando lo spessore sul fondo.

 

Un listello rastremato permette di inclinare il fondo della dima.

Un listello rastremato permette di inclinare il fondo della dima.

Da questa immagine si vede molto bene come il listello indicato dalla freccia GIALLA sia stato assottigliato. Ho utilizzato un listello di tiglio facilmente lavorabile.

Il listello indicato dalla freccia ROSSA è il listello di fondo.

Infilo quanto costruito sul fondo della dima di alluminio.

 

La preparazione dei listelli (step 3)

 

I listelli sono accostati e legato assieme con del nastro di carta.

I listelli sono accostati e legato assieme con del nastro di carta.

Scarto solo i listelli storti o che presentino nodini, per il resto vanno bene tutti anche quelli che avessero le venature in diagonale e non parallele alla lunghezza.

Ne prendo tanti quanti entrano nella dima, li accosto e li blocco con del nastro da carrozziere.

 

I listelli sono inclinati nella dima e rimangono parzialmente esposti.

I listelli sono inclinati nella dima e rimangono parzialmente esposti.

Li infilo all’interno della dima.

Siccome in precedenza avevo realizzato una base inclinata ora il gruppo di listelli sporgerà da un’estremità per circa la metà della larghezza (freccia ROSSA) mentre dopo 20 o 30 cm. di pendenza rimarranno completamente all’interno della dima.

 

 La rastrematura dei listelli (step 4)

 

Dremel monto un cilindro abrasivo che permette di asportare il legno che sporge dalla dima di alluminio.

Dremel monto un cilindro abrasivo che permette di asportare il legno che sporge dalla dima di alluminio.

Sulla punta del trapano Dremel monto un cilindro di carta vetrata a grana medio grossa.

Imposto la velocità di rotazione al massimo (30.000 giri al minuto) ed inizio ad assottigliare i listelli inseriti nella dima. Muovo velocemente il minitrapano avanti e indietro. Lavoro fino a toccare i bordi della dima che essendo di alluminio stridono ma non si rovinano.

 

Rifinitura della rastrematura dei listelli eseguita a mano.

Rifinitura della rastrematura dei listelli eseguita a mano.

La rifinitura viene eseguita a mano con l’ausilio di un lisciatoio con carta vetrata a grana media.

 

La dima di alluminio garantisce una perfetta rastrematura dei listelli.

La dima di alluminio garantisce una perfetta rastrematura dei listelli.

La dima essendo di alluminio garantisce una perfetta rastrematura dei listelli in essa contenuti.

La feccia ROSSA mostra appunto di quanto l’altezza dei listelli sia stata ridotta.

 

Con un seghetto taglio l’eccedenza della lavorazione.

Con un seghetto taglio l’eccedenza della lavorazione.

La parte sporgente dalla dima va ovviamente tagliata con un seghetto.

Nella dima entrano circa solo 15 listelli e si rende necessario ripetere il procedimento diverse volte.

 

 

Come incollare il primo listello sulla RRS Discovery

Il primo listello che si incollerà sullo scafo fungerà da guida per tutti gli altri e quindi deve essere posizionato con la massima precisione.

Traccio un segno per posizionare correttamente il listello.

Traccio un segno per posizionare correttamente il listello.

Un Clipper ha la prua sottile e slanciata ed il listello deve iniziare esattamente sulla prua mentre a poppa sarà più facile lasciarlo “sbordare” e rifinire in seguito.

Calcolata la lunghezza del listello (dalla prua ovviamente) segno con una matita un tratto verticale che mi servirà per allineare successivamente lo stesso con una tolleranza che è quasi nulla. Su uno scafo piccolo come questo traccio un singolo segno posto su una ordinata centrale mentre su imbarcazioni più grandi traccio due segni posti all’incirca ad un terzo dalla prua e dalla poppa.

 

Con la colla vinavil incollo il listello alle ordinate.

Con la colla vinavil incollo il listello alle ordinate.

Il primo listello lo posiziono al di sotto del listello guida che avevo incollato in una fase lavorativa precedente.
Su ogni ordinata applico una goccia di colla vinilica.

 

Suo gli spilli da sarto per bloccare i listelli mentre la colla si asciuga.

Suo gli spilli da sarto per bloccare i listelli mentre la colla si asciuga.

Per fissare i listelli alle ordinate NON uso i chiodini di rame (come viene invece raccomandato in molti libri e forum !!!) ma degli spilli da sarto che inserisco a pressione usando una semplice pinza.

 

Lo spillo non va martellato in posizione ma spinto a pressione con una pinza.

Lo spillo non va martellato in posizione ma spinto a pressione con una pinza.

Serro lo spillo in acciaio tra le ganasce di una pinza e lo spingo a pressione nel listello fino a farlo penetrare per 3, 4 mm nel legno dell’ordinata retrostante.

Non uso invece mai e per nessun motivo un martelletto.

 

L’eccesso di colla va eliminato per evitare il formarsi di spessori.

L’eccesso di colla va eliminato per evitare il formarsi di spessori.

Quando il listello è ben posizionato elimino l’eccesso della colla con uno stuzzicadenti.

È importante mantenere pulita la giunzione perché la colla vinilica asciugandosi creerebbe uno spessore (anche se minimo) impedendo al listello successivo di rimanere aderente a quanti glia incollati.

 

RINFORZI A PRUA

Nei Clipper lo spazio a prua è stretto e la chiglia non viene rastremate e di conseguenza la zona di contatto con il listello è molto ridotta e non garantisce una presa salda e sicura nel tempo.

Un punto critico è rappresentato dalla giunzione del listello sulla ruota di prua.

Un punto critico è rappresentato dalla giunzione del listello sulla ruota di prua.

Nella foto qui sopra la freccia rossa mostra l’unione con il listello bloccato in posizione da uno spillo mentre la freccia gialla mette in evidenza lo spazio interno che al momento è ancora vuoto.

 

Da alcuni listelli di scarto ricavo dei cunei di rinforzo.

Da alcuni listelli di scarto ricavo dei cunei di rinforzo.

Con degli avanzi di listello realizzo alcuni piccoli cunei lunghi circa 2 cm.

 

Con i cunei aumento la superficie di contatto con il listello a prua.

Con i cunei aumento la superficie di contatto con il listello a prua.

Vengono incollati due cunei di rinforzo posti a cavallo del primo listello in modo da aumentare la superficie di presa della colla.

Nella foto qui sopra si vede anche come il listello non tocchi la prima ordinata (freccia BLU) in quanto è stata modificata la forma del tagliamare della prua rendendo la stressa più bombata e meno aerodinamica.

La prima ordinata che si incolla deve essere centrale.

È importante che sia incollata esattamente e ad angolo retto rispetto alla chiglia.

Essendo la prima da incollare non si hanno punti di riferimento con cui aiutarsi, inoltre essendo la prima sarà lei ad essere un punto di riferimento per tutte le altre che si incolleranno in seguito.
Si rende necessaria la massima precisione.

Per garantire l’ortogonalità dell’incastro ordinata chiglia si devono utilizzare degli squadretti.

Per garantire l’ortogonalità dell’incastro ordinata chiglia si devono utilizzare degli squadretti.

È inutile ricordare che l’incastro ordinata-chiglia non deve sforzare altrimenti la tensione del legno tenderà a scaricarsi spostando angolo di qualche grado.

È di gran lunga preferibile avere un incastro lasco piuttosto di un duro.

Detto questo si deve provvedere a mantenere l’ortogonalità per il tempo necessario alla colla vinilica di asciugare completamente.

 

L’incastro deve essere perfettamente ortogonale e deve essere verificato con cura e certezza.

L’incastro deve essere perfettamente ortogonale e deve essere verificato con cura e certezza.

Un modo semplice ed economico (almeno per chi ha bambini piccolini) consiste nell’utilizzare alcuni componenti di LEGO che presentendo diversi grandi vantaggi:

1) si possono reperire in diverse misure e sono leggeri
2) sono perfettamente ad angolo retto
3) sono assemblabili secondo le proprie necessità
4) sono di plastica e quindi non si attaccano con  la colla vinilica
5) sono resistenti e indeformabili.

Come è ben visibile nelle due foto qui sopra ho utilizzato quattro quadrati con “alzata” in modo da controllare l’ortogonalità su tutti e quattro gli angoli.

 

Si stende la colla vinilica per rinforzare l’incastro.

Si stende la colla vinilica per rinforzare l’incastro.

Per procedere al rinforzo dell’incastro si aspettano le solite 24 ore che è un tempo necessario alla colla di penetrare in profondità nelle fibre del legno, si staccano i quattro squadretti di LEGO e si applica una sottile striscia di colla vinilica lungo l’incastro.

Osservando le frecce ROSSE si può notare come la colla non sia stata stesa su tutta la lunghezza dell’incastro ma si fermi circa un centimetro prima.

 

Un incastro perfettamente ortogonale e ben rinforzato impedirà che l’ordinata si sposti e si corra il rischio di svergolare lo scafo.

Un incastro permettente ortogonale e ben rinforzato eviterò che l’ordinata si sposti e rischi di svergolare lo scafo.

Si incollano dei segmenti di legno a sezione quadrata da 8 o 10 mm di lato e si serrano con dei morsetti.

La colla viene premuta con forza e penetra anche nelle eventuali micro fessure dell’incastro della chiglia con l’ordinata assemblato in  precedenza mentre l’eccesso sborderà dal rinforzo.

I quattro legnetti dei rinforzi devono avere la stessa lunghezza. È preferibile che siano leggermente più corti e non oltrepassino la sagoma dell’ordinata perché questa verrà rastremata in una fase successiva.

 

I rinforzi devono essere sempre quattro e tutti della medesima sezione e lunghezza.

I rinforzi devono essere sempre quattro e tutti della medesima sezione e lunghezza.

NB) Si devono incollare sempre quattro rinforzi, uno per angolo. Tutti e quattro vanno incollati contemporaneamente in modo da bilanciare la tensione della colla ed evitare scostamenti nella perpendicolarità dell’incastro.

Se decidi di costruire un modellino partendo solo ai disegni allora ti devi ritagliare la chiglia e le ordinate da solo e ti potresti chiedere se vale la pena acquistare un seghetto da traforo professionale dal costo di 200 – 250 euro? Mentre i seghetti che costano meno di 200 euro non sono indicati nel modellismo perché sono poco potenti e producono un taglio poco preciso.

 

La mia risposta è NO! Non ne vale la pena è meglio utilizzare un seghetto alternativo che di solito già si possiede in casa o al limite lo si compra per 70 – 100 euro in qualsiasi ferramenta o bricocenter.

In alternativa si potrebbe acquistare un seghetto a mano dal costo di pochi euro ma il lavoro si allunga di decine e decine di ore.

 

Un comunissimo seghetto alternativo

Un comunissimo seghetto alternativo

Si deve piuttosto investire qualche decina di euro per l’acquisto di lame e seghetti di alta qualità a denti fitti e sottili per legno. La mia esperienza mi dice che per una chiglia e venti ordinate da ritagliare dal compensato marino da 6 mm se ne consumano due mentre se si utilizza il compensato di betulla sarà sufficiente una sola lama.

 

La sagoma di carta va incollata lasciando qualche centimetro libero.

La sagoma di carta va incollata lasciando qualche centimetro libero

Per prima cosa si incolla (o si disegna) la sagoma dell’ordinata sulla tavoletta di compensato.

La dimensione della tavoletta non deve essere eccessiva, un bordo di qualche centimetro sarà sufficiente.

 

NB) Il seghetto alternativo non è un attrezzo progettato per il modellismo ma piuttosto per uso domestico.

Se la lama è di qualità dozzina o se i denti sono grossi e distanziati tenderà a strappare e a spezzare il legno.

Per avere un taglio ben rifinito si devono usare lame di alta qualità e di precisione (ovviamente per legno).

Dopo questa premessa illustro passo passo le fasi salienti per ottenere un ottimo risultato in poco tempo e con poca spesa.

 

Altra premessa importante:

I tagli vanno eseguiti sempre all’esterno della linea lasciando uno spazio di sicurezza di almeno mezzo millimetro.

LA FASE DI TAGLIO

Si taglia l’incastro con la chiglia

Si taglia l’incastro con la chiglia

Fase 1.

Si inizia tagliando l’incastro inferiore praticando due lunghi tagli paralleli.
Il piccolo taglio orizzontale va eseguito con una taglierina.

 

Si stagliano le linee verticali fino al ponte

Si stagliano le linee verticali fino al ponte

Fase 2.

Dalla parte superiore dell’ordinata si tagliano le linee verticali (o leggermente oblique) sino ad arrivare alla linea arcuata del ponte di coperta. Come in questo caso alcune ordinate possono avere dei rientri o delle sporgenze e di conseguenza anche i tagli si dovranno adattare.

 

Tagliando in diagonale si arriva a liberare la prima metà del ponte

Tagliando in diagonale si arriva a liberare la prima metà del ponte

Fase 3.

Il seghetto alternativo non permette di effettuare tagli con una curvatura troppo stretta, tuttavia è possibile inclinare la lama ed arrivare a tagliare circa metà della rientranza visibile sulla linea del ponte.

La linea di taglio è evidenziata dalla linea tratteggiata di colore blu.

 

Si continua tagliando via la parte sinistra

Si continua tagliando via la parte sinistra

Fase 4.

Si raddrizza la lama (o meglio il seghetto perché la lama rimane sempre fissa) e si taglia la parte sinistra del ponte fino a staccare il legno. Vedi le frecce rosse.

 

Si completa la parte superiore tagliando anche la parte destra fino al ponte

Si completa la parte superiore tagliando anche la parte destra fino al ponte

Fase 5

Si gira il pezzo e si taglia la parte rimanente del ponte.

 

Si taglia la prima metà del bordo inferiore dell’ordinata

Si taglia la prima metà del bordo inferiore dell’ordinata

Fase 6

Il taglio del perimetro inizia dalla parte inferiore e più grossa dell’ordinata. Siccome la curvatura è pronunciata conviene tagliare fino a circa metà ordinata.

 

Si taglia la seconda metà superiore del bordo dell’ordinata

Si taglia la seconda metà superiore del bordo dell’ordinata

Fase 7.

Si raddrizza il seghetto alternativo e si completa il taglio fino ad arrivare all’impavesata.

 

Si taglia anche l’altro lato

Si taglia anche l’altro lato

Fase 8.

In modo analogo si taglia anche l’altro lato.

 

Si liberano le fessure destinate ad accogliere i listelli di rinforzo

Si liberano le fessure destinate ad accogliere i listelli di rinforzo

Fase 9.

Giunti a questo punto come è ben evidenziato dalle frecce gialle si liberano le eventuali tacche laterali destinate ad accogliere i listelli di rinforzo.

 

LA FASE DI RIFINITURA

I bordi dell’ordinata vanno rifiniti con la cartavetro

I bordi dell’ordinata vanno rifiniti con la cartavetro

L’ordinata appena ritagliata non è perfetta ma presenterà un bordo frastagliato e sarà più grande di circa 1 mm.

 

La correzione dell’profilo dell’ordinata

La correzione dell’profilo dell’ordinata

Per correggere il profilo dell’ordinata si utilizza un lisciatoio rigido con carta vetrata a grana fine asportando il legno in eccesso ed uniformando la linea.

 

Per rifinire gli incastri si utilizza una limetta piatta.

Per rifinire gli incastri si utilizza una limetta piatta

Per tagliare con il seghetto alternativo quest’ordinata ho impiegato meno di 5 minuti, con un seghetto a mano ci avrei impiegato 30 40 minuti.

Per la rifinitura con la carta vetrata e la limetta sono necessari circa 10 minuti.

 

 

Non sempre si dispone di disegni riconducibili ad un preciso modello ma spesso ci si deve accontentare di trovare uno generico od appartenente ad un modello simile. In questo esempio i disegni si riferiscono al Cutty Sark ma dovranno essere modificati ed adattati per la RRS Discovery.

L’ordinata scansionata deve rimanere al centro dell’immagine.

L’ordinata scansionata deve rimanere al centro dell’immagine.

L’ordinata da modificare è stata colorata in verde solo per renderla visibile nella stesura di questo articolo.

Le tavole di costruzione raggruppano le varie ordinate (ed altri componenti) su un foglio di carta molto grande che può misurare anche 2 o più metri per lato.

La scansione viene eseguita su una comunissima stampantina domestica in formato A4, ho eseguito una scansione per ogni ordinata (in questo esempio è visualizzata l’ordinata numero 10).

L’unica accortezza consiste nel piegare il grande foglio in modo tale che l’ordinata rimanga grossomodo centrata sullo scanner.

La risoluzione consigliata è di 300 dpi che permette una accurata modifica mantenendo un buon dettaglio anche ruotando e/o modificando l’immagine, questa risoluzione consente di produrre immagini di tipo JPG pesanti meno di 2 mega e quindi facilmente gestibili anche con computer vecchiotti e lenti.

La stessa risoluzione di 300 dpi dovrà essere successivamente impostata nelle preferenze di STAMPA.

 

Per le modifiche necessarie si deve utilizzare un programma di grafica o di fotoritocco, io uso GIMP solo perché è gratuito ed offre molte funzioni.

Il primo allineamento va eseguito ad occhio in modo approssimativo.

Il primo allineamento va eseguito ad occhio in modo approssimativo.

La prima modifica consiste nel ruotare ad occhio l’immagine fino a raddrizzare l’ordinata.

L’uso della griglia in GIMP permetta un accurato allineamento dell’ordinata.

L’uso della griglia in GIMP permetta un accurato allineamento dell’ordinata.

Nella seconda fase si deve raddrizzare l’immagine con estrema precisione ed in questo caso ho attivato la griglia sullo schermo di GIMP colorandola di rosso e distanziando le singole linee di 30 pixel in modo da avere un contrasto visivo.

L’ordinata è stata raddrizzata

L’ordinata è stata raddrizzata

Nella terza fase l’immagine viene ritagliata alla misura dell’ordinata e ripulita da ogni altro segno usando lo strumento “pennello” impostato sul colore bianco.
Infine si eliminano le sfumature grigiastre presenti nella pagina convertendo l’immagine da RGB ad indicizzata con soli due colori (il bianco per lo sfondo ed il nero per il tracciato), in questo modo ogni singolo punto dell’immagine può assumere solo uno di questi due valori e le sfumature grigie diventeranno bianche.

Quando si stampa un immagine si deve avere l’accortezza di verificare con attenzione che la risoluzione di stampa coincida con quella acquisita in precedenza dallo scanner (in questo caso 300 dpi).

Per poter stampare le ordinante della giusta grandezza si deve impostare correttamente la risoluzione a 300 dpi.

Per poter stampare le ordinante della giusta grandezza si deve impostare correttamente la risoluzione a 300 dpi.

Alcuni settaggi dei software di grafica permettono di stampare un immagine a foglio intero (tipicamente nel formato A4) indipendentemente dalle effettive dimensioni AUMENTANDO o DIMINUENDO le larghezze e le altezze, in altre parole modificano la risoluzione dell’immagine per adattarla al foglio A4 alterando le proporzioni rendendo inutile la stampa.

Nell’esempio di qui sopra si vede come la risoluzione di stampa sia stata modificata da 300 dpi a soli 135,709 dpi; meno della metà il che significa che l’ordinata verrà stampata più grande del doppio rispetto a quanto voluto!!!

Per poter stampare le ordinante della giusta grandezza si deve impostare correttamente la risoluzione a 300 dpi.

 

MODIFICARE LE PROPORZIONI DELLE ORDINATE

 

La riduzione della scala permette di costruire modellini dalla dimensione più appropriata al proprio appartamento.

La riduzione della scala permette di costruire modellini dalla dimensione più appropriata al proprio appartamento.

L’ultima fase è anche la più delicata ed importante e consiste nel modificare le proporzioni:

Qui entra in gioco la matematica e precisamente per trasformare un disegno dalla scala 1:60 alla scala 1:72 bisogna impostare il valore 83% sullo strumento “scala immagine”.
( Infatti 72 diviso per 60 da come risultato 0,83).

Le modfìdifiche delle dimensioni dell’altezza e della larghezza permettono di adattare la sagoma di una ordinata.

Le modfìdifiche delle dimensioni dell’altezza e della larghezza permettono di adattare la sagoma di una ordinata.

La seconda modifica invece è più delicata perché permetterà di adattare le sagome delle ordinate disegnate per il Cutty Sark a quelle dalla RRS Discovery.

Nella fattispecie la larghezza delle due navi è molto diversa essendo il Cutty Sark più largo, infatti misura 10,94 metri contro i 10,00 metri della Discovery.
(10 diviso 10,94 da come risultato 0,914).

L’altezza dello scafo è invece molto simile con la Discovery che è più alta del 3,10%.

Nello strumento “scala immagine” di GIMP ( o altro programma di ritocco fotografico) si dovranno impostare separatamente i rapporti con:
91,40 per la larghezza e
103,10 per l’altezza.

Nell’immagine qui sopra i tratti in nero appartengono alla sagoma del Cutty Sark mentre in violetto quelli della RRS Discovery.

 

RIVESTIRE LA POPPA DE “LE SOLEIL ROYAL”

L’esempio si riferisce al modello “Le Soleil Royal”

Per rivestire uno scafo con il secondo fasciame si utilizzano dei listelli di legno pregiato tipo il noce aventi uno spessore di 0,5 mm che garantiscono una flessibilità estrema e permettono delle curvature anche molto pronunciate senza correre il rischio che il listello si spezzi.
Di norma si riveste li corpo della nave utilizzando dei listelli a lunghezza intera.

L’obbiettivo di questo articolo è quello di avvicinarsi alla posa reale, utilizzando spezzoni di listelli incollati come se fossero le vere tavole.

 

Il listello guida è importante anche nel rivestimento del secondo fasciame

Il listello guida è importante anche nel rivestimento del secondo fasciame

Si inizia la posa del secondo fasciame dal ponte della seconda batteria, così se si commettono degli errori di parallasse questi non potranno amplificarsi più di tanto.

Come sempre il lavoro più importante è la posa del “listello guida”.
Per praticità esso non viene per il momento incollato ma soltanto bloccato in posizione con del nastro da carrozziere così lo si potrà sostituire con tanti spezzoni di listello a simulare le singole assi dello scafo.

Nel riquadrino si vedono i quattro listelli a lunghezza intera compresi tra due sabordi. Lo spessore del listello inferiore verrà accorciato di mezzo millimetro affinché il tutto rimanga a filo delle due aperture.

 

Le fasi del lavoro necessarie ad individuare alcune ordinate nascoste della poppa

Le fasi del lavoro necessarie ad individuare alcune ordinate nascoste della poppa

Nella zona della poppa le ordinate non sono più in verticale ma tendono ad inclinarsi per assecondare l’inclinazione dello scafo.

Misurando la distanza tra due sabordi si riesce a calcolare con una certa approssimazione anche la posizione delle ordinate della poppa che non si vedono perché sono state rivestite dal primo fasciame.

 

Il rivestimento del secondo fasciame a poppa avviene con degli spezzoni di listello lunghi come le tavole del ponte di coperta

Il rivestimento del secondo fasciame a poppa avviene con degli spezzoni di listello lunghi come le tavole del ponte di coperta

Questa fase del lavoro deve essere intuitiva e lo spazio compreso tra l’ultimo sabordo e la fine dello scafo deve essere diviso idealmente circa cinque spazi di uguale lunghezza. Per il momento si segna la posizione di due ordinate intermedie.

Il rivestimento dello scafo avviene con degli spezzoni di listello lunghi circa 8 cm (la stessa lunghezza delle tavole del ponte di coperta).
Nell’immagine si vede il secondo listello incollato sotto al listello guida.

 

Le operazioni per individuare altre ordinante mediane della poppa nascoste dal primo fasciame

Le operazioni per individuare altre ordinante mediane della poppa nascoste dal primo fasciame

In base alle linee tracciate nello step precedente si segnano anche le ordinante mediane.

Si deve valutare (spesso ad occhio) l’inclinazione che devono assumere come evidenziato dagli ASTERISCHI IN BLU dell’immagine qui sopra.

 

Accostano due listelli e tagliandoli assieme si ottiene un incastro dalla corrispondenza perfetta

Accostano due listelli e tagliandoli assieme si ottiene un incastro dalla corrispondenza perfetta

Siccome a poppa le ultime ordinate non sono più perpendicolari alla chiglia ma tendono ad assecondare l’inclinazione data dall’ordinata finale anche il taglio dei listelli non sarà più perpendicolare ma sarà più o meno inclinato a seconda dell’ordinata sulla quale verrà fissato.

Nei due riquadrini si illustra come ottenere facilmente dei tagli leggermente inclinati ma perfettamente combacianti tra di loro, in pratica si accostano due listelli e si tagliano assieme ottenendo una corrispondenza perfetta.

Il rivestimento del secondo fasciame a poppa avviene in modo professionale

Il rivestimento del secondo fasciame a poppa avviene in modo professionale

Ecco come si presenta la fascia intermedia del secondo fasciame.

In pratica si riveste sfalsando i singoli listelli pretagliati come nello step precedente in modo tale da non avere nessuno spazio vuoto.

 

Le fasi intermedie del rivestimento del secondo fasciame a poppa

Le fasi intermedie del rivestimento del secondo fasciame a poppa

Il listello successivo deve seguire uno schema a scalare (in questo caso a quattro posizioni) in modo da rimanere coerente con il proposito iniziale di simulare un vero rivestimento.

 

Le fasi finali del primo fascio del rivestimento del secondo fasciame della poppa del “Le Soleil Royal”

Le fasi finali del primo fascio del rivestimento del secondo fasciame della poppa del “Le Soleil Royal”

La sequenza è semplice da seguire ed alla fine con poco lavoro in più si ottiene un risultato decisamente più professionale.